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pensieri agricoli

Archivio della categoria 'politica e società' Category

18 marzo 2010

Il potere della TV

“Ero preoccupato per il concorrente torturato”, ha detto un altro “però avevo paura di rovinare il programma”.

Zone Xtreme. Fin dove può spingersi la tv?

Un documentario in cui si faceva credere a delle persone di essere i concorrenti di un reality nuovo, una puntata zero di un gioco in cui avrebbero dovuto dare delle scariche elettriche a un concorrente che doveva associare correttamente delle parole. Ogni errore provocava una scossa sempre più alta. Dai 20 volts ai 460!

Il pezzo si basava sulle indiscrezioni e su un libro che nasceva proprio da questa esperienza, scritto da un filosofo Michel Eltchaninoff e dal regista del documentario Christophe Nick, e dall’intervista a questo filosofo ci siamo fatti un’idea di quello che poteva essere, di quello che era stato.

Ieri sera su France 2, canale pubblico, alla fine l’abbiamo visto. Abbiamo visto questo documentario. Abbiamo visto!, andando oltre quelle righe scritte, quelle parole di chi quest’esperienza l’ha vissuta e studiata. L’idea degli autori era quella di mostrare quale fosse oggi l’autorità della Tv e il modo in cui questa possa esercitare pressione sui singoli individui. Non abbiamo le conoscenze scientifiche per dire se questo esperimento possa dirsi riuscito o meno, sebbene il documentario spiegasse, avvalendosi di esperti, passo passo quello che succedeva sia in studio che nelle menti dei concorrenti che davano le scosse.

16 marzo 2010

Evoluzione

Berlino, 3 mar. – La Germania non intende offrire nessun aiuto finanziario alla Grecia al prossimo vertice che si terra’ venerdi’ prossimo a Berlino tra il cancelliere, Angela Merkel e il premier greco, George Papandreou

[AGI]

Crisi Grecia, aiuti da Francia e Germania attraverso le banche
[...]Il piano messo a punto da Francia e Germania è un piano da 30 miliardi di euro: per realizzarlo sarà necessario l’intervento di istituzioni bancarie pubbliche e investitori che operano sul mercato

[ oggi da blitzquotidiano]

14 marzo 2010

La tragedia greca

Nel momento che il governo ellenico tenta strada uno (risparmiare su tutto – lacrime e sangue)(strategia che non funzionerà ma non lo si può dire per non spaventare i mercati)(gli ultimi bot greci a 6% andavano a ruba e seguiranno altri, forse a 8%) e le piazze reagiscono con scioperi a tutta palla eccovi buttato lì una interessante analisi storica.

In essenza: le dittature fanno danni molto persistenti.

Here’s a random thought: this blog has seen a lot of posts recently talking about economic problems in Greece, Spain and the Baltic States. All of these are countries that were, within living memory, governed by brutal non-democratic authoritarian regimes. Accident? Or is there something else at work here?

L’articolo intero si trova qui (inglese)

14 marzo 2010

Un sogno sottoscritto

Noi, sottoscritti, dichiariamo che l’Unione Europea deve rispondere alle sfide urgenti che l’Europa sta affrontando in materia di agricoltura e di alimentazione.

Dopo più di mezzo secolo di industrializzazione della produzione agricola ed alimentare, l’agricoltura a conduzione familiare è stata fortemente ridotta e i circuiti alimentari locali hanno regredito in tutta Europa. Oggi, il nostro sistema alimentare è dipendente da carburanti fossili a prezzo sostenuto, non tiene conto che l’acqua e la terra sono risorse limitate e sostiene regimi alimentari dannosi per la salute, ricchi di calorie, grassi e sale e poveri di frutta, ortaggi e cereali. In futuro, il prezzo crescente dell’energia, la perdita drastica della biodiversità, il cambiamento climatico e la diminuzione delle terre e dell’acqua disponibili costituiscono una sfida per la produzione alimentare. Allo stesso tempo, una popolazione mondiale in espansione deve affrontare la contraddizione di un contemporaneo aumento della fame e delle malattie croniche causate dalla sovralimentazione.

Noi riusciremo a rispondere positivamente a queste sfide solo con un approccio completamente diverso nei confronti delle politiche agricole e alimentari. L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Tutti devono aver accesso a un’alimentazione sana, sicura e nutriente. I modi con cui coltiviamo, distribuiamo, prepariamo e mangiamo cibo dovrebbero rendere onore alla diversità culturale dell’Europa fornendo un’alimentazione equa e sostenibile.

La Politica agricola comune (Pac) attuale è in discussione in vista della sua riforma prevista per il 2013. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. Noi crediamo che una nuova Politica agricola e alimentare comune debba garantire e proteggere uno spazio di cittadinanza nell’Ue e nei paesi candidati e la possibilità e il diritto di definire i propri modelli di produzione, di distribuzione e di consumo, partendo dai seguenti principi.

