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pensieri agricoli

Archivio della categoria 'ambiente' Category

21 maggio 2015

Riempire un lago con gli smartphone e l’eolico.

Dalla Mongolia via blogeko un video un po’ in contrasto con il bianco degli iphone.

Delle terre rare il contadino ha parlato già tempo fa.

Una cosa che uno può fare è di cercare di prolungare la vita di questi aggeggi il più possibile, magari ricomprargli solo usati. E magari farlo vedere ai figlioli.

17 marzo 2015

Lo stato, la scienza e la salute (degli ulivi e non)

Per gli ulivi malati in Puglia adesso dovrebbe essere questo la terapia:

Prima di tutto dobbiamo essere molto chiari, tutti gli alberi colpiti dal batterio Xylella fastidiosa devono essere rimossi e questa è la prima cosa”. Accetta, dunque, su migliaia di ulivi e non solo. Anche su lecci, mandorli, ciliegi, albicocchi e tutte le altre piante, appartenenti ad almeno 150 specie, che risulteranno attaccate dal patogeno da quarantena arrivato dalle Americhe.

Per non fare un lungo discorso al contadino sembra la stessa storia delle varie pandemie, il vaccino obbligatorio contro la lingua blu (non si fa più a quanto sembra) e altre emergenze. Non si ha il coraggio di fare niente e osservare bene, l’esperienza insegna che spesso questo sarebbe stato la strategia più sana e economica. Invece giù a spruzzare insetticidi:

Nell’ultimo anno una serie di determine sono state approvate dalla Regione Puglia su proposta dall’Osservatorio fitosanitario regionale, l’ultima di febbraio indica proprio le misure obbligatorie da adottare a partire da maggio 2015 nelle quattro zone individuate. La determina rende noto che “è fatto obbligo ai proprietari o conduttori dei terreni ricadenti nell’area infetta di eseguire le misure obbligatorie previste”, come l’irrorazione con diverse tipologie di insetticidi; tra questi l’imidacloprid che fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoidi, tossico per la salute umana, nonché anche riproduttiva, per uccelli, fauna acquatica ed api. Utilizzare insetticida a base di neonicotinoidi per debellare le cicaline e sterminare la xylella potrebbe seriamente alterare il ciclo dell’impollinazione e, ancor peggio, costituire un serio rischio per api, vitali per il nostro ecosistema. Ma l’elenco non finisce qui, perché ci sono altri insetticidi come il buprofezin che la stessa EFSA ha evidenziato come interferente endocrino.

Qualcosa non funziona, proprio NON funziona in certe teste e certi organismi statali.

20 dicembre 2014

Pellet, Politica, Ecologia

Ai tre lettori una piccola raccolta stampa:
La Stampa:

L’Iva sui pellet passa dal 4 al 22%

Repubblica:

PELLET. Sale al 22% l’iva applicata sul pellet in legno (il combustibile ricavato da segnatura).L’attuale imposta sul valore aggiunto è del 10% ….

M5S:

Rincaro Pellet: con questo emendamento si fissa un rincaro dell’Iva sul pellet per alimentare le stufe domestiche dal 10% al 22%. Un favore all’Eni e alle varie multiutility come Hera e Iren che distruibiscono gas e che rischia di uccidere un settore in forte sviluppo oltre che danneggiare le famiglie che si riscaldano usando questo combustibile ecologico (emendamento 3.4111).

Il contadino ha verificato su un pdf del governo, ha torto La Stampa. Ma non era questo il punto.

Si calcola un consumo annuo nazionale superiore al milione e mezzo di tonnellate, che corrispondono a oltre cento milioni di sacchetti da 15 kg…

Purtroppo sul lato della filiera i risultati sono ancora insoddisfacenti. La produzione italiana copre meno della metà del consumo nazionale, ciò significa che importiamo il materiale da paesi esteri, principalmente dall’Europa Centrale, dall’Europa dell’Est o addirittura dal Nord America, con una fornitura che l’anno scorso ha toccato 1,5 milioni di tonnellate di pellet americano (2012)

Se però analizziamo bene la filiera produttiva del pellet ci accorgiamo che per trasformare la segatura e gli scarti di legno per produrre il pellet si devono impiegare:

– energia elettrica par a 367 MJ/t di pellet prodotto
– incidenza per il trasporto della materia grezza allo stabilimento di produzione con consumo di 183 MJ/t di pellet prodotto

(dati ricavati dai siti europei del pellet www.pelletcenter.info e www.pelletsatlas.info).

