28 giugno 2011
Ieri sul Fatto è apparso un articolo sul round-up, uno dei successoni commerciali dei colossi della agricoltura chimica. Abbiamo l’industria, gli ambientalisti, i governi, i lobbisti e gli scienziati in questo confronto dove le forze sono distribuiti male. Lo studio argentino – paese che fa un uso massiccio di questo tecnologia OGM-diserbo totale – dove dimostrano che causa malformazioni nei ranocchi e polli è serio. Ma ormai l’esperimento non si fa in laboratorio, si fa nella realità (umana).
Dall’introduzione dello studio:
Reports of neural defects and craniofacial malformations from regions where glyphosate-based herbicides (GBH) are used led us to undertake an embryological approach to explore the effects of low doses of glyphosate in development.
[Notizie di danni neurologici e malformazioni craniali dalle regione dove viene fatto uso il glifosfato ci induce a un approccio embriologico per analizzare gli effetti di piccoli dosi di glifosfato nei organismi in crescità.]
Naturalmente esistono altri studi (pagati da chi?) che dimostrano la sicurezza assoluta e forse altri studi ancora sono stati tenuti dentro il cassetto dalla Monsanto per buoni ragioni economici e i governi hanno ammesso l’uso dappertutto, anche sui bordi stradali davanti le scuole e molta gente la usa intorno casa. Ma la questione è semplice: un veleno che ammazza tutto quel che è verde non può fare parte delle forze positive, delle forze che aiutano alla vita e a noi. Basta vedere:

PS: oggi anche Greenpeace va giù duro con i glifosfati.
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18 giugno 2011


