Vogliaditerra

pensieri agricoli

Archivio di luglio 2015

26 luglio 2015

A volte il militare è utile


Per esempio per portare acqua sulle alpi nel Giura per ventimila vacche che hanno sete. Sono quattro settimane che non piove lì.

16 luglio 2015

Stato del podere

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Pressato la paglia.

Finita la catasta cn la potatura dell’olivo (ormai il contadino non è più in grado di accatastarlo in modo normale e rimane bloccato finché gli viene in mente una forma nuova o almeno seminuova). La foto sulla sinistra non dice il vero.

Cavato mezze patate.

Zappata la vigna mezza.

Pomodori al rallento quest’anno, cipolle e agli brutti. Buoni poponi,melanzane peperoni e barberosse. Scoperto oggi che le melanzane si possono seccare, bene.

13 luglio 2015

La guerra in atto …

… e quella dei ricchi contro i poveri. La stessa ricetta che si prescrive adesso a forza di waterboarding alla Grecia fu anche adottato nella riunificazione delle due Germanie, o meglio detto inglobamento.

Warren Buffet
Nel 2012 e negli anni che lo vedono diventare un leggendario investitore e filantropo, Warren Buffet si trova spesso sulla lista dei 10 uomini più ricchi al mondo. Nel Novembre 2006, in un’intervista al New York Times, Buffet commenta ‘Giustamente c’è una guerra di classe ma è la mia classe, quella ricca, che la sta facendo. E noi saremo vincenti[6]‘. Dopo questa pubblicazione diede via più della metà della sua fortuna per azioni caritatevoli, attraverso un programma creato da lui e dal magnate dei software per i computer Bill Gates[7]. Più tardi, nel 2011 chiamò i legislatori e disse loro ‘.. basta coccolare i super ricchi’[8].

11 luglio 2015

Siamo alla frutta

Nel senso positivo, gran annata di susine di tutti tipi.
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8 luglio 2015

Senza parole

3 luglio 2015

Showdown grecale

Il contadino non ne scrive niente, ma legge una moltitudine di fonti di notizie (non ultima il blog del ministro Varoufakis. Molto che viene raccontato è truccato forte, per esempio che i creditori avrebbero concesso molto nelle loro proposte – no. Sono sempre stati quasi fermi sulle loro posizioni irrealistiche e ideologiche.

IL succo della faccenda sembra che si tratta di una battaglia ideologica molto importante per la dottrina del neoliberalismo. Non ci sono più scelte tra destra e sinistra in molti paesi tranne la Grecia, unica che ha un vero leader politico. Nel resto del Europa ormai non si distingue più la sinistra dalla destra: tutti a recitare il credo dei mercati che farebbero i miracoli.

La speranza è che cambia il vento, ma è molto difficile – compagna paura (della crisi) condiziona troppo, anche il voto della domenica nella Grecia.

PS: Visto la vincita del no – il contadino è contento e spera che serve a quel che dovrebbe servire – va sempre ricordato che 5 anni fa i governi europei hanno deciso di addossare quel debito immenso ai propri cittadini, salvando le banche. Circa 92% dei 240 miliardi prestati alla Grecia sono andate alle banche europee.


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