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Wifi no bis
Il contadino ha parlato male del wifi come lo fa pure il governo tedesco e nei commenti veniva chiesto come reagirebbero le api. Ieri c’era l’apicoltore qui (che sta facendo una lotta molta seria e impegnativa contro la varroa di questi tempi, chi dorme ora si trova senza api la prossima primavera) e si ragionava di questo.
Lui un test involontario l’aveva fatto una volta: Portava i bozzoli delle regine nuove nel suo capello e li metteva sopra il cellulare in macchina, sul sedile accanto. Normalmente ne nascono circa l’80%, da quelle sono nate invece neanche il 50%.
Ambiente condita
Il quadro dei veleni usati in agricoltura disegnato dall’ISTAT:
La coltivazione del melo, come detto, è quella sulla quale viene effettuato il maggior numero di interventi e sono i trattamenti a base di insetticidi quelli più utilizzati per i quali si impiegano 32,6 chilogrammi di sostanze attive distribuite in 3,1 interventi per ettaro.
Che è la coltura del melo che richiede più fitofarmaci non è mica un gran sorpresa. Hai un melo in giardino? Tutte bacate, vero? Ora sarebbe molto facile di imprecare su ’sti agricoltori spruzzaveleni, ma secondo il contadino è il consumente quello che decide: se vuole frutta grossa, perfetta che costa poca o se cerca la frutta, la pasta e la verdura biologica e se non la trova compra il meno possibile e chiede al venditore di offrirlo in futuro. Tutto lì, non dire che non si può far nulla.
[via sanablog]
Wifi no grazie
Meglio tardi che mai si comincia di parlare degli possibili rischi per la salute del wi-fi casalinga. L’agenzia Europea per l’ambiente EAA paragona i rischi sottovalutati delle tecnologie wireless (cellulare e wlan sopratutto) alla strorie dell’amianto, della nicotina e del benzina a piombo. Lo studio scientifico che sta alla base dell’allarme fu redatto dalla BioInitiative Working Group che pubblicano lo studio sul sito loro.
Quello che è chiaro è che l’antenna del wifi sulla scrivania tua è peggio del ripetitore sul tetto dell’edificio di fronte. La differenza è che l’antenna del wifi potresti anche togliere subito, mentre il per il ripetitore questo sarà difficile. E che tenere il cellulare acceso in prossimità dei testicoli o ovaie non è il massimo di prudenza - e questo vale naturalmente anche per il portatile connesso in wireless. E che non c’è alcun motivo per avere un cordless in casa: le onde DECT sono le più fastidiose per la natura. E’ forse un po’0 come per le sostanze chimiche in giro: una per sé potrebbe essere anche non un problema, ma si accumulano. E così le varie onde elettromagnetiche, tra linee elettriche, radio, gps, utms, wifi ecc.
Su un blog tedesco il contadino ha letto di questo esperimento illuminante: Metti il cellulare acceso in una strada di formiche. Loro cominceranno di girare al largo. Spegnilo e loro ci monteranno sopra [da verificare].
Sempre stanco
Ascoltando The Köln Concert di Keith Jarrett, cliccando in Amarok sulla scheda ‘Artista’ si apre la pagina della wikipedia dove si legge tra altro che
In the late 1990s, Jarrett was diagnosed with chronic fatigue syndrome (CFS) and was confined to his home for long periods of time. It was during this period that he recorded The Melody at Night, With You, a solo piano record consisting…..
e ci viene di pensare che tutti questi sindromi sono una buona invenzione della medicina moderna: Sono per natura di una definizione di gomma elasticissima: se fanno le domande per diagnosticare il burn-out a una persona qualsiasi di mezz’età viene fuori che ce l’ha, il burn-out. E via con le medicine.
D’altra parte ci sono davvero, i sindromi. [di tutte le verità è sempre vero anche il contrario]
Da evitare
Si titola già I coloranti e additivi rendono i bimbi iperattivi! dopo lo studio pubblicato su Lancet. La parola degli scienziati è invece come al solito il cauto “possono rendere iperattivi“. Il contadino non si meraviglia perché in barba al consiglio del Dr. Spencer che (secondo il NYTimes) dice che non si può mica negare ai propri bimbi le merendine che mangiano tutti gli altri e che vuoi che sia un po’ di iperattività, mandava le sue figlie a scuola con una fetta di pane integrale all’olio, sale e fiocchi di lievito. Pare che l’abbino sovravissuto.
Se non si può fare a meno del cibo industriale come buona regola si può leggere l’etichetta e cercare di scansare questi quattro: E102, E 124, E122, E110 e E211.
