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pensieri agricoli

Archivio della categoria 'agricoltura' Category

2 settembre 2010

La ragione del sentimento

Ci sono delle verità che si sanno, senza essere scienziato o avere delle prove.

Una è che una pura e pericolosa follia di usare la tecnologia nucleare fuori dalla ricerca (compreso medicina), un altra è la certezza che l’introduzione degli OGM in agricoltura è sopratutto un gioco d’azzardo. Adesso come comnferma trovano la colza resistente all’erbicida Monsanto “RoundUp” un po’ dappertutto:

They found wild canola in about 46 percent of the sites along the highway, either growing on the side of the road or in cracks in the highway. About 83 percent of the weedy canola they tested contained transgenic material, that is, they contained herbicide resistance genes from genetically modified canola. Further, some of the plants contained resistance to both herbicides, a combination of transgenic traits that had not been developed in canola crops.

Si minimizza che queste piante sono domestiche e non ce la fanno in natura ecc ecc ma la colza è parente di cavoli, ravanelli, rucola e può incrociarsi con 40 specie e hanno addirittura trovato della colza che ha già combinata due resistenze, una proprietà che non c’è neanche in commercio e che deve essere stato fatto dalla natura. Il bello è che forse il primo effetto è che il Round-up della Monsanto diventa inefficace. Non tutto il male vien per nuocere.

We traveled over 3,000 miles to complete the sampling,” Schafer said. Some of the sites had densely packed plants, with 1,000 specimens in a 50-meter space. They spray these roadsides with herbicides, and canola is the only thing still growing.

11 agosto 2010

Lotta alla mosca d’olivo 2010 o la fine del Rogor

Il più grande problema dell’olivicoltura è quest’insetto, baca le olive che maturano troppo presto e cascano e anche l’olio non è come potrebbe essere.
Destro: Femmina mentre deporre un uovo (prima gira tutta l’oliva per controllare se è “libera”: mai due baci in una oliva, la natura è saggia) sinistro: maschio attirato dal feromone.

Gli ulivi che producono l’olio convenzionale non biologico sono sono state spruzzate di solito con una bella dose di Rogor di settembre, una sostanza che fa evacuare la popolazione e che basta sentirne l’odore in oliveti trattati per capire che è cattivissima. Sigaro dice che non trovi lumache in oliveti trattati.

Il contadino gli anni scorsi si è difeso con le ecotrap, un sistema di cattura massale che funziona bene se applicata su larga scala, infatti gli anni scorsi anche due vicini hanno adoperato questo sistema con successo. Però quest’anno non hanno voluto partecipare, sicché il contadino è rimasto solo con il rischio che le trappole attirano più mosche che riescono di ammazzare. Sono arrivate venerdì, ha messo il nastro adesivo + feromone sabato e di domenica ha già preso 5 maschi quindi subito messe le trappole a dimora.

Oggi c’era la visita annuale del controllore del biologico (tutte le carte sono in regola) e ha raccontato che c’è un nuovo metodo ammesso nel biologico, sempre basato su feromoni e esche + insetticida selettiva: Spintor Fly. Se funziona sarebbe la fine del Rogor. Dal sito del produttore

Il Prodotto

Spintor Fly è un’esca proteica specifica pronta all’uso a base di spinosad per il controllo della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) e della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata). Spinosad è una miscela di due tossine dotate di notevole attività insetticida, ottenute attraverso un processo naturale di fermentazione da un batterio Actinomicete del suolo, la Saccharopolyspora spinosa.

L’esca è stata sviluppata congiuntamente da USDA (United States Dept of Agriculture) e Dow AgroSciences e, oltre a spinosad, contiene 6 ingredienti che la rendono più attrattiva e ne migliorano la persistenza sulle piante rispetto alle esche già presenti in commercio. Si tratta di proteine vegetali, sostanze stabilizzanti, zuccheri, umettanti e sostanze che mantengono la soluzione applicata viscosa ed emettono sostanze attrattive volatili. Spintor Fly sfrutta una tecnica applicativa innovativa, consistente nel far assumere alla stessa soluzione applicata la funzione di “stazione attrattiva”.

Spintor Fly presenta un’ottima selettività sulla coltura e sugli utili, riduce i tempi di applicazione, i costi di distribuzione e i consumi d’acqua. Non possiede alcun impatto residuale sui frutti e non presenta alcun rischio per l’operatore che esegue il trattamento. E’ autorizzato anche in Agricoltura Biologica.

