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pensieri agricoli

Archivio della categoria 'energia' Category

25 ottobre 2016

Fukushima, aggiornato il conto

Il governo giapponese annuncia di mettere in conto “alcuni miliardi di euro” ogni anno per i prossimi anni per mettere a posto la centrale. Per ora si spende 700 milioni/anno. In questa cifra NON sono inclusi le spese per il recupero del combustibile fuso, operazione programmato per il 2018 o il 2019. L’operazione durerà quarant’anni.

27 luglio 2016

Aspettando il primo fuoco

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[sulla prima foto anche radio mattone in azione, poi diventato radio tavoletta]

16 maggio 2016

Fulminato

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Un botto e la corteccia che volava, ieri pomeriggio davanti casa. Il contadino è ancora senza parole (mentre cerca di capire quali pezzi elettronici sono fulminati e quali no).

8 maggio 2016

Terra a fuoco

Il contadino non può non pensare che ci deve essere un nesso profondo tra questo megaincendio in Canada proprio in questa area dove estraggono il petrolio nel modo più sporco in assoluto.

Se la natura ci tratta così forse ricambia solo il modo come la trattiamo noi.

18 marzo 2015

Le energia solare e l’eclissi

Per dopo domani si stanno preparando i gestori di reti in tutto Europa. Nel caso di beltempo calerà la produzione di 12mila MW solo in Germania (con metà della potenza fotovoltaico installato in Europa) mentre al ritorno del sole salirà di 19mila MW, circa la produzione di 15 centrali.

Il punto è il tempo: più che sarà nuvolo meno saranno i problemi di gestione. In Italia sembra che la strategia sia quella di staccare la spina agli impianti:

In particolare, con una potenza fotovoltaica installata pari a 19.691 MW (dato ENTSOE) al culmine dell’eclissi, la potenza elettrica prodotta potrebbe ridursi di circa 7.000 MW, pari agli impianti FV allacciati in media tensione. Ma il problema più grave, spiegano i tecnici di Terna, sarebbe la velocità con cui la potenza prodotta da fotovoltaico calerà e poi crescerà.

20 dicembre 2014

Pellet, Politica, Ecologia

Ai tre lettori una piccola raccolta stampa:
La Stampa:

L’Iva sui pellet passa dal 4 al 22%

Repubblica:

PELLET. Sale al 22% l’iva applicata sul pellet in legno (il combustibile ricavato da segnatura).L’attuale imposta sul valore aggiunto è del 10% ….

M5S:

Rincaro Pellet: con questo emendamento si fissa un rincaro dell’Iva sul pellet per alimentare le stufe domestiche dal 10% al 22%. Un favore all’Eni e alle varie multiutility come Hera e Iren che distruibiscono gas e che rischia di uccidere un settore in forte sviluppo oltre che danneggiare le famiglie che si riscaldano usando questo combustibile ecologico (emendamento 3.4111).

Il contadino ha verificato su un pdf del governo, ha torto La Stampa. Ma non era questo il punto.

Si calcola un consumo annuo nazionale superiore al milione e mezzo di tonnellate, che corrispondono a oltre cento milioni di sacchetti da 15 kg…

Purtroppo sul lato della filiera i risultati sono ancora insoddisfacenti. La produzione italiana copre meno della metà del consumo nazionale, ciò significa che importiamo il materiale da paesi esteri, principalmente dall’Europa Centrale, dall’Europa dell’Est o addirittura dal Nord America, con una fornitura che l’anno scorso ha toccato 1,5 milioni di tonnellate di pellet americano (2012)

Se però analizziamo bene la filiera produttiva del pellet ci accorgiamo che per trasformare la segatura e gli scarti di legno per produrre il pellet si devono impiegare:

– energia elettrica par a 367 MJ/t di pellet prodotto
– incidenza per il trasporto della materia grezza allo stabilimento di produzione con consumo di 183 MJ/t di pellet prodotto

(dati ricavati dai siti europei del pellet www.pelletcenter.info e www.pelletsatlas.info).

Per produrre l’energia elettrica si immettono in atmosfera circa 530 g di CO2 (anidride carbonica) per ogni kWhe, mentre per il trasporto si emettono circa 700 g di CO2 per kWh.

Pertanto fatte le debite conversioni delle unità di misura:

– per fabbricare un kg di pellet si incrementa l’inquinamento atmosferico di (54+36) 90 g di CO2 che equivalgono a 1.350 g di CO2 per ogni sacchetto di pellet da 15 kg.

Di ecologico a impatto zero di CO2 non si può parlare quindi. I pellet contengono come collante fino 2% di farina di granturco o segale (wikikpedia tedesca) e vengono sempre più prodotti anche di semi di palme d’olio, per fare un esempio eclatante.

4 novembre 2014

Pompa solare senza elettricità

Prima il contadino pensava di aver letto male, ma è vero. Ognitanto arrivano delle mail “Gentile Redazione di vogliaditerra.com, ecc ecc” è il contadino prima si sente onorato per il titolo “redazione” poi legge tre righe e pigia “canc”. Ma questa volta no, mette il link www.novasomor.it/ e tutto, che sembra una cosa assolutamente da sostenere.