La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune …

1. …deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una semplice merce;

2. deve avere come priorità quella di una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e prevedere il commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. La Pac non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei Paesi terzi;

3. deve promuovere modelli alimentari sani indirizzandosi verso diete basate sui vegetali e su un minor consumo di carne, di grassi saturi, di alimenti ricchi in energia e altamente trasformati, rispettando i modelli alimentari culturali e le tradizioni regionali;

4. deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Ciò non è realizzabile senza prezzi agricoli giusti e certi, che devono permettere un reddito adeguato per contadini(e) o salariati(e) agricoli e prezzi giusti per i consumatori;

5. deve assicurare condizioni giuste e non discriminatorie ai contadini(e) e ai lavoratori agricoli dell’Europa centrale ed orientale e sostenere un accesso giusto ed equo alla terra;

6. deve rispettare l’ambiente globale e locale, proteggere le risorse limitate del suolo e dell’acqua, fomentare la biodiversità, rispettare il benessere animale;

7. deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da Ogm, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale;

8. deve cessare di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti industriali e dare la priorità alla riduzione del trasporto in generale;

9. deve assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, in modo che i cittadini sappiano come viene prodotto il cibo, da dove proviene, cosa contiene e cosa è incluso nel prezzo finale di acquisto;

10. deve ridurre la concentrazione del potere nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della distribuzione alimentare e l’influenza esercitata dai gruppi dominanti su ciò che viene prodotto e consumato, oltre a promuovere sistemi alimentari che accorcino la distanza fra produttori e consumatori;

11. deve incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti locali, di stagione, di alta qualità, rimettendo in connessione i cittadini con la loro alimentazione e con i produttori di cibo;

12. deve destinare risorse per insegnare ai giovani le pratiche e le conoscenze necessarie a produrre, preparare e apprezzare un’alimentazione sana e nutriente.

Si tratta della “Dichiarazione europea sull’alimentazione per una politica agricola e alimentare comune sana, sostenibile, giusta e solidale”.

Il documento è stato firmato da 11 reti europee, 2 reti internazionali e centinaia di organizzazioni in 24 Paesi europei (agricoltori, consumatori, ambientalisti, altermondialisti e ong), tra cui Aiab, con il Comitato italiano per la sovranità alimentare. [fonte]

12 marzo 2010

Una questione di fiducia

Niente contro i russi, ma cosa faranno con le scorie nucleari?

I containers di scorie sono destinati ad essere imbarcati sulla Kapitan Kuroptev per giungere poi a San Pietroburgo. Il cargo russo era inizialmente atteso a Le Havre o a Cherbourg, ma poi è stato dirottato dalle autorità francesi verso il porto de Montoir-de-Bretagne (Loire Atlantique) proprio per evitare blitz di Greenpeace. E’ servito a poco, visto che la nave ammiraglia di Grreenpeace, l’Esperanza, era arrivata il 3 marzo in Francia proprio per denunciare il traffico di scorie nucleari con la Russia e si è immediatamente diretta anche lei verso Montoir-de-Bretagne.

Fin dall’inizio degli anni ‘70 Edf ed Areva esportano scorie nucleari in Russia. I convogli ferroviari attraversano tutta la Francia per raggiungere i porti di Cherbourg o Le Havre, dove le scorie vengono caricate su cargo e avviate in Russia attraverso la Manica, il Mare del Nord e il Mar Baltico. «Questo circuito è molto regolare – spiega Greenppeace – Sono circa 600 tonnellate di rifiuti nucleari francesi che vengono esportati ogni 15 giorni da anni».

[...]che per la Russia, dove i bidoni carichi di scorie sono ammassati all’aria aperta e senza nessuna vera protezione.

10 marzo 2010

Moratoria OGM

A volte la democrazia funziona e a volta anche il buon governo:

L’utilizzo di organismi geneticamente modificati in agricoltura (OGM) rimarrà vietato in Svizzera fino al 2013.

Adottata da popolo e cantoni nel 2005, la moratoria «per alimenti prodotti senza manipolazioni genetiche» scadrà il 27 novembre 2010. La proroga della moratoria per tre anni – votata dalle Camere – dovrebbe permettere di raccogliere nuove informazioni scientifiche sulla questione.

Sarebbe difficile vincere una votazione popolare per liberare la coltivazione degli OGM; a volta la l’animo del popolo decida per la dalla cosa giusta.

EDIT: In Italia il sistema (non) funziona diversamente, ma l’effetto è lo stesso:

Ha risposto ieri in commissione il sottosegretario all’Agricoltura Cenni. Secondo la sua interpretazione, il ministero ora deve semplicemente attivare il “procedimento complesso” per vagliare la richiesta di seminare Ogm alla luce di un parere che dovrà essere espresso dalla Commissione per i prodotti sementieri geneticamente modificati.