Giorni cruciali adesso che hanno cominciato di provare di usare quel impianto messo insieme dal la quasi statale francese Areva, l’americana Kurion, Hitachi e Toshiba. Le cantine piene di acqua radioattiva (~110mila tonnellate) traboccheranno tra poco se non riescono di far funzionare quel impianto di decontaminazione dell’acqua, così possono riutilizzare lo stesso acqua per annaffiare (500t/giorno) le tre masse sfuse di lava bollente che una volta erano i nuclei dei reattori. Primo stop già dopo meno di sei ore, troppo radioattività nelle torre che accumulano il Cesio. Se funzionasse l’impianto capace di trattare 1200t/giorno sarebbe un passo in avanti, ma molte sono le incognite. Si aspettano 2000t di rifiuti altamente radioattivi. Sembra che il limite di 4mSv/h per cambiare il filtro sia stato raggiunto in 5 ore invece in un mese (Il blog di Ex-skf è tra le fonti migliori in assoluto).
In breve gli appunti: 2500 operai al lavoro sotto stress psichico e fisiologico immenso; 8000 mila bambini a scuola e asilo con i dosimetri, nel autunno saranno 34000; la radioattività adesso spunto un po’ dappertutto, dall’erba sui pascoli alle foglie del tè (tè verde con più del doppio consentito trovato a Parigi) ma sopratutto nelle fogne, tombini e depuratori. Il problema è l’esposizione interno, non i mSv/h o µSv/h che misurano i contatori Geiger: si respira, si mangia. Il cesio entra bene nelle piante, lo stronzio bene nelle ossa.
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10 giugno 2011
E’ molto interessante vedere cosa succede nella società (e al mercato) esposta alla miscela informativa creata dalle autorità, dalla scienza e comunicato dai media. Un evento è il triplo melt-down o melt-through a Fukushima: notizie trattenute per settimane e mesi con metodo per non creare il panico totale e dall’altra parte il batterio-killer, che faceva 30 morti e metteva in ginocchio il mercato dei ortaggi ma solo perché comunicano tutti i sospetti, dai cetrioli ai germogli.
E i media hanno una responsabilità tosta nella faccenda, come si vede ancora adesso nella Stampa che titola:
Batterio killer, l’annuncio di Berlino: “La causa sono i germogli dei fagioli”
La conferma è stata trovata nel bidone dell’immondizia di una famiglia di Rhein-Sieg-Kreis,[...]Se i risultati delle analisi del Nord Reno-Westfalia fossero confermati dal BfR, sarebbe una «svolta nelle indagini»
Se solo nei rinunciassero al affermativo…
(se poi è vero è un peccato per la bella teoria che l’allevamento moderno ne era responsabile…)
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5 giugno 2011
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aggiornamento: Dai commenti questo link al RSOE Emergency and Disaster Information Service
Budapest dove si legge nella descrizione (pari pari copiato dalla traduzione dal arabo qui):
Sono uscite 10m³ di acqua radioattiva dal reattore Anshas per la seconda volta in un anno, secondo Samer Mekheimar l’ex direttore del “Nuclear Research Center’s atomic reactions department”. In una nota al consiglio superiore delle forze armate spiegava che la fuoriuscita sarebbe successo il 25 maggio, dopo un avvio del reattore senza le opportune misure di sicurezza.
Diceva inoltre che la IAEA avrebbe tenuto segreto l’incidente [...] e solo il fatto che il reattore non veniva acceso il giorno dopo avrebbe salvato la zona di un disastro [...]
Nel frattempo fonti nelle Nuclear Safety Authority riferiscono che sarebbero stati impediti di accedere al reattore per una ispezione. Il direttore della Atomic Energy Agency, Mohamed al-Kolaly, dice che i livelli di radioattività dentro il reattore sarebbero normali e che l’IAEA avrebbero “lodato” il reattore.
Tutto puzza anche un po’ di un gioco politico di potere tra le forze vecchie e quelle nuove; direttori dismessi, fonti anonime…
++++++++++++++++++++
La fonte è magra, un anonimo in un settimanale di Egitto, Rose El Youssef; quello che si trova in rete è sempre tipo questo copiato da lì e più o meno arricchito: una esplosione e una perdita di 10m³ di acqua radioattiva nel primo reattore nucleare sperimentale di 2MW (ci sono due, l’Egitto vuole entrare nella tecnologia irresponsabile sotto lo schermo del IAEA, questo estate partirà l’appalto internazionale per la centrale di Daaba di 1200MW).
Se è vero o no non si sa per ora, questo che si sa per bene è questo: Quattro membri della stessa IAEA un anno fa hanno chiesto moltissime revisioni del reattore russo del ’61 situato ad Anshas a 60 km da Cairo se fosse riattivato (erano spenti dopo Cernobyl) e adesso sembra che questo sia stato successo ma senza queste interventi costosi. Un fortissimo indizio per la brutta situazione sono le dimissioni del direttore del reattore Salah Eddin al-Morshidi e del responsabile della manutenzione settembre scorso:
Salah Eddin al-Morshidi, director of Egypt’s Anshas nuclear research reactor, along with maintenance director Adel Elyan, submitted their resignations to the Atomic Energy Authority (AEA) on Monday to protest what they described as the “corruption” and “deteriorating conditions” associated with the reactor.
Già un anno fa hanno riacceso il reattore senza osservare le regole e una pompa di raffreddamento s’è rotto subito. Nel luglio scorso hanno valutato il valore economico dell’impianto di ricerca per decidere se chiuderlo o svilupparlo; la Rosatom ha fatto una proposta per svilupparlo, ovviamente.
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3 giugno 2011
Adesso vengono fuori gli effetti collaterali di un altra nostra tecnologia: l’allevamento intensivo, fortemente presente nella Germania del nord. La concentrazione di numeri incredibili di animali in certe aree è un habitat ideale per la generazione di nuovi ceppi di batteri nelle stalle che con i liquami finiscono sulle terre. In combinazione con diserbi come il Roundup (glifosato) che danneggiano la vita nel terreno che normalmente distrugge i batteri delle urine e letame delle stalle si ha l’effetto che si ha adesso.
L’effetto di voler mangiar carne ognigiorno combinato con la forte pressione di ridurre le spese in agricoltura ammazza anche noi alla fine, in aggiunta alle sofferenze immense degli animali e della natura.
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30 maggio 2011
Dopo la peste suina finalmente qualcosa di serio, un batterio della specie Escherichia coli, HUSEC41.
E’ una batosta di 7 milioni di €/giorno per gli producenti spagnoli che dopo un primo ritrovamento su cetrioli ad Amburgo non vendono più nulla in Germania, anche se non è per niente chiaro da dove spunta il batterio davvero. 30 casi (13 gravi) anche in Svezia, in tutto per ora mille infezioni con 300 casi gravi (Sindrome emolitico-uremica) e 14 morti. E’ resistente a molti antibiotici, anche se la questo tipo di cura nelle infezioni di EHEC è già problematica di sé. Domani si riparlerà di Fukushima? Ormai siamo circondati, moriremo tutti (quando è tempo).
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30 maggio 2011