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Quindi c’è un fallback, come dicono gli inglesi e ‘mericani, ovvero una seconda opzione.

La stagione è favorevole alla mosca in quanto le temperature sono modeste, ha piovuto tanto e le olive sono già gonfie. Dall’altra parte l’inverno rigido che ha bruciato pure qualche ramo (e qualche oliveto in zona sbagliato) dovrebbe aver ridotto le larve in terra.

3 agosto 2010

Il contadino piange sempre

Fondamentalmente ha sempre uno dei due motivi a disposizione (il dito va un po’ meglio, grazie): un raccolto scarso, grandinate, siccità, invasioni di animalacci e quant’altro: si muore di fame, tutto il lavoro per nulla. O l’abbondanza: chi mangia tutta ’sta roba, non c’è prezzo, non si trova da vendere, tutti sono al mare, un peccato che tutto va a male.

Progettare la produzione si basa sostanzialmente su due fattori: la stagione e il raccolta l’anno scorso.

Per esempio l’anno scorso nell’orto le cipolle statine erano un fallimento completo, c’erano sei o otto soli, idem le patate e anche la conserva (qui sinonimo per il passato di pomodoro) non bastò. Volete sapere l’effetto quest’anno: un quintale di cipolle statine e una marea di pomodori da conserva che avanza un quintale o più forse, meno male che oggi s’è trovato chi prende qualcosa.

Poi si nuota nelle pesche (che qui dipende più dal numero di alberi che uno pianta – che forse bisogna smettere di piantarli – e dalla stagione): si mangiano decisamente troppe, si regalano e c’è chi ci regala soldi come compenso e vasi di pesche sciroppate a gogò.

La politica ha sempre provato di regolare il prezzo tramite incentivi e altro. Ma dovrebbe agire contromano o fare nulla ma non come fa adesso col vino: se c’è troppo uva i viticoltori smettono da sé perché non c’è prezzo e ma tra pochi anni mancherà. Quindi bisognerebbe incentivare quando c’è troppo e disincentivare quando manca.

28 luglio 2010

Arnica D6 o la paura di togliere la garza

Il fatto è che finalmente hanno battuta il farro e c’era da pressare la paglia, ma stamattina però è venuta questa coppia di neozelandesi, wwoofer in un poderone vicino per imparare come si fa il pecorino e quindi la mattina si è “persa” (da un punto di vista, da un altro era tutto un guadagnano per tutti) tra latte, caglio, formaggio, siero, ricotta e la paglia l’ha pressata solo di pomeriggio, poi s’era bloccata la pressa e lui ha messo la mano dove non doveva stare nei tentativi di capire dove stava il guasto. Forse partirà l’unghia, vedi titolo.
Tutta la furia derivava del fatto che danno acqua per domani mche farebbe anche un gran bene, solo che la paglia starebbe bene pressata e portata a casa e messa sotto il nylon. Prima del buio due viaggi a casa ha già fatto, lavorando in quelle condizioni.

L’uomo (compresa – e di più – la donna) è molto abile di adagiarsi alla situazione attuale.

Morale della favola: vuoi fare prima e essere veloce e invece ti ritrovi handicappato e a rallentatore per giorni magari settimane. Troppi pensieri guastano i lavori.

Detto questo: la paglie è un concentrato di sole. Porta luce nella stalla d’inverno, e il capello di paglia protegge contro il sole perché è di sole pura anche lui. Altro che ’sti occhiali neri.

26 luglio 2010

Il ritorno della metcalfa


Proprio ieri se n’era parlato con l’apicoltore e oggi il ronzio delle api trai rovi accanto la vigna. Sembra che quest’anno la metcalfa si stia riprendendo, bene per le api, bruttino per le piante che coperto di melata (Honigtau in tedesco, rugiada di miele) diventeranno nere di fumaggine in giro di un mese. Era quasi completamente sparita dopo la lotta biologica introducendo la Neodryinus typhlocybae.

A proposito di miele: Secondo lui era meglio se lasciava le api qui invece di portarle nell’Appennino – fallito completamente il raccolto del Castagno. Erano tutti malati, nessuna fioritura. Quindi anche niente castagne.