L’unica cosa che non ha trovato è la resa lt/giorni/prevalenza.
Portata di 800 lt/h 40m prevalenza:
www.novasomor.it/eliopompe-pompe-termodinamiche/

Per creare un motore termodinamico a bassa temperatura, occorre invertire il modo di utilizzare i gas volatili. Come fece a suo tempo Daniele Gasperini nel 1935 con la sua pompa “Elio Dinamic” e successivamente negli anni ’50 con la SOMOR, si mette uno specifico gas condensato a contatto con del calore prodotto dal sole o da altra fonte che ne disperde (da qui il termine di “motore a calor perduto), come fa ad esempio qualunque motore endotermico che abbisogni di un radiatore per non fondere. Il gas surriscaldato si espande e quindi genera vapore in grado di muovere un pistone ovvero di azionare un motore. Ma per completarsi il ciclo termodinamico ha bisogno che il gas vaporizzato, appena fatto il suo lavoro, venga rapidamente raffreddato e quindi condensato per poter essere di nuovo riscaldato. Per questa fase si usa l’acqua sollevata dal pozzo che sale ad una temperatura abbastanza bassa da consentire questo utilizzo. Si può ottenere questo eccellente risultato, sia in termini di costi che di bioeconomia, (niente condensatori o evaporatori elettrici), solo quando il calore e il fresco sono disponibili gratuitamente.

14 marzo 2014

Alta tensione


…come viene visto da molti animali. Scariche elettriche visibile nel ultravioletto di continuo.

11 marzo 2014

Soldi fusi

L’emittente tedesco WDR ha fatto il conto del danno all’economia del nucleare: le due centrali esplose (450 miliardi $), quelli mai entrati in funzione (un centinaio) più discariche non utilizzate mai e altro: oltre un biliardo di dollari buttati. Ora uno potrebbe dire: non erano buttati, servivano per imparare, adesso è tutto diverso, costa sempre meno di costruirle invece è il contrario.

Un analista lo battezzava come forgetting by doing (dimenticare facendo)ovvero una curva di apprendimento negativo.

2 marzo 2014

Fracking e siccità

Vista da qui con frane e acqua che sfiora dappertutto è difficile da immaginare ma la California soffre una siccità tremenda. Ora in molti hanno chiesto una moratoria per il fracking che a) consuma moltissima acqua e b) che viene spesso riversati nei fiumi in secco osu terreni dopo l’uso insieme al suo cocktail di chimica: una minaccia seria per l’orto degli USA. Così il fracking diventa ancora prima l’incubo che è.

20 febbraio 2014

Fukushima forever

Sparita quasi dalle news la centrale giapponese è una palude radioattiva e non c’è fine. Vedendo questo video per esempio è una esperienza allucinante. Escono 100mila litri di acqua allo stronzio 90 con 230 milioni becquerel/litro perché

…hanno travasato acqua altamente radioattivo ma nello serbatoio sbagliato, che è traboccato… dicono che “non pensano che l’acqua avrebbe raggiunto l’oceano”…

E sempre in termini di stronzio 90 sapevano da 5 mesi che livelli erano altissimi senza comunicarlo. Non si sa davverocosa è peggio: questo “lavoro a termine” dei lavoratori precari subappaltati che cercano di mettere in sicurezza (per dire) quel inferno radioattivo acquoso, le immense quantità di acqua contaminata (400 m³/giorno) che si versa ogni giorno nel Pacifico dopo il passaggio nelle scantinati della centrale o la decisione politica di ritornare molto presto a questa tecnologia, rimettendo in funzione pure delle centrali ad alto rischio sismico.

Importare gas e carbone costa troppo. Economicamente.

1 settembre 2013

Fukushima nelle notizie, nessuno muore in 4 ore

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E’ ritornato nelle prime pagine (ma non era mai stato via dalla realta) e l’hanno detto pure al radiogiornale: 4 dei 350 serbatoi fatti di lamiere, rivette, bulloni e guarnizioni di gomma perdono e ci sarebbero 1800mSv/ora e una persona esposta morirebbe in quattro ore. Se è così dovrebbero aver evacuati tutto il personale lì e aver interrotti i lavori uno pensa, no?

Perché sì, la radiazione si è moltiplicato di 2000% ma vediamo un attimo cosa ci dice Ex-Skf, tutti hanno copiato dai giornali giapponesi che a loro volta non hanno ascoltato bene il comunicato della Tepco:

1,800 millisieverts/hour is “dose equivalent at 70 micrometer”, to show the beta radiation exposure at very close proximity for particular organs – skin, and eye lens. Press releases and handouts for the press from TEPCO make it clear that it is dose equivalent, and they say so during the press conference.

The “1,800 millisieverts/hour that would kill a person in 4 hours” would be gamma radiation.

In this case, RO waste water is extremely high in beta nuclides including strontium but not so much at all in gamma nuclides. You wouldn’t die just by being near this water for four hours.

Almost all Japanese media (except one article at Asahi) glossed over the fact that this “1,800 millisieverts/hour” was dose equivalent to indicate the effect on skin, and they all screamed “it would kill people in 4 hours”.

1,800 millisieverts/hour dose equivalent is still very high, as the annual limit for equivalent dose for skin is 500 millisieverts. The same for lens is 300 millisieverts.

Ma sempre un disastro rimane, e dopo due anni e mezzo i problemi sono sempre immensi uguale.


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