Tracce lasciate
Voci danno il contadino in giro. Ultimo avvistamento Milano Centrale. Sembra anche passato dal chiosco famoso davanti la stazione.
Voci danno il contadino in giro. Ultimo avvistamento Milano Centrale. Sembra anche passato dal chiosco famoso davanti la stazione.
Senza capire poco o niente di quel che si crede di vedere si augurano le peggio cose a le persone sulla foto. In qualche modo questo è relazionato con i post sotto.
Come qualcuno sa in casa del contadino da mezz’anno ci vivono due bambine che frequentano la scuola elementare e quindi riecco il mondo di compiti, di maestre e di “materiale didattico”.
Sembra che oggigiorno si prova di insegnare cose senza saperle e questo non può funzionare ovviamente. Insegnanti che devono insegnare l’inglese usando cd e fumetti e invece di parlarlo si dovrebbe scriverlo ed ecco un altra generazione che non lo sa. Ma oggi il contadino era quasi svenuto a vedere questo immagine qui sotto, svenuto perché è appassionato alla materia:
Immagini delle fasi lunari che non si vedono da nessuna parte sulla terra in quel modo. Se fosserò almeno rigirate una meta si potrebbe dire che si riferiscono al equatore. Nessuna cosa simile su google img. Al contadino sembra un segno dei tempi, questo. Un pseudosapere su tutto che pesa nulla, ripetuto a papagallo per ottenere un voto. E’ poi la luna si vede e si vede che è crescente di sera fino alla luna piena e calante di mattina fino luna nuova: non ci vuole molto e in quarta classe questo si può insegnare. Se lo si sa.
E se le cose stanno così male per le cose semplici come sarà per quelle complesse poi?
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Maria Thun ha lasciato il suo corpo fisico il 9 febbraio 2012 all’età di 90 anni. 60 anni di lavoro di ricerca nell’ambito del rapporto tra mondo vegetale e ritmi planetari che hanno consentito al movimento biodinamico dell’emisfero nord del pianeta di avere il suo calendario annuale nel quale ogni agricoltore e giardiniere potesse ritrovare non solo i giorni propizi per i lavori dell’anno ma anche occasione di riflessione e osservazione dei fenomeni meteorologici e botanici in relazione con i ritmi cosmici.
Qui nel mobiletto in soggiorno ci sono i suoi calendari dal ’92 in poi. Grazie per tutto!
Cessato la tramontana il sole lavora indisturbato e in un colpo solo affiorano tutte le cose da fare, da finire, da cominciare, il tunnel per i pomodori, coltrare per l’erba medica, tagliare le ultime due cerri nel bosco e sistemare legna e frasca per terra, tagliare le canne per non parlare della potatura degli ulivi. E anche gli agnelli sono venduti quasi tutte e questo significa quindi anche fare formaggio e ricotta.
Sono cicli, tutta la vità si svolge in cicli e la natura è una gran maestra. Il contadino ha imparato di fare la vigna nel modo tradizionale, con canne, salici e fascine; i salici rossi adesso sono quasi spariti ovunque dalla campagna in quanto nessuno vuole potarli, quelli non potati non si nota neanche perché perdono il colore. Quest’anno dovrebbero bastare finalmente i suoi che ha piantati gli ultimi anni. E deve ricordarsi di brevettare agricolturamuseale®
[le fotine sono di nove anni fa ma ha cambiato niente, solo erba c'è meno, ha smesso di piovere un anno fa...]
Poteva fare anche una ricerca, ma il contadino a volte preferisce a volte di fare il pigro così gli altri possono fare gli attivissimi. Stamattina ha fatto un centimetro di neve – quantità giusta per mettere in rilievo le impronte.
Però questa qui sopra chi l’ha fatta? Sempre quattro pedate in distanza di un metro circa, una specie di galoppo.
La neve si scoglie sul tetto e la tramontana a 50km/h lo righiaccia, ma è niente in confronto agli oggetti intorno al lago di Ginevra…

(cliccare l’immagine)
La natura ci insegna delle cose anche adesso e qui si sta dietro alle cose elementari: governare gli animali, portargli secchi d’acqua in quanto le tubature sono gelate e portare legno in casa e bruciarlo nella stufa e nel camino, mentre si gioca a dama e tris con le bimbe.
Una cosa è certa: le previsioni servono a poco, come si vede. Si ascoltano, si discutano e ci si comporta come fosse provenienti da una realtà parallela finché diventano dura realtà. Solo con fatica il contadino ha sistemato le stalle e creato uno spazio protetto per le capre nel pomeriggio prima della nevicata, nell’ultimo momento. E lo stesso discorso vale per le previsioni sul peak oil, sul cambiamento climatico e sulle investizioni nelle infrastrutture: se ne parla e si fa poco finché…
Comunque sia, sotto la neve c’è la polvere qui. Il sole lo scioglie e la tramontana mangia l’acqua e tutto ridiventa arido come prima. La cisterna è vuota, fieno c’è poco e il contadino ha speso tutta la giornata di cercare di scongelare l’intubazione per poter pompare acqua dal pozzo in valle. Successo parziale, l’acqua finora arriva solo alla stalla, da domani rubinetti asciutti nella casa se non riesce di inventar qualche ponte con gomme di fortuna.
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