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Categoria: energia

Certificati di sicurezza per centrali nucleari. Falsi.

Il Corea per ora ha fermo 10 impianti su 23. Hanno dovuto spegnere due dopo aver trovato certificazioni di sicurezza per componenti contraffatti, un altro che è fermo non può ripartire per lo stesso motivo e uno nuovo non può partire. Devono sostituire tutte le componenti in causa. 8 ditte con migliaia di componenti a basso costo, sei condannati a galera.

Meno male che se sono accorti. Ricorda un po’ i blocchi ci cemento campioni buoni che si fanno per l’antisismico ma quel che si usa poi ha più sabbia. Risparmiamo ancora, forza.

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Fukushima continua

Ora s’è rotto uno dei serbatoi e qualcosa come 120 tonnellate di acqua usato nel 2011 (quando facevano le docce ai reattori fusi) è uscito. Per ora nei tank si trovano circa 270.000 tonnellate di queste “acque” (la parola “acqua” non sembra molta adatta per una brodolea radioattiva).

PS: sembra che la causa della mancanza di corrente era un ratto che a fatto un corto nella centralina.

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In memoria di Fukushima

Sono già due anni, il tempo vola, la radioattività rimane. Ogni giorno si aggiungono 400 m³ di acqua radioattiva, perché per raffreddare i reattori fusi versano semplicemente acqua sopra, senza sapere neanche dove si trova esattamente il corium, le 2-300 tonnellate di massa altamente radioattiva di combustibile fuso, così almeno sta sotto i 50°C. Devono continuare per anni con questo metodo, ma dove si mette quest’acqua? Per ora hanno accumulato qualcosa come 320mila tonnellate in vari contenitori. Di entrare non se ne parla per i prossimi anni, stanno facendo calcoli su calcoli e costruendo altri robot.

Delle 50 centrali nucleare giapponesi sono adesso 2 in funzione, alcuni non riattiveranno mai più, essendo in zone di alto rischio sismico, ma altri ritorneranno in funzione, ma non ancora quest’anno sembra. La decontaminazione delle zone evacuate non ha neanche cominciato, sempre per i problemi di trovare un luogo per lo stoccaggio temporaneo – la gente ha paura che questi siti poi diventeranno fissi.

Ma quanto è difficile di smettere.

PS: non scordarsi dalla prima tragedia:

Il Giappone ha commemorato con un minuto di silenzio il secondo anniversario del sisma e tsunami dell’11 marzo 2011, causa della crisi nucleare di Fukushima. L’intero Paese, con le bandiere a lutto, si e’ fermato alle 14:46 (le 6:46 in Italia), orario della scossa di magnitudo 9 verificatasi al largo della costa orientale del nordest del Paese, il Tohoku, che ha generato un maremoto con onde alte fino a superare i 40 metri, e che provoco anche la dispersioe di amteriale radioattivo dalla centrale nucleare sulla costa. Ammontano a quasi 19.000 le vittime e i dispersi di una delle peggiori tragedie del Sol Levante

7 commenti

Le ragioni del fracking

Non si può sempre e solo parlare degli avvenimenti politici, ci sono anche altri disastri, basta guardarsi intorno. Il contadino ieri ha letto un articolo interessante, che spiega bene perché negli ultimi anni abbiamo il fracking tra i piedi. Riassunto breve:

  • Il fracking non è una tecnologia nuova, esiste da molti decenni. Che dopo il 2006 ha visto questo incremento di uso ha un altra causa: i prezzi esplosi del petrolio e del gas in quel anno, prima semplicemente non era economico.
  • Negli USA ha cambiato il diritto ambientale: di luglio 2005 nel Clean Energy Act fu escluso l’estrazione di gas e petrolio in elevato profondità dalle leggi per la protezione delle acque sotterranee. Solo con questo l’uso delle sostanza chimiche velenose era diventato possibile.
  • L’organo di controllo della borse nel 2010 ha cambiato le regole per Big Oil: potevano mettere in conto anche le riserve “difficili” come appunto il gas di roccia, il petrolio sotto l’oceano e le sabbie oleose.

E adesso che il prezzo del Gas è crollato il fracking è in pura perdità, ma Exxon, Shell & Co non possono permettersi di smettere in quanto crollerebbe il titolo in borsa in quanto hanno messo in bilancio il gas e per ogni barrel venduto devono dimostrare uno in riserva.

Fine della storia: rimarrà un paese devastato con un sottosuolo avvelenato ma almeno i titoli hanno retti.