“Se lasciaste le corna alle mucche le vostre intolleranze alimentari diminuirebbero di molto.” dice il bisonte.
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24 maggio 2011

La radiazione nel dry well (il containment) del primo reattore è quadruplicato ultimamente e arriva adesso a 200 SV (il corium – la lava radioattiva che una volta era il nocciolo – che ha sfondato il reattore e sta sul cemento adesso? Speriamo che è solo il contatore che è impazzito.); i genitori di Fukushima chiedono che quel limite di 20mSv verrà revisionato (a 1mSv) ma il governo dice che s’impegna al massimo da sempre per la sicurezza; altre 250m³ di acqua radioattiva (dal reattore 3) nel mare ma chissenefrega anzi un problema in meno visto che il deposito dove stanno pompando altro acqua oggi o domani sarà pieno; ancora non sanno esattamente quale sistema di raffredamente di emergenza è stato spento e/o riattivato subito dopo il terremoto. A già: sì, ammettono che tutti tre noccioli sono fusi completamente, che sorpresona, chi l’avrebbe mai detto. Probabilmente era voluto questo ritardo per evitare il panico e un esodo di massa a Tokyo:
“Now people are used to the situation. Nothing is resolved, but normal business has resumed in places like Tokyo,” said Koichi Nakano, a political science professor at Tokyo’s Sophia University.
[“Adesso la gente è abituato alla situazione. Niente è risolto, però la vita normale ha ripresa.”
Oggi dovrebbero dirci quanta radioattività esattamente viene rilasciato per ora: sono volati sopra e stanno costruendo un supporto per la vasca nel reattore 4 che contiene qualche carica di combustibile esausto e sta per venire giù.
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18 maggio 2011

Un saluto dall’agricoltura chimica: In Cina esplodono i cocomeri, imbottiti di acceleratori di crescita.
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17 maggio 2011
Colpisce un po’ il fatto che non si trova notizia fuori dai pochi blog del fatto che adesso è venuto fuori che a Fukushima il primo nocciolo s’è fuso completamente nella prima giornata dopo il terremoto (2800°C), gli altri due molto probabilmente hanno fatto lo stesso fine: forato l’acciaio del reattore adesso il corium si trova forse dentro, forse mezzo fuori, ma comunque questi containment hanno falliti tutti tre il loro obiettivo di trattenere la radioattività: forati anche loro, a certi punti radiazione di 2Sv/h che significa impossibilità di avvicinarsi. Le foglie di tè a 250km contengono troppo cesio (e quindi ancora altri risarcimenti da parte della Tepco fallito sostenuto dallo stato), l’acqua nelle falde non si sa ma deve essere fuori ogni limite.
Preoccupa che ricominciano di aggiugnere boro al acqua di raffredamento con i quali annaffiano la ex-centrale: significa che temono una ulteriore riaccensione della fissione nucleare che produrra ulteriore energia termica con effetti imprevedibile. Inoltre sembra che già il terremoto stesso abbia danneggiata il reattore 1, visto che c’erano subito dopo 300mSv/h e hanno interrotto manualmente il raffreddamento di emergenza (c’era scritto di fare così nel manuale).
Annunciano di presentare oggi un nuovo piano per mettere sotto controllo le masse sfusa delle barre bollente.
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12 maggio 2011