Cifre
Per eliminare 205′000 mila anatre ci vogliono 60 ore ma pensano di lavorare 5 o 6 giorni perché non vanno a diritto; la potenza elettrica dell’impianto elettrico del podere è troppa poca e quindi hanno portato un generatore per l’impianto di elettroshock mobile; capacità di 3000anatre/ora, ma rimane incerto se si possono anche catturare in questa velocità. 40 addetti dell’allevamento e veterinari pubblici fanno questo lavoro; i camion con le carcasse devono essere disinfettati in una tenda: altre 80 persone tra istituto tecnico, croce rossa (?!?) e pompieri.
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Qualcheduno degli animali erano positivi al test: avavano anticorpi contro l’aviaria H5N1. Ma non c’è alcuna indicazione che si tratta della forma altamente contagiosa. Fine agosto la stessa industria doveva già eliminare 166.560 anatre: pesta.
Vogliamo miracoli subito invece
Nel paese delle polemiche l’Espresso deve titolare:
Bio non fa miracoli
I prodotti biologici sono pieni di grassi e additivi, zuccheri e sali. Spesso sono meno salutari di quelli industriali. Ecco le prove
Con diritto uguale il contadino potrebbe titolare:
Gli settimanali non fanno miracoli
I prodotti editoriali sono piene di luoghi comuni, distorsioni della realtà e polemiche inutili e dannose. Spesso sono meno corretti…
Non esistono “i prodotti biologici”; esistono prodotti che corrispondono a) ad una normativa e b) alla richieste del mercato e (forse) c) che sono nati da ideali.
L’articolo poi non è così male, dicendo che comprare bio fa bene senz’altro all’ambiente ma non è detto (e provato scientificamente) che è anche più salutare. MA al contadino facevano sempre ridere un po’ quelli che girano e rigirano delle molecule, gli oli insaturi e i radicali liberi per poter esprimere un giudizio sulla qualità di un alimento, quantificando delle sostanza isolate.
La qualità non si può misurare bene scientificamente; e un insieme di fattori e forze che sono di più della somma di ingredienti.
Se ne parla anche su blogeko, ecoblog e Greenplanet.
India - Novartis 1:1
L’India ha segnato un colpo di difesa duro e giusto (Commentando la sentenza della corte di Chennai, il presidente di un’associazione che assiste i malati di cancro di Mumbai, ha dichiarato: “Questa è la più importante vittoria nazionale e internazionale.).
Ora la multinazionale svizzera Novartis taglia investimenti di centinai di milioni nel paese nei prossimi anni:
Mr Vasella said: “This [ruling] is not an invitation to invest in Indian research and development, which we would have done. We will invest more in countries where we have protection. It’s not a punishment, it’s just a question of the culture for investment. Do you buy a house if you know people will break in and sleep in your bedroom?”
Sembra che qualcosa non va proprio nella relazione tra soldi, scienza, brevetti, il ritorno degli investimenti e i malati.
Mappa dei obesi
Sarebbe interessante vedere una mappa simile per l’Italia o l’Europa. Durante il suo viaggio in Germania al contadino sembrava di vedere parecchi ma parecchi obesi. Forse le statistiche non mentono, questa volta.
Un successo indiscutibile del food-design: sale e grasso piacciono, e zucchero e grasso forse di più.
Quello che hai sempre sospettato a proposito di occhiali di sole
Fanno venire il cancro, naturalmente (a parte il fatto che sono uno dei aggeggi più antiscociali). Così almeno titola il Daily Express:
Dr Moalem said: “Sunglasses make the brain think it’s dark and this means you’re not starting the natural process of tanning. You’re more likely to burn and therefore at more risk of skin cancer.”
Il succo della teoria è che ingannano il cervello simulando una giornata non tanto soleggiata e di consequenza viene a meno la produzione delle sostanze che fanno abbronzare e che proteggano la pelle dei danni dei raggi ultravioletti. Il consiglio per l’industria è di produrre occhiali di sole “trasparenti” che proteggano l’occhio dai raggi UV ma non ingananno il cervello. Negli USA sono sempre avanti è hanno gia più di un milioni di melanomi diagnosticati.
La triste morale della favola (che per ora è solo una teoria anche se molto probabile) è che l’uomo nel suo impulso di proteggersi di pericoli reali o immaginari spesso aumenta il rischio per la sua salute. Un classico è l’uso dei detersivi per a casa battericidi i batteri che alla fine finiscono solo per indebolire il sistema immunitario. Ed è molto probabile che anche tutte ’ste allergie in continua aumento sono uno di questo autogol.