22 luglio 2010

Un giorno con le pecore

Eccovi qualche momento della giornata tipica con le pecore – compreso una breve visita degli aironi che sono tornati in gran numero.

(per chi non lo sa e ha una connessione buona: il video è disponibile anche in HD ovvero buona qualità selezionando 720p, per guardarlo su schermo intero. Per poter scegliere questa opzione bisogna cliccare il link e vederlo direttamente su youtube.

20 luglio 2010

Vacanze

Da ieri mattina il contadino è ufficialmente in vacanza dopo la partenza della wwoofer e della pastora.

Le vacanza si distinguono dalla vita normale quotidiana perché tutto è diversa, tutto ha un altro sapore. Adesso lui è solo con gli animali – compreso le diecimila mosche – e deve fare tutto. Alle sei a mungere, poi colazione, pascolare, cogliere la roba nel orto, far formaggio e ricotta, pranzo, un bel pisolino, sistemare casa, portare in giro gli avanzi dell’orto e la ricotta e pascolare ancora le pecore dalle sette fino le dieci e qualcosa di sera, chiudere le galline e governare la capra e i dieci gatti (già: perché ancora non sei venuto a prendere un gattino o due??).

Cena che come adesso finisce dopo le undici.

E si è dato il compito di fare tutti giorni una foto della luna.

Nessuno che ti da noia, a parte te stesso.

7 luglio 2010

Il miracolo dell’innesto

Se hai una vite selvatica e il prossimo anno vuoi vedere questo: adesso è il momento di farlo.

4 luglio 2010

Un pensiero in meno

Il contadino e le sue macchine hanno più o meno la stessa età e son sempre pensieri; per pressare lerba medica hai due ore non di più e non si deve rompere nulla. Un complimento quindi alla pressa, regalatoli due anni fa da Ciccino (lui ha riregalato un agnello), è così intelligente che non lega neanche quando il fieno è troppo umido, e stamattina alle cinque c’era un nebbione nella valle sembrava il salmastro sul mare e il contadino pensava che non si pressa mai invece dopo le dieci sì è alzato un po’ di maestrale e adesso è davvero domenica. Le provviste per l’inverno per le pecore e gli asini sono fatte già adesso, poi c’è il terzo taglio, ferragosto.

E un grazie di cuore all’erba medica che arriva fino a 8m sotto terra con le radici: senza di lei nessun allevamento nel mediterraneo.

23 giugno 2010

Le speranze sono intatte

Questa foto rispecchia perfettamente come hanno allegato gli ulivi: da niente a straordinario, secondo la posizione e il tempo; quelli che hanno fiorito prima hanno allegato meglio perché hanno evitato il gran caldo che c’era.

Quindi il contadino aspetta fiducioso un buon raccolto d’autunno e pure ha ancora un po’ d’olio da vendere.

17 giugno 2010

Genuino clandestino

genuino clandestino – il trailer from Nicola Angrisano on Vimeo.

Movimento di resistenza contadina

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole cucite sulle tycoon
dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti e l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna genuino clandestino, con uomini e donne da ogni parte d’Italia impegnati in nuove forme di resistenza contadina. Mentre le norme igienico-sanitarie bandiscono dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità nella grande distribuzione…

Questo progetto verrà finanziato da Produzioni Dal Basso, ovvero anche da te sottoscrivendo delle quote da €10.

Un sito sconosciuto al contadino fino dieci minuti che offre un metodo di finanziamento di progetti che ha subito ottenuto la sua simpatia.

11 giugno 2010

l’olio (futuro) del 2010

Sono giorni cruciali, gli ulivi sono quasi sfioriti e il contadino ogni giorno struscia e indaga i rametti per vedere come allegano. Almeno quest’anno c’è la mignola per bene, non c’è un ramo senza. Però però adesso si vede bene il danno dalla neve e del freddo primo di natale. Una trentina di piante nel “uliveto di sotto” hanno dei rami bassi completamente bruciati, foglie gialle e brunastre, corteccia che schianta e che si riempirà di rogna. E pura un mese fa sembravano a posto, mentre adesso presento dei buchi enormi.

Alcuni sono da tagliare pari terra per farli ributtare da zero:

Tra qualche giorno si capirà meglio come hanno allegato, i primi non sembrano male, ma il timore è che quel aria africana dia noia.

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[ nota: il numero è quello totale, non solo degli ultimi tre giorni... ]


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