[Concentrazione di cesio nell'aria a Takasaki, 200 km sud-ovest]
Innanzitutto ammazzeranno tutti gli animali domestici rimasti nell’area di evacuazione di 20km.
Dopo che sono entrati nell’edificio del reattore #1 nonostante le 700mSv/h al primo piano e hanno aggiustati gli strumenti viene fuori che le barre non sono neanche coperte fino metà coma hanno sempre detto e pensato, ma non c’è acqua neanche un metro sotto dei 4 metri che misurano le barre. Ma visto che non è caldo (120°C) l’ipotesi è che le barre semplicemente non esistono più. Si sono sfusi completamente e la massa sta in fondo al contenitore del reattore (si spera) coperta del poco acqua. E non si capisce che fine fanno le 150m³ di acqua/giorno che iniettano, perdite ovunque.
Altro fonte di pensieri: il bacino con le barre esauste nelle rovina del #4, fortemente pericolante, si teme che potrebbe crollare tutto e liberare il suo contenuto che è molto di più di una carica solo di un reattore, sono le barre esauste di molti anni. La Tepco vuole costruire un sostegno di sotto, auguri.
Tutto si sta logorando, la morale degli operai deve essere vicino allo zero. Il primo ministro rinuncia al suo stipendio fino alla fine della crisi; probabilmente non lo riceve mai più.
Aggiornamento: “Ci deve essere un buco nel reattore #1″ dice la TEPCO, anzi più di uno, in tutto qualche centimetro, creati dal noccioli in fusione.
E “Anche i livelli dell’acqua nei reattori 2 e 3 potrebbe essere non quelli che pensavamo”. Dunque, molto probabilmente c’è davvero quella massa detta corium in fondo ai reattori, una magma, forse isolata da una crosta, composta dalle barre di combustibile, le barre di controllo, tubi e acciaio.
Un lento e continuo peggioramento della situazione. Ma da vedere da un impressione quasi romantica adesso:

L’unico che mai emette vapore è #1 (sulla sinistra):

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9 maggio 2011
Sembrava che filtrando l’aria per abbassare la radioattività al #1 avrebbe funzionato e sarebbe stato un piccolo passo avanti per iniziare a domare almeno uno delle quattro, però stamattina hanno trovato posti (al primo piano) con 700mSv/h dentro l’edificio del reattore, con una radiazione così non si può lavorare. Non si sa esattamente da dove esce di preciso, e cercano di trovare un modo per schermare i lavoratori. Nel reattore #3 lottano contro l’aumento della temperatura, non tutto l’acqua raggiunge il reattore e cambiano intubazione adesso mentre il livello di acqua radioattiva nelle cantine aumenta come sempre.
L’altro fatto è che hanno scoperto adesso che in 18 di 19 depuratori distanti anche 60km il fango conteneva cesio in quantità anche elevatissima. E’ già stato venduto e adesso è in giro per le cantiere, in blocchi di cemento e altro. E’ ovvio che un depuratore è un concentratore, dove ha piovuto di più c’è di più.
At a sewage treatment plant in Koriyama City, 26,400 becquerels per kilogram of radioactive cesium was detected on April 30. After conducting the testing at 19 facilities, 446,000 becquarels per kilogram of radioactive cesium was detected at a facility in Fukushima City (Horikawa-machi final treatment center).
Cercano di tracciarlo, e hanno sospesa il trattmento e la vendita, ma intasa lo spazio negli impianti.
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