Vogliaditerra

pensieri agricoli

Archivio della categoria 'scienza e non' Category

24 marzo 2016

Paura e realtà

Ormai la frittata è fatta, ma forse qualcuna ha voglia di leggersi con calma alcuni dati.

I 31 casi di meningite da meningococco C su 3.750.511 abitanti indicano che l’incidenza è di 0,83 casi su 100.000 toscani, il che colloca la regione nel range più basso tra i paesi, dopo Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Turchia, ma anche Austria Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Lettonia, Serbia, Slovacchia e Slovenia.

Non sono in atto in questi paesi fenomeni di panico da meningite.

In Italia, sempre nel 2015, i casi totali di meningite da meningococco sono stati 174, in Lombardia sono stati 46. I casi totali da pneumococco sono stati 647, di cui 181 in Piemonte e 113 in Emilia-Romagna, senza per questo suscitare particolare allarmismo. Su scala nazionale, i casi di meningite da Listeria nel triennio 2011-2014 sono stati sempre abbondantemente superiori a quelli da meningococco C (Fig. 1), eppure tutti siamo spaventati solo da quest’ultimo.

Purtroppo questo non succede solo con la meningite, ma un po’ con tutto, dai veleni nel cibo al terrorismo. Quando leggiamo “Allarme XYZ” nelle prime pagine o sparato urlando nei telegiornali si farebbe molto bene non eccitarsi troppo e più che altro di non cadere in un azionismo cieco e spesso pure dannoso.

23 gennaio 2016

Gattologia, primi risultati

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(ma secondo il contadino non vale, non c’era altro posto libero sul tavolo)

17 marzo 2015

Lo stato, la scienza e la salute (degli ulivi e non)

Per gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:

Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosa”. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.

Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:

Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previste”, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonché anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perché ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.

Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.

4 novembre 2014

Pompa solare senza elettricità

Prima il contadino pensava di aver letto male, ma è vero. Ognitanto arrivano delle mail “Gentile Redazione di vogliaditerra.com, ecc ecc” è il contadino prima si sente onorato per il titolo “redazione” poi legge tre righe e pigia “canc”. Ma questa volta no, mette il link www.novasomor.it/ e tutto, che sembra una cosa assolutamente da sostenere.

L’unica cosa che non ha trovato è la resa lt/giorni/prevalenza.
Portata di 800 lt/h 40m prevalenza:
www.novasomor.it/eliopompe-pompe-termodinamiche/

Per creare un motore termodinamico a bassa temperatura, occorre invertire il modo di utilizzare i gas volatili. Come fece a suo tempo Daniele Gasperini nel 1935 con la sua pompa “Elio Dinamic” e successivamente negli anni ’50 con la SOMOR, si mette uno specifico gas condensato a contatto con del calore prodotto dal sole o da altra fonte che ne disperde (da qui il termine di “motore a calor perduto), come fa ad esempio qualunque motore endotermico che abbisogni di un radiatore per non fondere. Il gas surriscaldato si espande e quindi genera vapore in grado di muovere un pistone ovvero di azionare un motore. Ma per completarsi il ciclo termodinamico ha bisogno che il gas vaporizzato, appena fatto il suo lavoro, venga rapidamente raffreddato e quindi condensato per poter essere di nuovo riscaldato. Per questa fase si usa l’acqua sollevata dal pozzo che sale ad una temperatura abbastanza bassa da consentire questo utilizzo. Si può ottenere questo eccellente risultato, sia in termini di costi che di bioeconomia, (niente condensatori o evaporatori elettrici), solo quando il calore e il fresco sono disponibili gratuitamente.

9 ottobre 2014

Sete nel sottosuolo

california

Un sistema satellitare sofisticato (misura il campo gravitazionale e permette di tirare conclusione sulle riserve di acqua nel sottosuolo) rivela tutto il dramma della California.

25 settembre 2014

Lettere d’amore scritte da robot

Se hai dubbi se la lettera scritta a mano che ti offre una nuova linea di credito molta vantaggiosa sia scritta da un robot controlla i puntini sulle i: sono sempre nello stesso punto relativo alla lettera.

[da qui]

9 settembre 2014

Esperimentoni

I fatti

L’azienda britannica Oxitec ha reso nota l’intenzione di rilasciare in ambiente versioni transgeniche di mosche dell’olivo in Spagna e di moscerini della frutta in Brasile nei prossimi mesi (1). Entrambe le richieste di autorizzazione, presentate nel gennaio 2013, riguardano rilasci sperimentali in ambiente degli insetti geneticamente modificati e sono attualmente in fase di valutazione.
Oxitec utilizza un approccio di ‘uccisione femminile’, in cui la prole femminile degli insetti GM è destinata a morire allo stadio di larva. L’obiettivo verrebbe perseguito attraverso rilasci massali di milioni di insetti maschi geneticamente modificati il cui accoppiamento con le femmine presenti allo stato naturale porterebbe al declino della popolazione dei parassiti.