La commissione dovrà anche individuare misure adatte ad evitare che gli Ogm contaminino l’ambiente e le colture convenzionali.

Si demanda ora alla commissione, mi permetto di commentare, il compito che l’intero Parlamento non è riuscito a svolgere dai tempi del ministro Alemanno in poi, cioè da quando si è imboccata la filosofia della coesistenza regolamentata fra colture Ogm e convenzionali.

Di qui la mia traduzione che ho esplicitato sopra: Ogm coltivati in Italia? Campa cavallo. Lo stesso sottosegretario ha del resto definito esplicitamente “infondata” la convinzione che questa primavera saranno possibili semine Ogm.

L’interrogazione: come si intende gestire la sentenza del Consiglio di Stato sugli Ogm

La risposta per sottosegretario: per ora niente semine Ogm in Italia

4 marzo 2010

Ricettario per bolle

Nel esempio qui si vede il funzionamento preciso della bolla internet 2.0, ma quella immobiliare per esempio dovrebbe funzionare in modfo analogo. Il vantaggio della bolla internet è che non lascia in giro nel paesaggio roba murata che va in rovina .

Primo: i manager sono come Pinocchio. Se prepari un paio di slide di Power Point colorate in cui spieghi che piantando degli assegni circolari sottoterra il valore delle azioni potrebbe salire del 50%, loro ci credono e ti danno assegni circolari in bianco da piantare sottoterra. E ai più restii è sufficiente promettere benefit come un viaggio al Paese dei Balocchi che si convincono subito.

Secondo: i manager non hanno idea di cosa stanno facendo…

4 marzo 2010

Grecia – Italia 1:1

C’è del morboso nel animo del contadino che gli piacciono i post tipo questo qui (lui vorrebbe anche smettere di scrivere sempre della Grecia e della fine dell’Euro forte ma non ce la fa mica).

Le famiglie greche hanno pagato nel 2009 oltre 780 milioni di euro in bustarelle per accelerare servizi come la richiesta della patente o l’apertura di un conto in banca. E’ quanto emerge da un rapporto sulla corruzione in Grecia realizzato dall’organizzazione Transparency International (Ti).

[Ansa]

Piena insufficienza in pagella per l’Italia sul fronte della corruzione.
Lo dice l’associazione non governativa Transparency International che come ogni anno ha stilato la classifica dei Paesi piu’ integerrimi. Con un voto di 4,3 la nostra nazione si è piazzata al 63esimo posto, perdendo otto posizioni rispetto allo scorso anno e mezzo punto nella valutazione finale.

Meglio di noi si sono classificate nazioni di cui mai si sarebbe immaginato, come Botswana, Namibia e Malaysia, ma anche Korea del Sud, Cuba, Turchia, Cile e Costa Rica. E a livello europeo le cose non sono di certo migliori. L’Italia è il fanalino di coda dei 27, seguita solo da Bulgaria, Grecia e Romania, tutte a pari merito e staccate di mezzo punto.

[VoceArianese]

4 marzo 2010

Lo spam sente il polso

Non solo la Grecia, ance la Spagna sta malissima dopo la sbornia del mattone. Dal filtro antispam:

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3 marzo 2010

Vietiamo i CDS!

Al contadino fa molto piacere non il ritorno dell’inverno ma che adesso dal Sole24ore si lancia la grida “È ora di abolire i credit default swap” dopo il suo post sul tema:

Di solito non mi piace proporre divieti, ma non riesco a capire perché continuiamo a consentire di scambiare Cds (Credit default swap) senza la proprietà dei titoli sottostanti. Specialmente nell’Eurozona, attualmente soggetta a una serie di attacchi speculativi, una messa al bando generalizzata dei cosiddetti Cds “nudi” dovrebbe essere qualcosa di scontato.

I Cds “nudi” sono lo strumento prediletto da chi specula a danno dei Governi europei, nel caso più recente la Grecia.

Non si farà e sarà anche tardi.

26 febbraio 2010

Imparare una parola al giorno

Oggi vi tocca la simpatica parola italiana Default Credit Swap (CDS). Purtroppo bisognerebbe anche capire di cosa si tratta per usarla con la disinvoltura che contraddistingue il sapiente (che sa che siamo 10cm dal baratro) dalla massa:

I Credit Default Swaps (CDS) sono stati inventati da Wall Street alla fine del 1990. Consistono in strumenti finanziari destinati a coprire le perdite di banche, società, stati e obbligazionisti, quando questi ultimi vanno in default – quando cioè non riescono più ad onorare il rimborso del prestito.