1 commento

Fukushima nel dimenticatoio

Prevedono 25-30 anni per togliere completamente il combustibile fuso dai reattori. Se una/o ha voglia può scorrere il pdf della Tepco. Il corium (il combustibile nucleare fuso) si troverebbe anche fuori del “containment”, rendendo il lavoro ancora più complicato, nelle cantine del reattore 1 credono che sia così:

http://enenews.com/tepco-presentation-shows-clumps-of-melted-nuclear-fuel-outside-containment-vessel-many-unexpected-situations-are-expected

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Uomini salvano robot

La tecnologia ci promette molto, ma a volte… qualcuno si ricorda del famoso robot con quattre zampe?
Beh, dovevano salvarlo sulla scala, qualcosa con la zampa posteriore andava storto. Solo che la scala era in un ambiente un po’ radioattivo e due operai della Toshiba si sono dovuti esporre a 1.36 millisievert per tirarlo via di peso.

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Fukushima, senza fine

A parte il fatto che la radioattività nel mare stranamente non cala sembra adesso che cede il cemento della vasca di raffreddamento sopra il reattore n°4, quello dell’esplosione di idrogeno. Pompa guasta, tecnici arrivati per elicottero.

Tre le cause per il fenomeno della radioattività costante nel oceano: i fiumi che portano il fallout, la rovina stessa che emette ancora radioattività nella misura di 300 gigabecquerel/mese, la sedimentazione di plankton ecc.

Most of that radioactivity dispersed across the Pacific Ocean, where it became diluted to extremely low levels. But in the region of the ocean near the plant, levels of caesium-137 have remained fixed at around 1,000 becquerels, a relatively high level compared to the natural background. Similarly, levels of radioactive caesium in bottom-dwelling fish remain pretty much unchanged more than 18 months after the accident.

In fact, a fresh analysis by oceanographer Jota Kanda at the Tokyo University of Marine Science and Technology suggests that not one source, but three, are responsible. First, radioactivity from the land is being washed by rainfall into rivers, which carry it to the sea. Second, the plant itself is leaking around 0.3 terabecquerels (1012 becquerels) per month, he estimates.

“We can’t answer the basic question of when these fisheries will be able to open.”

But Kanda thinks that the third source, marine sediment, is the main cause of the contamination. Around 95 terabecquerels of radioactive caesium has found its way to the sandy ocean floor near the plant. How it got there, Kanda says, no one is sure. It may have been absorbed directly by the sand itself, or it may be that tiny marine organisms such as plankton consumed the radioactive caesium and then deposited it on the sea floor through their excretions.

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I preventivi che non tornano mai

I costi per le grande opere tendono a raddoppiare nel corso dei lavori, è questo succede anche alla Tepco (diventata statale) che tra risarcimenti per 1,5 milioni di persone e il tentativo di mettere i sicurezza quel che resta di Fukushima sta per dover spendere 94 miliardi di euro, il doppio previsto di aprile.

Ai costi per la compensazione e la decontaminazione potrebbero aggiungersi fino a 10 trilioni di yen, o più di 120 miliardi di dollari» che non sarebbe assolutamente in grado di pagare.

A parte il fatto che non hanno i spiccioli necessari sembra che abbiano anche finito lo spazio per l’acqua altamente radioattiva, sono arrivati ad avere accumulate 200’000 tonnellate.

3 commenti

Ciao ciao nucleare

Almeno così dicono, come sempre vanno valutati i fatti. Il Giappone sembra che abbia imparato la lezione tosta di Fukushima.

Questo significa che l’industria nucleare passerà in mani cinesi, indiani, francesi e russi, unici rimasti sulla barca che affonderà. 7 di 11 imprese hanno subito un declassamento delle agenzie di rating e perso 88% di valore in borsa, sono più le centrali smantellati che quelle nuove in costruzione.

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Meglio tardi che mai

Adesso pure la commissione europea comincia a capire che questo biocarburante né è molto bio né è neanche molto vantaggioso:

Il settore dei biocarburanti europei potrebbe vedere di nuovo cambiate le carte in tavola. Secondo le ultime indiscrezioni, confermate in queste ore dall’agenzia di stampa Reuters, l’Unione Europea starebbe preparando un nuovo progetto normativo con cui limitare alcune colture destinate alla produzione di biofuel.

Il prodotto con il bilancio peggiore è il diesel ottenuto dalla colza.

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