Per produrre l’energia elettrica si immettono in atmosfera circa 530 g di CO2 (anidride carbonica) per ogni kWhe, mentre per il trasporto si emettono circa 700 g di CO2 per kWh.

Pertanto fatte le debite conversioni delle unità di misura:

– per fabbricare un kg di pellet si incrementa l’inquinamento atmosferico di (54+36) 90 g di CO2 che equivalgono a 1.350 g di CO2 per ogni sacchetto di pellet da 15 kg.

Di ecologico a impatto zero di CO2 non si può parlare quindi. I pellet contengono come collante fino 2% di farina di granturco o segale (wikikpedia tedesca) e vengono sempre più prodotti anche di semi di palme d’olio, per fare un esempio eclatante.

9 ottobre 2014

Sete nel sottosuolo

california

Un sistema satellitare sofisticato (misura il campo gravitazionale e permette di tirare conclusione sulle riserve di acqua nel sottosuolo) rivela tutto il dramma della California.

16 maggio 2014

Freddo e acqua

Qui fa freddo ma acqua niente (e quindi le api non producono miele), ma in Serbia e Bosnia è un vero disastro. Nel sud della Serbia pure nevicava, come in Sardegna sopra i 1500m.

Benvenuti nel cambiamento climatico. Non pensavamo mica che andare in macchina tutti quanti producesse questi effetti.

30 aprile 2014

Petrolio in Germania

Ogni nazione tiene una sua riserva di petrolio per sicurezza, non si sa mai. In Germania hanno usato da 40 anni anche delle caverne dove prima era stato estratto sale, mille metri sotto terra, ritenute al 100% sicuri.

C’è anche l’idea di usarle per le scorie radioattive.

Solo che adesso da due settimane una di questa versa, e ancora non hanno capito come e dove. Sopra c’è una riserva naturale, un contadino ha dovuto far ammazzare dieci delle sue mucche che hanno ingerito petrolio sul pascolo. 40mila litri di petrolio sono stati levati dai terreni e 38m³ di terra inquinata asportata.

7 aprile 2014

Morte di XP e sicurezza informatica

xp

Il contadino si domanda davvero sulla cultura, quella informatica. Questo 28% che visita il suo sito con un sistema operativo non più supportata da domani andrebbe in giro anche in una macchina con freni mal funzionanti e senza specchietti?

Per chi ama i freni funzionanti e i specchietti regolati bene ci sono due possibilità: buttare il pc aumentando le discariche di PC in Africa per passare a un windows o Mac supportati o imparare a installare un sistema operativo libero come per esempio Xubuntu o Lubuntu che girano benissimo su PC su quali girava XP e hanno un forum frequento per ogni tipo di supporto.

Per ora ha attivato un avviso per i browser con problemi di sicurezza.

PS: visto che hanno pure trovato 18 milioni coppie email-passwd attuali (tra cui 3 milioni tedeschi) il ministero dell’interno ha messo a disposizione un sito per verificare se sì fa parte del database che viene usato di criminali attivamente. Inserire la mail che si desidera verificare e se è presente nella raccolta dei passwd si viene avvisata con una mail firmata pgp con nell’oggetto il codice.

11 marzo 2014

Soldi fusi

L’emittente tedesco WDR ha fatto il conto del danno all’economia del nucleare: le due centrali esplose (450 miliardi $), quelli mai entrati in funzione (un centinaio) più discariche non utilizzate mai e altro: oltre un biliardo di dollari buttati. Ora uno potrebbe dire: non erano buttati, servivano per imparare, adesso è tutto diverso, costa sempre meno di costruirle invece è il contrario.

Un analista lo battezzava come forgetting by doing (dimenticare facendo)ovvero una curva di apprendimento negativo.

2 marzo 2014

Fracking e siccità

Vista da qui con frane e acqua che sfiora dappertutto è difficile da immaginare ma la California soffre una siccità tremenda. Ora in molti hanno chiesto una moratoria per il fracking che a) consuma moltissima acqua e b) che viene spesso riversati nei fiumi in secco osu terreni dopo l’uso insieme al suo cocktail di chimica: una minaccia seria per l’orto degli USA. Così il fracking diventa ancora prima l’incubo che è.

