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“Che abbandano di agricoltura è questo…”

19542013

Alcuni frasi rimangono impresse nella memoria, questa è una in quel del contadino. A pronunciarlo era Nello dei Bianchi, quello che girava d’estate non col capello ma con un fazzoletto in testa, ed era quando era già molto vecchio a la moglie non voleva che prendesse l’apino ma è venuto su questa collina, si è guardato intorno è disse: “Ma quant’ho lavorato qui… ma quant’era sciucco…” e scosse il capo, poi guardando la colline di fronte da Collegalli a Balconevisi pronunciava la frase del titolo.

Ora da qualche giorno il contadino è venuto a conoscenza di questo servizio della regione Toscana, richiede un po’ di apprendimento ma è fenomenale. Gli edifici sono quelli attuali nelle foto e nella slide.

8 commenti

  1. ijk_ijk 17 giugno 2018

    Purtroppo si è persa la memoria di quando la montagna era coltivata e ci vivevano tantissime persone.
    In toscana conosco un po’ la zona di Campigno nel comune di Marradi.Posto bellissimo e disabitato. Ho fatto in tempo a sentire le storie dei vecchi che ci lavoravano nel dopogueraa. Si coltivavano cereali e frutti e si macinava il grano. Oggi non cì+ piu nulla. Almeno non si è distrutto l’ambiente.

  2. ste 17 giugno 2018

    Infatti, oggi quasi le uniche persone che incontro a lavorare sono i mountain bikers… neanche i cacciatori ci sono più. Lupi, cinghiali e caprioli.

  3. enea 24 giugno 2018

    Però..però..un po più di macchia e di selvatico mica fa male,la foto degli anni cinquanta sembra territorio desertico.Pensa se oggi fosse tutto lavorato così il glifosate che verrebbe usato….Però sono certo che cinghiali e caprioli non sapevano neanche cosa fossero.

  4. ste 27 giugno 2018

    Beh, un po’ di più non è, sarà abbandonato il 70% forse rispetto ai tempi del Toscana che era tutto un giardino pieno di gente che zappava a falcava, con le vacche a coltrare e i trattori l’avevano in America e un po ‘ in Emilia Romagna…

    Era a misura di vacche e zappe, con i trattori non si può lavorare di traverso su campetti di quel tipo, e infatti più che era ripida e più fitti i ciglioni prima si abbandonava.

  5. fabio 27 giugno 2018

    E cosi’ sara’ anche per la mia oliveta…poca roba…una “chiudenda” terrazzata di una novantina di piante…70 le ho piantate circa trentacinque anni fa facendo le buche di 1 mq a mano…ma sono rimasto l’unico a coltivare nella zona…Le robinie hanno conquistato tutto quello che nel primo dopoguerra erano vigneti e piccoli appezzamenti a grano.Stessa sorte subira’ anche il mio terreno quando non saro’ piu’ in grado di gestirlo(ho passato la sessantina e sono invecchiato con i miei olivi)…nessun “pazzo” mi seguira’…meglio l’olio finto arrivato da chissa’ dove……cosi’ va’…la Natura tornera’ padrona…nel bene e nel male.

  6. ijk_ijk 27 giugno 2018

    Spero di vivere abbastanza per vedere la natura riprendersi anche i parcheggi dei grandi centri commerciali. E’ solo questione di tempo.

  7. ste 27 giugno 2018

    Ma non sarà una cosa bella. La natura-natura, mai gestito dall’uomo, è in armonia, invece la natura presa in gestione dall’uomo da centinai di anni poi lasciata stare è come un cane abbandonato. Con il cane tutti lo sentono che non va bene, ma con gli ulivi e le terre è la stessa cosa secondo me.

  8. fabio 28 giugno 2018

    Hai ragione Ste…la terra abbandonata mi da’ la stessa tristezza del cane…ma tornera’ la Natura vera.. non basteranno 50 anni ma al posto di Acacie e Rovi torneranno le Querce…come dicevano i Nomadi…”noi non ci saremo”

Commenti chiusi.

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