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Categoria: agricoltura

Meno vita per tutti

Da oggi in mostra a Tel Aviv l’agricoltura del futuro. Le parole chiave: prodotti su misura e coltivazioni senza terra

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Quello che c’è e quello che non c’è

Innanzitutto c’è l’acqua, attualmente in forma di nebbia, mentre per mesi era pioviggine, quindi non c’è più la siccità.
Non c’è il cuculo, sono tre anni che il suo silenzio è assordante di primavera; c’è l’usignolo, l’upupa e di recente anche il rigogolo e anche il gruccione è arrivato.

Ci sono gli ulivi danneggiati dal freddo, la varietà mignolo sopratutto, e ci sono le mele, mentre non ci sono più le nespole, e anche le mirabelle. C’è la bolla sui peschi così forte che alcuni probabilmente seccano.

Ci sono lupi, cinghiali e caprioli e daini, non può più crescere un piccolo olivo, frutto o cipressino senza che lo fanno a pezzi, e non c’è più terreno pari: tutte buche di cinghiali.

Non ci sono le foto di cinghiali, upupa, cipressi sbucciati, meli carichi e olivi danneggiati: usate l’ immaginazione propria, grazie.

[continua]

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Meglio tardi che mai….

…che il contadino si ricorda di avere un blog, lasciato senza cibo per settimane.

Meglio tardi che mai che sono stati banditi i neonicotinoidi, come sempre non del tutto: in serra si possono usare ancora, un ottima ragione per mangiare meno verdura coltivato in serra.

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L’imbianchino vien di notte

Ha fatto tutto bianco alle due di notte, col pennello grossotto, insomma una bella grandinata ci mancava.
Però sembra che i fiori dei peschi sono ancora intatto.
L’anno scorso pioveva mai e si poteva fare tutto, quest’annata il contrario: per ora la terra era mai asciutta, il letame è ancora tutto lì perché la strada accanto la letamaia è sempre fangosa ancora.

Poi anche il contadino non va, si spera nella primavera e le sue forze qui…

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Questionario

Ci scrivono al contadino e lui quando gli chiede una cosa spesso non riesce dire di no:

….sarebbe possibile postare un questionario sull’innovazione nell’agricoltura sul tuo blog? Siamo un gruppo di ragazzi che stanno lavorando ad un progetto per quanto riguarda l’innovazione agricola.
Il questionario è questo:
https://goo.gl/forms/y8g7vMxPHDHu5mYI3

Il pensiero del contadino al riguardo è che oggigiorno sono pochi gli appassionati che si legano alla terra, perché è questo: sei legato alla terra per la quale ti prendi la responsabilità e adesso tutti vogliono essere nomadi. E la terra la vuole nessuno – anche per il fatto che vi vuole un reddito extra per dedicarsi alla terra.

Il secondo pensiero gli viene quando legge cosa Alphabet (google) ti dice quando clicchi il link:

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e fanno ridere i polli: questi algoritmi sanno molto su di te, conoscono i siti che visiti e leggono pure le tue mail se usi gmail altro che “identità anonima”. Manca anche un po’ la cultura digitale, tipo pagarsi un servizio email, usare telegram al posto di whatsapp, wire al posto di skype e così via.

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Rossellino o no?

Tra gli ulivi che coltiva il contadino c’è una pianta immensa, vigorosa e con foglie molto grandi che ha resistita bene alla gelata dell’85. In tutta zona ha trovato tre piante sole.

Con il leccino ha in comune la resistenza alla rogna, la quasi assenza di polloni, la resistenza al freddo, con il frantoio il portamento delle olive e l’invaiatura scalata. Si può anche dire che ha un alternanza spiccata, tipo 3 cassette poi l’anno dopo 2 kg. Visto le sue proprietà il contadino l’ha innestato in posti dove il frantoio produceva poco e adesso avrà una trentina di quelli. Quest’anno ha fatto cosa voleva fare da tempo: frangerle da sé: hanno reso il 14,9% verso 13% di una partita di quasi solo leccino. L’olio non pizzica quasi niente ma ha un bel amaro fruttato, adesso va visto nel tempo.

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Al frantoio hanno nominato la varietà “Rossellino”, alcune cose delle descrizioni in rete corrispondono altre no (foglie piccole). Qualcuno lo riconosce?