Gli impatti temuti

Una delle principali inquietudini di carattere ambientale è relativa al fatto che il ceppo di mosca dell’olivo utilizzato da Oxitec non è nativo della Spagna, ma è stato ingegnerizzato a partire da un ceppo greco incrociato con ceppi israeliani; situazione analoga in Brasile dove sembra che siano utilizzati ceppi di moscerini della frutta di origine guatemalteca (2). Sotto un profilo ecologico e agronomico si nutre il timore di introdurre individui portanti diversi livelli di resistenza ai pesticidi, come evidenziato da studi sulle mosche dell’olivo in Grecia (3).

[articolo completo]

Anche il contadino cerca di impedire alla mosca di diffondersi troppo, ma non in grande scala come questa senza poter tornare indietro.

Detto questo: sarà difficile che entra una goccia di olio in casa sua quest’anno e impossibile che ne esce una per vendita. Le speranze sono due: che le olive leccine tutte bacate già adesso si cicatrizzano e non cascano (improbabile) e che le olive mignole che ancora sono sane non s’imbacano nei prossimi due mesi (molto improbabile, nonostante il rame e lo Spintor Fly).

21 giugno 2014

Cerchio del grano in Marocchi

Il cerchio di quest’anno fatto di Grasso, Attivissimo e amici non è un granché -i triangoli e cerchietti sopratutto: niente da andarci molto fiero. Quelli degli altri anni sempre a Poirino sono venuti decisamente meglio.

Il contadino è dell’opinione che i creatori veri (e no, niente extraterrestri, ufo e roba del genere) si stanno ritirando da qualche anno, anche per colpa di queste persone che rispondono al fenomeno in questo modo. Occasione persa.

EDIT: anche sul cropcircleconnector mettono molto in dubbio -vista la perfezione molto maggiore dei cerchi 2011 e 2013 – che anche questi erano opera di Grasso & Co.

In response to the comments made by Pávková Z. elsewhere on this page, it should be stressed that there is no physical evidence whatsoever that the team led by F. Grassi created either Poirino 2011 or Cavallo Grigio 2013. …..
The new 2014 crop picture at Poirino is far messier in close-up views than either of two previous crop pictures from 2011 or 2013.
….
To be brief, one should not believe anything these human crop artists claim, simply on the basis of verbal testimonies, without any factual proof which would have been easy to obtain, had they really done what they say: for example photographs of half-finished crop pictures, or videos of them making each one. Many of us have been questioning these human crop artists in private conversations, and thus far no proof of any kind has been forthcoming.

Red Collie (Dr. Horace R. Drew)

23 dicembre 2013

Sempre ‘sti killer ancora


Ancora una volta toni apocalittici: il batterio killer che sarebbe la causa del disseccamento dei olivi nel Salento. Il contadino non ha nozioni dirette, quindi rimanda al ottimo post del Pasto nudo che mette tanta carne sul fuoco; da leggere anche questo articolo qui:

Per Stefania Stamerra, titolare di un’azienda biologica a Parabita e membro del comitato «Terra e salute», «gli ulivi si stanno rigenerando», chiaro sintomo, per lei, di un allarme ingiustificato. «Il batterio – le fanno eco Altieri, Gioffredo e Tina Minerva, quest’ultima del comitato «Spazi popolari -, non è patogeno di per sé, ma può diventarlo quando si distrugge la biodiversità e si alterano i naturali equilibri». Gli ambientalisti descrivono poi, prospettando uno scenario terroristico, quello che potrebbe accadere su circa ottomila ettari di uliveti del Sud Salento.

«Si tratta dell’irresponsabile tentativo da parte di alcuni tecnici e politicanti -dicono -, di fare scattare, sulla base di norme europee interpretate in maniera oltranzista, una quarantena coercitiva iperspeculativa e applicata nella maniera più parossistica che si possa immaginare, storicamente mai vista per nessun’altra parassitosi o epidemia (vera o falsa che sia): eradicando ulivi con sintomi di disseccamento su alcuni rami, come ulivi perfettamente sani, ma nei quali dovesse vivere questo organismo microscopico, distruggendo con tonnellate di pesticidi e diserbanti nocivi flora e fauna, autoctona e domestica, su oltre 8000, 10.000 ettari di Salento, con l’uso anche di lancia fiamme per bruciare il muschio al suolo, e aerei per le irrorazioni degli agroveleni».

