Vogliaditerra

pensieri agricoli

Archivio della categoria 'politica e società' Category

10 Maggio 2008

L’omelia

Non sarai punito per la tua rabbia, sarai punito dalla tua rabbia.

[innernet]

(poi bisognerebbe parlare della rabbia in tempi di crisi come oggi: gli immigrati, il sentirsi minacciati, la reazione sbagliata, il governo, il Bossi-Fini reloaded. Chi di voi è senza contratto d’affito regolale? Fuori!|)

7 Maggio 2008

Le paure e la realtà

Un ottimo lavoro, questo post. Purtroppo conta la realtà percepita. Grazie TG, grazie, giornali.
statistica criminalità

7 Maggio 2008

Ciclone e dittatura

Fino poche ore fa le autorità del paese negavano l’ingresso dei soccorritori, diverse squadra erano ferme al confine in attesa dei visti, in particolare non si accettavano interventi da parte americana. Adesso, finalmente, la situazione si è sbloccata e presto arriveranno aiuti da Onu, Unione Europea, Stati Uniti (che hanno affidato 3 milioni di dollari all’Onu per bypassare l’opposizione delle autorità birmane), Nuova Zelanda e altri paesi.

La faccia senza maschera del potere militare in Birmania/Myanmar.

6 Maggio 2008

Verso il controllo totale

Sembra non basta che sanno dove sei grazie al cellulare. Con questa fulminante idea (al contadino pare di averla sentita già dall’Inghilterra) di tassare i Tir (e dopo anche le auto) in base alle strade che usano. Ci vuole poco a immaginarsi i vari cacciatori di terroristi tipo Frattini e Schäuble esultare di gioia per poter mettere le mani su questi dati nel nome della prevenzione. Ovviamente si potrebbe anche sapere la velocità dell’automobile.

6 Maggio 2008

Testimonianza dell’orrore

Se questo non era un crimine di guerra: Dieci foto inedite, scattate di uno sconosciuto dopo l’esplosione a Hiroshima. Avvertimento: per stomachi duri, il contadino né potevo vedere solo tre.

[via A. Ronchi][

5 Maggio 2008

Boicottiamo le olimpiadi, forza!

boicottare la cina

[via Spiegelfechter]

5 Maggio 2008

Il prezzo non è tutto

Da qualche parte il contadino aveva letto che nel mondo globalizzato di oggi la sovranità alimentare dei singoli paesi non sarebbe importante. Ecco, se il comunismo è morto perché soffocava l’economia, il capitalismo muore perché soffoca la terra fertile alla fine. Se la politica agraria decide che la Francia fa i vitelloni e noi facciamo girasoli, grano duro e granturco mentre i olandesi si occupano di polli e maiali e la Germania di latte (perché lo fanno a miglior prezzo) è tutto bellino all’inizio: prezzi bassi - ma molto traffico di concimi e mangimi e pure i prodotti agrari devono viaggiare molto fino raggiungere i supermercati.

Forse qualcuno si rende conto che in un futuro molto vicino non si può più pagare tutto quel trafficoe quel fertilizzante (legato 1:1 al prezzo del gregge). E avremo terre senza un animali quindi senza letame mentre in altre zone la carne per qualche mese sarà gratis perché non hanno più mangimi. Il mercato non regola tutto, purtroppo. E ci pensa la natura alle correzioni necessari che possono essere anche dolorose, tipo fame.

L’auspicio è che i vari ministri di agricoltura riescono a ri-permettere un agricoltura locale diversificata e robusta, pronto a sopravivere senza grandi input energetici. Ma qui si ha qualche dubbio.

2 Maggio 2008

La mappa delle crisi alimentari

Agflation | REUTERS.COM

[via blogeko]

29 Aprile 2008

Zona franca

Non si può più vivere tranquillo e in pace sapendo cosa succede nelle varie “zone industriali franche” sparse per il terzo mondo.

A Ciudad Juarez ,ogni settimana, una donna sparisce e di lei non se ne sa piu’ nulla.
Le cronache ufficiali parlano di piu’ di 470 omicidi e circa 600 sparizioni.

Le vittime sono giovani di eta’ compresa tra i 15 e i 25 anni . Molte di loro lavoravano come operaie nelle numerose fabbriche che assemblano, per societa’ multinazionali, prodotti per l’esportazione (maquiladoras). Questi insediamenti industriali costituiscono la fonte principale di sostentamento per gli/le abitanti della citta’. Il salario delle operaie impiegate nelle maquiladoras, è di circa 4$ US al giorno per dieci ore di lavoro.

Le maquiladora sono stabilimenti industriali posseduti o controllati da soggetti stranieri, in cui avvengono trasformazioni o assemblaggi di componenti temporaneamente esportati da altri paesi industrializzati in un regime di duty free ed esenzione fiscale. I prodotti assemblati o trasformati vengono esportati all’estero.

Quanti prodotti intorno a noi sono stati assemblati in quei posti? Urge una certificazione etica per tutti i prodotti.

28 Aprile 2008

I dati sul fotovoltaico

Sono qui i dati attuali (deludenti) della diffusione del fotovoltaico:

Ma quanta energia producono i 105,59 MW totali installati fino ad oggi? Ipotizzando un tempo equivalente di funzionamento medio in Italia di 1300 ore, otteniamo circa 0,14 TWh all’anno cioè lo 0,04% dell’intero Consumo Interno Lordo italiano (359 TWh nel 2006). Una quantità per ora irrisoria.
In prospettiva, per arrivare a produrre ad esempio il 10% del Consumo Interno Lordo italiano con il fotovoltaico occorrerebbero circa 1000 anni al ritmo annuale di installazioni del nuovo Conto Energia. Concludendo, nessuno dei due sistemi di incentivazione in conto energia (l’attuale meno del primo) è stato in grado di far crescere in maniera significativa la potenza fotovoltaica installata e, soprattutto, di abbattere i costi, uno dei principali ostacoli alla diffusione di questa tecnologia.

(e pure funziona bene, questo post né è testimone)

28 Aprile 2008

La tua storia d’acquisto

Nel cartello appeso al supermercato americano che ha razionato l’acquisto di riso è particolaremente interessante:

Due to increased demand, we are limiting rice purchases based on your prior purchasing history. Please see a supervisor to find out your limit.

Se hai sempre comprato poco riso ora non te lo danno o solo poco.

Siamo agli razionamento intelligenti, grazie a tutta la mole di dati che hanno accumulati con le carte fedeltà e carte di credito.

21 Aprile 2008

Oro nero

La stima degli introiti dagli inizi dell’estrazione è di circa quattrocento miliardi di dollari destinati alla Nigeria: una cifra enorme che la popolazione non ha mai ricevuto. La Nigeria è infatti uno dei paesi più poveri dell’Africa malgrado sia uno dei massimi esportatori di petrolio.

www.commoditytrader.it/corsa-al-petrolio/

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[ nota: il numero è quello totale, non solo degli ultimi tre giorni... ]


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