20 febbraio 2014

Fukushima forever

Sparita quasi dalle news la centrale giapponese è una palude radioattiva e non c’è fine. Vedendo questo video per esempio è una esperienza allucinante. Escono 100mila litri di acqua allo stronzio 90 con 230 milioni becquerel/litro perché

…hanno travasato acqua altamente radioattivo ma nello serbatoio sbagliato, che è traboccato… dicono che “non pensano che l’acqua avrebbe raggiunto l’oceano”…

E sempre in termini di stronzio 90 sapevano da 5 mesi che livelli erano altissimi senza comunicarlo. Non si sa davverocosa è peggio: questo “lavoro a termine” dei lavoratori precari subappaltati che cercano di mettere in sicurezza (per dire) quel inferno radioattivo acquoso, le immense quantità di acqua contaminata (400 m³/giorno) che si versa ogni giorno nel Pacifico dopo il passaggio nelle scantinati della centrale o la decisione politica di ritornare molto presto a questa tecnologia, rimettendo in funzione pure delle centrali ad alto rischio sismico.

Importare gas e carbone costa troppo. Economicamente.

3 dicembre 2013

Il pensiero umano a volte…

Campagna… non produce un granché, anzi.

Nel film (da vedere) “More than Honey” c’è una parte che mostra come nel sudo della Cina impollinano le mele a mano. Nessun ape in giro. Come causa viene dato il programma “Quattro flagelli” del ’58 (vedi manifesto accanto) – sterminando milioni di passeri (accusati di mangiare i raccolti) si sarebbero propagati locuste e altri insetti, che a loro volto vennero combattuti con insetticidi tosti. Fatto certo è che nel ’60 Mao se ne accorto del danno e i passeri furono sostituiti con le cimici.

Ma qualcosa non quadra nella storia, in primis che i passeri non sono insettivori. Ricercando in rete il contadino ha imparato che per ammazzarli tutta la popolazione fu mobilitata, ragazzi delle scuole, tutti quanti a sventolare e far chiasso con gong e pentole finché gli uccelli cascavano esausti dal cielo (un video qui).
Quindi lo sterminio non fu selettivo per nulla. Ma le api vengono dati per quasi estinti solo verso la fine degli anni ’80, sempre per un mix di varie ingredienti dell’agricoltura “moderna”.


Photo: Li junsheng /Imaginechina

1 settembre 2013

Fukushima nelle notizie, nessuno muore in 4 ore

fukushima

E’ ritornato nelle prime pagine (ma non era mai stato via dalla realta) e l’hanno detto pure al radiogiornale: 4 dei 350 serbatoi fatti di lamiere, rivette, bulloni e guarnizioni di gomma perdono e ci sarebbero 1800mSv/ora e una persona esposta morirebbe in quattro ore. Se è così dovrebbero aver evacuati tutto il personale lì e aver interrotti i lavori uno pensa, no?

Perché sì, la radiazione si è moltiplicato di 2000% ma vediamo un attimo cosa ci dice Ex-Skf, tutti hanno copiato dai giornali giapponesi che a loro volta non hanno ascoltato bene il comunicato della Tepco:

1,800 millisieverts/hour is “dose equivalent at 70 micrometer”, to show the beta radiation exposure at very close proximity for particular organs – skin, and eye lens. Press releases and handouts for the press from TEPCO make it clear that it is dose equivalent, and they say so during the press conference.

The “1,800 millisieverts/hour that would kill a person in 4 hours” would be gamma radiation.

In this case, RO waste water is extremely high in beta nuclides including strontium but not so much at all in gamma nuclides. You wouldn’t die just by being near this water for four hours.

Almost all Japanese media (except one article at Asahi) glossed over the fact that this “1,800 millisieverts/hour” was dose equivalent to indicate the effect on skin, and they all screamed “it would kill people in 4 hours”.

1,800 millisieverts/hour dose equivalent is still very high, as the annual limit for equivalent dose for skin is 500 millisieverts. The same for lens is 300 millisieverts.

Ma sempre un disastro rimane, e dopo due anni e mezzo i problemi sono sempre immensi uguale.



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