Un ottimo resoconto della faccenda veniva segnalato nei commenti tempo fa.Gli ingredienti della zuppa sono sempre quelli, come lo erano per il vaccino forzato contro la lingua blu o -esempio clamoroso – la pandemia inesistente della peste suina quando tutti gli Stati hanno comprato Tamiflu a gogò per poi buttarlo: la politica che si appoggia molto volentieri su risultati scientifici (frettolosi o anche non-scientifici), l’urgenza perché bisogna arginare il fenomeno, gli ecologisti/ambientalisti/naturalisti che spingono per aspettare. Purtroppo spesso solo dopo si sa chi aveva ragione.

Ma quando si legge batterio killer|calabrone killer|xyz killer diffidare, aspettare e approfondire è molto probabilmente la reazione giusta. I giornalisti farebbero bene a non abusare di questa parola. E a proposito di parole una caratteritisca dei nostri tempi è che abbiamo sempre la sigla pronta per dare un nome alle cose che non capiamo. In questo caso è CDRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo), liberamente ispirata dalla CCD (colony collapse disorder) delle api.

Secondo l’agronomo salentino Cristian Casili gli alberi morti per via di questa patologia sono una percentuale davvero minima dei 9 milioni di ulivi presenti in Salento, meno dell’1%, e l’infezione è comunque a macchia di leopardo, con poche piante gravemente colpite frammiste a piante sane o debolmente affette. “Bisogna tener presente”, ricorda Casili, “che l’ulivo è una pianta molto resistente e con una grande capacità di ripresa. Le piante colpite erano probabilmente indebolite da tecniche colturali errate o scarse, con potature estreme che favoriscono l’ingresso di patogeni e altri fattori antropici che avevano precedentemente colpito l’agroecosistema”.

23 agosto 2013

Come rovinare i bambini – “Steve Jobs Schools”

steve-jobs-schools

L’incubo di oggi ci viene servito dalla 04nt ovvero “l’eduzione per una era nuova”, ignorando ognicosa di uno sviluppo sano e completo della persona, a parte il fatto di usare un dispositivo completamente chiuso proprietario controllato da una società quotata in borsa che genera guadagni immensi già adesso.

Oltre agli iPad, gli studenti, tutti tra i 4 e i 12 anni, utilizzeranno anche schermi piatti delle tv, che sostituiranno le care e vecchie lavagne. Ci sarà un collegamento costante a Internet…

Visto che si tratta di un esperimenti verrà fuori esattamente questo che Manfred Spitzer (noto neuropsichiatra tedesco) non si stanca mai di ripetere: il multitasking è meno effettivo; i “natali digitali” non sanno bene valutare le informazioni che trovano; nessuno studio scientifico dimostra un vantaggio nel uso di aggeggi (e-learning) per la formazione ma molti dimostrano un peggioramento della memoria, delle capacità sociali e altro e il metodo migliore per rendere infelice una 13enne è permetterla di fare un account facebook.

Uno sguardo a Corea, da dove viene l’espressione Demenza digitale, titolo del ultimo libro di Spitzer (che il contadino ha letto):

Il Dott. Spitzer avvertiva che i deficit nello sviluppo del cervello sono irreversibili e ha chiesto che i media digitali fossero vietati nelle aule della Germania prima che i bambini sviluppassero “dipendenza”.

8 luglio 2013

Viva il placebo

Il contadino si interessa anche di medicina, come tutti, in quanto siamo spessi mezzo o del tutto malati. Uno studio scientifico accurato (peer reviewed e pubblicato nella 5° rivista scientifica per impact factor) dimostra adesso che se si paragonano cure (con farmaci) verso non cure contro placebo verso non cure gli effetti sono più o meno gli stessi.

Ma gli autori dicono che attenti: è uno studio su studi ma non sulla pratica quotidiana degli ambulatori, ,ma il succo rimane questo: Basta fare qualcosa, se sei malato, qualcosa nel quale poni tuo fiducia.

In questo contesto c’entra anche questo:

It’s not that the old meds are getting weaker, drug developers say. It’s as if the placebo effect is somehow getting stronger.

“Non è che i farmaci vecchi diventano meno efficaci, è che l’effetto placebo diventa più forte.”

Sembra che ci muoviamo finalmente via dal materialismo puro, davvero.

27 giugno 2013

Ogm danneggiani i maiali! Skandalo!

Purtroppo lo studio segnalato da Coldiretti e altri è un classico esempio di scienza spazzatura. Gli autori (e la rivista dove è stato pubblicato) sono dichiaratamente contrari agli OGM, hanno fatto mangiare a 170 maiali due diete diverse e poi si sono messi a cercare delle differenze, che erano solo trovabili separando in 4 livelli la gravità della infiammazioni, peraltro giudicato soggettivamente.

Peccato, pessimo servizio alla causa.


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