In sostanza, si tratta di una forma di assicurazione…
…nel mondo si contano quasi 30 trilioni di dollari di questi strumenti finanziari, più dell’interno PIL mondiale

Ora qui sotto il contadino vi fa un bel collage di copi-incolli, così, per farsi una mezz’idea come l’uomo e la sua avidità rovinano le società (lo dice anche il Papa). Partiamo dalle cinque scenari per la Grecia, attualmente è in atto il primo che come sappiamo non funziona ma ritarderà solo il botto.

Swissinfo:

Gli accordi di Goldman Sachs e di altre società con la Grecia finiscono nel mirino della banca centrale americana. Il New York Times rivela che le stesse banche che hanno aiutato Atene a mascherare il debito stanno ora scommettendo su un suo default

Reuters:

C’è tuttavia una certa evidenza empirica di fondi che hanno preferito disfarsi dei credit default swaps dopo che questi hanno registrato un consistente balzo in avanti, in modo da monetizzare i guadagni.

“C’è un gruppo, probabilmente di hedge fund, che ha comprato i CDS quando scambiavano ancora a prezzi moderati, poi sono esplosi e allora li hanno venduti”, ha detto David Carruthers di Data Explorers.

Resta comunque consistente il numero dei fondi che si stanno cautelando nei confronti dell’euro, soprattutto fra quelli che hanno esposizione diretta o indiretta alla moneta unica, che scambia ai minimi di nove mesi nei confronti del dollaro.

“Alcuni dei nostri clienti equity stanno proteggendosi dall’euro al momento”

La ciliegina sulla torta troviamo scritto da “Dream Theater” su un blog in Investire Oggi:

Nel 2001 la Grecia firma con la banca USA un contratto dove vengono compresi molti swap valutari e swap sui tassi di interesse. Queste operazioni hanno consentito alla Grecia di abbassare “magicamente” il suo debito di oltre 2 miliardi di Euro, all’incirca l’ 1.6% del PIL. Questa operatività ha permesso alla Grecia di virtualmente diminuire il su ratio Debito /PIL e portarlo dal 105.3 al 103.7.

Sul piano pratico, questi swap hanno permesso alla Grecia di swappare, e in questo caso di spostare in avanti le scadenze del debito, dal 2019 al 2037. Situazione analoga è avvenuta nel 2008 [...]

italia-swap-debito

Quando ho visto questo grafico su Bloomberg sono rimasto sbaccalito.
Vi trovate gli swap effettuati dai vari governi tra il 2000 ed il 2008.
Credo non ci sia nemmeno bisogno di commentare.
Cosa può significare? Beh, tante cose. Fare uno swap non significa per forza falsificare, effettuare delle operazioni criminali e riportare delle perdite. Purtroppo al momento non ci sono dati disponibili su cosa possano aver significato questo swap del debito. Però non posso non negare una certa mia apprensione.

Per noi poveri comuni mortali, non ci resta che sperare e pregare ogni mattina che, anche noi come i greci, non abbiamo fatto carte false per entrare nell’Unione Europea. Però con un piccolo problema: c’è il rischio che si tratti di cifre enormemente superiori di quelle taroccate da Atene.
SIA CHIARO

Non voglio fare terrorismo, questa è solo un dato di fatto. L’Italia ha swappato nell’area Euro come nessun altro.

Addio Euro, benvenuto la Drachmatica Lira pesetata.

EDIT: Si aggiunge anche Iceberg finanza, con il simpatico titolo “Tempo di lupi“:

Secondo lo stesso articolo, alcuni grandi hedge fund, tra cui Paulson & Co, che gestisce 32 miliardi di dollari, hanno speculato su CDS a protezione del fallimento dello stato sovrano greco, scommessa recentemente chiusa.
Tra i particolari della vicenda che lascio alla vostra attenzione, WSJ , sembra che Goldman Sachs, Merrill Lynch e Barclays bank PLC, stessero aiutando e quindi suggerendo agli investitori di piazzare una scomessa ribassista contro euro

25 febbraio 2010

Non fa notizia la più grave catastrofe ambientale nella Lombardia?

Questo si chiede l’ARD tedesca. 20 secondi su RAI 1. E’ avvelenato il maggior fiume di Italia, sono coinvolte tre o quattro regioni, a rischio l’acqua potabile a Ferrara e altrove come l’agricoltura l’ittica, la fauna, se arriva nell’Adria poi meglio non pensarlo e 800′000 milanesi senza depuratore per tre settimane.

Guardando i siti del Corriere, di La Stampa e di Repubblica si vede che l’inquinamento mafioso e la corruzione stanno in cima mentre il disastro si trova incirca al ottavo posto (se c’è nella prima pagina).

Allora ecco qualche link:

Blogeko, Greenreport, Legambiente

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referrer
[ nota: il numero è quello totale, non solo degli ultimi tre giorni... ]


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