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Addio glifosfato (ri)arriva dicamba

Dalla serie “L’uomo impara mai niente ma proprio niente di niente”: è in linea d’arrivo l’uso del dicambo, visto che il glifosfato ha prodotto infestanti resistenti e tutti quei migliaia d’ettari di soja transgenica sono sotto pressione. La Monsanto anno scorso vendeva già i semi OGM resistenti mentre il novo formulato “meno volatile” non era nemmeno autorizzato.

Però non sembra meno volatile, visto che più di un milione di ettari sembra rimasto danneggiato.

In un mondo normale semplicemente si vieterebbe il prodotto e si userebbero le energie per cose più intelligenti.

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Olive poche olio tanto

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Le olive in quest’annata di siccità sono sane, grosse e grasse, di olive verdi se ne vedono poche. Invece qualcuna è già avvizzita, l’ultima volta che il contadino ha colte olive vizze era di novembre 2004 ma lì c’era la tramontata, non la siccità. Il bello è la resa al frantoio: 15,8%

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Corso giardiniere

Di solito il contadino cestina le mail che chiedono di pubblicizzare quest’o quest’altro, ma questa sembra valido:

La nostra agenzia sta attivando un Corso di Qualifica per Addetto alla realizzazione e manutenzione di giardini (giardiniere) COMPLETAMENTE GRATUITO in quanto finanziato dalla Regione Toscana.
E’ una opportunità per disoccupati residenti o domiciliati in Regione Toscana di ottenere una qualifica professionale di giardiniere in maniera gratuito.
Il corso si caratterizza per l’introduzione in maniera trasversale di principi e tecniche di coltura biologica e tratterà anche il recupero e manutenzione di manufatti tipici del paesaggio toscano quali i muretti a secco. Alle unità formative si aggiungono 30 ore di orientamento all’inserimento nel mercato del lavoro sia autonomo che dipendente per un totale di 930 ore di durata complessiva.
A questo link tutte le info www.qualitas.org/corso-qualifica-giardiniere-gratuito/

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Raccolta in vista

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Sono belle, sono grosse, sono mature o almeno sembrano, sono in anticipo e non c’è traccia di mosca, è stata cotta tutta quanta nella quinta e sesta ondata di calore. Stanno per aprire i frantoi. Il contadino domina la sua furia e comincerà a cogliere verso il 20.

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Un addio in due ore

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Il contadino emerge dalla depressione da siccità e non solo lui, tutta la natura ha bevuto quest’acqua benedetta che mancava da 9 mesi.
Solo che è venuto giù in poche ore, qui di notte in due ore 100mm poi la mattina altre 50mm, quanto basta per fare la solita piena, ma come dicono i vecchi (contadino compreso ormai): Quando non si vedono le piene non ha piovuto. Miracolosamente hanno rette quasi tutte le fosse sulle strade sterrate e nella vigna (e ne usciva dell’acqua), la terra ha bevuto bene quel che poteva.

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Si sentono le solite polemiche sulla mancata allerta, ma l’allerta serve a poco se non a non dormire nelle scantinati, ma c’è mica tempo per pulire le fosse, tombini e allargare i fiumi tombinati in città ma non solo in città – anche in campagna molti si svegliano solo quando l’acqua passa dove non doveva e si può sapere quali sono questi posti e quant’acqua poò arrivare lì: sono sempre i soliti.

C’è poco da fare: L’acqua vuole il suo posto e da un po’ se lo prende senza complimenti – dipende da noi ridarlo o ricrearlo questo spazio. Il contadino ha osservato la burrasca arrivare (sempre su Blitzortung.org): tirava dritta dritta dalle Baleari, passava sopra la Corsica e toccava costa a buio, e lui convinto convinto che tra due ore arriva da lui, non dormiva e ascoltava il silenzio, ma solo due gocce due fulmini e niente. Quando ha ricontrollato sul sito ha visto che si era fermata su Livorno e tornava pure un po’ nel mare. Venuta è poi alle 3 di notte, e grazie di cuore.

Se pioveva quando doveva c’erano 15-20 quintali d’uva in più, in cambio dovrebbe venire un vino di 14,5% e nero come l’inchiostro. Ma la siccità non porta solo male: stranamente c’era una marea di frutta – pesche, susine, pere, mandorle e poi tutta sana, idem i pomodori anche senza annaffiare in valle. Grandioso anche sempre la resistenza degli ulivi, molti avevano le olive vizze fino ieri.

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Breve trattato sugli benefici dalla nebbia mattutiniera in periodi di siccità prolungata

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