Gli hacker buoni
Hanno cambiato la homepage del European Climate Exchange – il sito web che si occupa del trading dei certificati per poter inquinare secondo il protocollo di Kyoto; la pagina era questa.
Hanno cambiato la homepage del European Climate Exchange – il sito web che si occupa del trading dei certificati per poter inquinare secondo il protocollo di Kyoto; la pagina era questa.



Proprio ieri se n’era parlato con l’apicoltore e oggi il ronzio delle api trai rovi accanto la vigna. Sembra che quest’anno la metcalfa si stia riprendendo, bene per le api, bruttino per le piante che coperto di melata (Honigtau in tedesco, rugiada di miele) diventeranno nere di fumaggine in giro di un mese. Era quasi completamente sparita dopo la lotta biologica introducendo la Neodryinus typhlocybae.
A proposito di miele: Secondo lui era meglio se lasciava le api qui invece di portarle nell’Appennino – fallito completamente il raccolto del Castagno. Erano tutti malati, nessuna fioritura. Quindi anche niente castagne.
Al contadino sembra che c’è una regia, una congiura, una cospirazione, chiamalo come ti torna meglio, intenzionato per far presente a tutti che grande schifo è il petrolio (e di conseguenza tutto quel che ne esce: plastica, benzina e concime; per non parlare dell’effetto serra)
A vedere le immagini di alluvioni lampi come quella in Francia al contadino sembra che la natura ce l’ha proprio con le nostre automobili, e non ha mica tutti i torti.
Con il perdurare (o addirittura peggiorare) del versamento di petrolio dal buco nel Golfo di Messico il contadino si chiede che senso abbia, perché niente accade per puro caso, tutto è un intreccio di cause e conseguenze e si chiama karma.
Sicuramente mette sotto gli occhi di tutti cos’è e com’è fatto il petrolio che di solito prima pochi pensavano all’origine della benzina quando facevano il pieno o quando compri un giocattolo tutto di plastica; e in secondo luogo mette in evidenza come da un po’ di anni per la fame energetica l’umanità attinge sempre di più a pozzi più difficili da gestire – catastrofi come questa sono solo destinati ad aumentare, perché non si vede un cambiamento di strada.
E’ non è colpa della BP, la BP è solo il nostro braccio lungo che ci prende quel che vogliamo – a tutti costi. Se la stessa cosa accade per decenni nel Delta del Niger il nostro braccio si chiama Shell, solo che il Boston Globe non fa servizi fotografici e non se ne parla e lo stesso vale per molti altri regioni. Si stima che la stessa quantità di petrolio esce già da sempre, solo sparso per il mondo e non in UN posto solo.
L’unica cosa che il singolo può fare e limitare al massimo l’uso di auto, aero e plastica, ma il suo coinvolgimento diminuisce solo di gradi, non di sostanza. Ne va preso atto, con ogni goccia di benzina che bruciamo e con ogni pezzo di plastica che tocchiamo
Notizia correlata: Uno dei sbagli più grossi ovviamente è di trasformare il sistema pensionistico da versamenti diretti a rendimenti di capitali. Molto probabile le spese e indennizzi immensi da sostenere la BP ridurranno drasticamente le pensioni degli anziani inglesi.
La marea nera è anche la nostra, chi non usa plastica, chi non usa benzina?
Ci si rende conto molto meglio quanto è grande vedendola in Italia.
Negli Statin Uniti un terzo delle api non ha sopravissuto l’inverno; adesso è il quarto anno di fila.
US scientists have found 121 different pesticides in samples of bees, wax and pollen, lending credence to the notion that pesticides are a key problem. “We believe that some subtle interactions between nutrition, pesticide exposure and other stressors are converging to kill colonies,” said Jeffery Pettis, of the ARS’s bee research laboratory.
Qui l’apicoltore che tiene un centinaio delle sue arnie sul podere del contadino ha avuto una perdita bassissima, come un po’ tutti quest’anno. Il problema è la pioggia adesso.
Visto e considerato che piove già tutto il giorno e che questo è un gran bene al limite dell’incredibile il contadino delibera e desidera che
1) raddoppiate queste firme per la richiesta di una EU libera (di OGM per iniziare, non pretendere troppo). Ha firmato pure Alemanno.
2) Anche qui: ci vuole il milione, ma mancano solo 50 mila – per la garanzia giuridica delle realtà antroposofiche nella EU
3) Qui invece nulla da firmare. E’ uscito grazie alla Reuters lo studio EU finito in fondo nel cassetto sugli biodiesel e la loro insostenibilità. Il problema sarà di farlo capire ai politici e di fargli agire nella direzione giusto. Spargere la voce. Dettagli su Blogeko. Non sono tutti del diavolo, ma vanno valutati molto attentamente. Per esempio la moda di comprare o affittare migliai di ettari in Africa per piantare canna da zucchero per i nostri serbatoi puzza di molto.
Non sarà politicamente corretto ma che il vulcano chiude lo spazio aero su gran parte dell’Europa anche sabato al contadino da una qualche soddisfazione.
(immagine grazie a Zu e Iconoplastica)
Aggiornamento: Sembra che il vulcano emmette 10 volte di più CO2, qui il grafico corretto.
Ma il cittadino non lo deve sapere:
La Commissione Europea ha commissionato uno studio sull’impatto della produzione diffusa dei biocarburanti nel continente. Lo studio è finito ma non viene presentato, né rilasciato.
Voci di Bruxelles dicono che i risultati, in termini di impatto ambientale sono talmente negativi che la loro diffusione genererebbe un movimento di opposizione da azzerarne la produzione.
Le api. Le formiche. E il terzo? I coralli.
Il danno prodotto dalla petroliera-carboniera cinese Shen Neng 1 che si è andata ad incagliare nei giorni scorsi sulla Grande Barriere Corallina australiana sarebbe molto più grave di quanto si pensava all’inizio.
Secondo quanto ha detto oggi all’Abc David Wachenfeld, il capo degli scienziati della Great Barrier Reef Marine Park Authority (Gbrmpa), la nave cinese avrebbe causato un danno diffuso che potrebbe richiedere 20 anni per ottenere un completo recupero. La Shen Neng 1 avrebbe scavato una breccia di circa tre chilometri nella barriera corallina al largo di Rockhampton. «Questo è di gran lunga la più grande ferita fatta da una nave che si sia mai vista fino ad oggi sulla Grande Barriera Corallina oggi.
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