Senza computer
La domanda è: riesci di passare una giornata senza il PC?
Dopodomani il 3 maggio è Shutdown Day.
La domanda è: riesci di passare una giornata senza il PC?
Dopodomani il 3 maggio è Shutdown Day.
Con piacere il contadino segnala Cinema Spagna, il primo festival del cinema spagnolo in Italia che si terra a Roma dal 16 al 22 di maggio.
(come si vede subito si tratta di un sito di una straordinaria chiarezza e navigabilità, fatto di un vero professionista del mestiere con molto amore per html, css e php - insomma l’ha fatto lui stesso)
(la cosa più brutta quando si fa un sito è di dover riscrivere il layout per metà per colpa di Internet Explorer che non rispetta gli standard del linguaggio e lo visualizza come gli pare a lui ma non a te. Arrogante e prepotente, che siano contati i suoi giorni. Per l’occasione si riattiva la barra in cima qui da dove potete scaricare Firefox o Opera)
Stasera il contadino va a sentire la Argerich che suona Rach. In camera sua che là la radio prende meglio.
Una notizia senza foto non è nulla oggi. CI vuole una a tutti i costi. Una bugia è una bugia. Abbiamo perso l’immaginazione?
Solo un particolare. Il Corriere ha in questo momento in prima pagina, a corredo dell’articolo sulla rivolta di Lhasa, questa foto:
[immaginarsela]
Il problema è che la foto riprende sì, la polizia mentre manganella monaci, ma è la polizia nepalese a Kathmandu quattro giorni fa.
Il contadino due anni fa si divertiva di mettere i sassi come indicatore al bivio che porta a casa sua, finché una domenica mattina erano spariti. Ora ha messo la scerpa di un olivo che ha scavato, sarà più difficile a rubare.
(Altre cose ritte sono qui e qua, mentre un suo amico usa le sfere del petanque:

La giornata di oggi era segnato un pochino dall’arte. Il wwoofer (che quest’aziendina si serve ognitanto di manodopera americana) prima di partire ci ha concesso uno sguardo sulle sue opere che lui studia disegno nell’Iowa. Poi i processi degli addii sono sempre un po’ dolorosi, dopo quasi quattro settimane il contadino ci si è abituato ad avere un giovanotto volenteroso interessato intorno; ora ci vuole almeno due giorni minimo a riabituarsi a lavorare da solo.
Ecco:

L’altro evento d’arte era una mail di un un vecchio amico che ha aiutato al trasloco di questo coso legnoso:
Corri, corri che domani è lunedì:
Dovremmo guarire da quella che ho chiamato “sindrome circolare del rasoio elettrico”, che consiste nel radersi più velocemente, in maniera da avere più tempo per lavorare ad un rasoio che permetta di radersi più rapidamente ancora, in maniera da avere ancora più tempo per progettare un rasoio ancora più veloce…[…]
Comprare un’automobile “nuova” ogni anno e riammodernare la casa ogni due è un crimine bioeconomico.
Si smette mai di imparare anglicismi:
Vi porto l’esempio di un progetto che stiamo portando avanti in Senegal. Lo sponsor iniziale è un illuminato privato del Nord-Est che ha deciso di dare avvio con il nostro supporto ad una cooperativa per la coltivazione della Jatropha. Il modello impiegato è fortemente incentrato su pratiche di outfarming e prevede l’utilizzo di intercropping con ortaggi e altri cash crops. I prodotti della coltivazione della Jatropha sono: un fertilizzante organico che viene riutilizzato nelle pratiche agronomiche e l’olio di Jatropha. Quest’ultimo verrà utilizzato localmente per la produzione di energia poichè il Senegal sta attraversando un periodo di shortage nella fornitura di energia elettrica. Se il modello avrà successo, si potrà pensare ad uno scale-up del progetto che preveda la produzione di biodiesel per il mercato locale. Come infatti saprete il Senegal non possiede risorse petrolifere.
A parte il newspeek e giustissimo la conclusione che bisogna vedere sempre il caso concreto; ci piacciono sempre troppo le generalizzazioni. Il biodiesel è il diavolo o il biodiesel è la nostra salvezza - la verità sta nel mezzo.
Articolo su Aspo Italia
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