Almeno una cosa positivo nasce dal nucleare (francese): dal 1.7. tutte le vertrine visibili dalle strade devono spengere l’illuminazione dal una di notte fino le sei di mattina. Si stima che il risparmia sarà l’equivalente del consumo annuale di 260’000 nuclei familiari (che consumerebbero 4000kwh/a). Dietro questa legge nuova sta il problema dei fiumi cronicamente surriscaldati dalle centrali nucleari.
54 reattori, 30% delle elettricità prodotta con la tecnologia irresponsabile, 3 grandi società produttrici di centrali nucleari ma oggi è stato spento l’ultimo reattore in Giappone. Ogni 13 mesi devono essere spente per passare la revisione, ma dopo la lezione di Fukushima per riavviarli ci vuole il consenso dei parlamenti locali, e finora nessuno l’ha dato. De facto il Giappone è uscito dal nucleare, anche se probabilmente solo temporaneamente, ma 80% della popolazione sarebbero contraria adesso.
Italia e Germania qualcosa hanno imparato, altri no, anzi: non si trovano investitori e quindi va sovvenzionato, questa energia nucleare, logico no?
I governi di quattro Paesi Ue – Gran Bretagna, Francia, Polonia e Repubblica Ceca – intendono estendere al nucleare le sovvenzioni attualmente previste per le energie da fonti rinnovabili. Lo scrive oggi il quotidiano Sueddeutsche Zeitung (Sz), secondo cui i governi in questione avanzeranno la loro proposta in occasione della riunione dei ministri dell’Economia e dello Sviluppo dell’Unione europea in calendario la prossima settimana a Bruxelles.
Greenpeace ha ordinato uno studio, ecco i risultati:
1. le autorità giapponesi e gli operatori dell’impianto di Fukushima hanno agito sulla base di assunzioni assolutamente errate sulle probabilità di un incidente grave: i rischi erano noti ma minimizzati e ignorati;
2. sebbene il Giappone sia considerato uno dei Paesi meglio preparati al mondo per fronteggiare disastri di grande entità, nella realtà dei fatti questo disastro si è dimostrato peggiore, nelle sue conseguenze, di ogni ipotesi pianificata: i piani di emergenza nucleare e di evacuazione non sono riusciti a proteggere adeguatamente le persone;
3. centinaia di migliaia di persone hanno sofferto le conseguenze dell’evacuazione forzata per evitare l’esposizione alle radiazioni. Queste persone non possono rifarsi una vita perché non hanno ancora ottenuto indennizzi. Il Giappone è uno dei tre soli Paesi al mondo che, per legge, considera un operatore di impianto nucleare (Tepco, in questo caso) interamente responsabile dei danni causati da un disastro nucleare ma, evidentemente, i meccanismi di riconoscimento della responsabilità del danno e della successiva erogazione degli indennizzi alle vittime non funzionano. A un anno dal disastro le persone colpite sono sostanzialmente abbandonate a sé stesse e, alla fine, saranno i contribuenti giapponesi, e non Tepco, a pagare la maggior parte dei danni».
Giusto per ricordo: c’era Fukushima, c’è Fukushima e ci sarà ancora per molto tempo. Radioattivo. E adesso coprono il fondale del mare davanti con cemento, un area grande come 27 campi di calcio con 60 cm di cemento, ci voglioni 3-4 mesi. E mica nessun rischio che si rompe con un terremoto.
Giusto per ricordare: quel ammasso di scorie nucleari sputa sempre ancora 70 milioni di becquerel all’ora, 12 milioni di più che il mese scorso perché ci stanno movendo detriti.
La radiazione invecchia il nostro pianeta, lo sclerotizza.
Finito quasi il periodo santo i cieli si stanno per richiudere e il contadino ricomincia di postare cose come questa. A quanto sembra il corium del reattore 2 sta fondendo il containment e se ne va in giro nel sottosuolo. Pezzettini gialli a 400°C e molto radio attivi escono uno dopo l’altro da questi buchi che fanno con il trapano. Migliai di persone al lavoro ogni giorno.
Ma se il Giappone piange la Germania non ride: Hanno per anni riempita con scorie non altamente radioattive questa vecchia salina Sasse, e comincia di entrare acqua. L’idea era di riportare i 126’000 fusti in superficie. Però è filtrato un memorandum interno: missione impossibile. Nel 2009 si sono accorti di un “errore” e hanno rettificato la quantità stimata di Plutonio nella salina da 6kg a 28kg. Di 14’800 fusti non si sa cosa contengono.
I 20mila poliziotti che devono accompagnare il treno CASTOR attuale temono che la radiazione non sia così bassa come pretendono e il sindacato chiede una sospensione o un altra tratta più breve del trasporto.
I trasporti castor contengono scorie tedesche rielaborati in Francia e stoccati di seguito a Gorleben; secondo Greenpaece questo deposito supererà i limiti di radiazione con l’arrivo dei nuovo 11 contenitori caldissimi e viene sempre accompagnato da forti proteste.
E’ un po’ che qui e non solo qui non se ne parla più di Fukushima. Ora tocca al riso che 60km dal luogo del disastro che era un ultimo avviso di invertire rotta: sarà vietato la vendita di 192 tonnellate di riso proveniente da 154 aziende agricole.
Sono tremila operai al lavoro quotidianamente, ovviamente paga lo stato. Il peggio è la paura della contaminazione, il nemico invisibile può essere ovunque.
Tatsuhiko Kodama, 58 anni, presiede il “Centro radioisotopi” a Todai ed è stato invitato a riferire davanti la commissione salute della camera bassa nipponica il 27 Luglio.
Sputa la verità in faccia ai legislatori. Secondo i calcoli del suo istituto la radioattività rilasciata a Fukushima corrisponde in equalenza uranio a 20 bombe atomiche. Il video è stato visto da quasi mezzo milioni di persone (cliccando “cc” si possono tradurre i sottotitoli in italiano) ed è diventato quasi un eroe.
Molto di quello che stanno facendo durante la decontaminazione è illegale:
Non possiamo lasciare il cesio in mano alle mamme e ai insegnanti, lo mettiamo in fusti e lo portiamo a Tokyo nelle nostre macchine, violando la legge.
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