Vogliaditerra

27 novembre 2017

Democrazia diretta, stupidità collettiva e la perdita del significato delle parole

Volendo ci si potrebbe arrabbiare su molte cose. A chi vede nella democrazia diretta e nelle decisioni prese dalla base il bene per definizione il contadino consiglia una lettura di questa storia qui. Qualcuno ha pure detto che adesso viviamo in vetocrazie, cioè nelle democrazie occidentali molti piccolo gruppo possono impedire ogni progetto, ma nessuno sarebbe più in grado di creare qualcosa.

Poi non ne può più della storia delle fake news: non serve nessun filtro gestito da aziende private, serve (o serviva…) l’educazione, investimenti in cultura e scuola, l’uso del cervello, la conoscenza dei concetti e delle parole e la differenza tra questi due. E la discussione con chi lo pensa diversamente, argomentare le proprie idee (o quelle acquistate).

Invece bisogna leggere che un candidato premier accusa un altro candidato premier di fare “fake news” quando dice una cosa inesatta o falsa. Un politico non emette “news” dalla sua bocca, le notizie – false o semivere o vere in proporzioni variabili – le creano la radio, la tivu, i giornali e siti di informazione varia.

Commenti:


  1. Ciao Ste,
    direi niente da aggiungere a quanto hai scritto. Concordo al 100%.

    Buoni lavori invernali!

    Ciao
    Joe


    joe

  2. Ciao,

    una decisione collettiva e’ – per definiziione – una decisione, e quindi non puo’ essere sempre ottimale. Non vedo dove stia il problema.

    L’aspetto importante qui – se ho capito bene – e’ che a pagare le conseguenze della decisione sono i responsabili della decisione stessa, e mi pare che questo vada bene.

    Nelle nostre democrazie cosi’ avenzate pagano i deboli (di intelletto ?): i cittadini.

    Il sublime trucco escogitato dalla casta politica e’: fot..e e non venir fot..i: Tanto di cappello, a chi evidentemente tanto stupido non e’!

    P.S. ho tanta voglia del tuo olio supraffino: Ce n’e’?

    Buone cose a tutti.


    Geppetto

  3. Il problema è che c’è qualcuno in questo paese ci racconta che le decisioni del popolo siano sagge e ottime per definizione.
    Olio c’è, mandami un messaggio.


    ste

  4. La storia dimostra che le decisioni del popolo non sono ottimali.

    Ti scrivo stasera.

    Ciao e grazie


    Geppetto

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