Vogliaditerra

30 giugno 2014

C’era una volta la lingua

parcheggio-bimbi

Niente, oggi il contadino (quando mangia da solo deve leggere sempre qualcosa) ha visto questo sulla rivista della camera di commercio.

Perché non diventi project manager in un baby parking e ti focalizzi sulla comunicazione ambientale green, eh? Forza!

Siamo alla frutta davvero se non badiamo più alla lingua e passano espressioni come queste.

Commenti:


  1. Nonostante sia italiano non sopporto più ” territorio “.

    Anche io non posso mangiare da sola senza leggere. A colazione, romanzi.
    Quando fanno pena come quello che sto leggendo ora, la giornata parte con una luce grigia!


    meeme

  2. Io escludo libri. Riviste, pubblicità, pure “Le monde diplomatique” mai un libro, c’è un limite a tutto 😉

    Cosa c’è di male con il “territorio”? Forse che se ne parla e si inneggia invece di curarlo? La tempesta che è passato di qui mette in evidenza che è una battaglia in ritirata, che si sta perdendo se non ritornano gente in campagne con le zappe invece dei SUV.


    ste

  3. anch’io non so mangiare da sola senza leggere, quindi la colazione richiede qualcosa da leggere, mal che vada un pezzo del giornale del giorno prima… ed anch’io non potrei mai con un libro, forse per paura di sporcarlo? 😉

    quanto a parole abusate, io non sopporto OCCIDENTE, mi fa venire l’orticaria!!
    a occidente di dove????


    mrm

  4. Se non leggessi i libri a colazione con la scusa della colazione ( ci metto una mezz’oretta )avrei letto un trentesimo dei libri che ho letto, mi sono fatta una “cultura” col caffellatte.
    Perchè libri no? Non vi capisco.
    La roba che non mi lascia nulla nè di buono nè di cattivo la leggo in altre occasioni,
    dove i libri non entrerebbero mai.

    ORIENTE ti piace?

    Il problema di “territorio” è che nei tg e nelle tv locali puoi contare dieci parole e alla undicesima salta fuori territorio. Ormai per giornalisti e politici sostituisce ” le nostre campagne “, ” le colline di là dall’Arno “,”la strada che porta al mare”,” la zona industriale “.Diciamo che la prosa è un pò monocorde, si rigirano in bocca questa parola come un cioccolatino. E alla fine stanca,è brutto vedere qualcuno ciucciare le caramelle, soprattutto se sta parlando di cose importanti.


    meeme

  5. io giuro che non li porterei mai a tavola per non sporcarli, non faccio orecchie alle pagine e sottolineo con la matita, con la biro mi parrebbe un sacrilegio, che ci posso fare….

    che sia oriente o che sia occidente, usati ed abusati come termini assoluti (ma più che altro mi pare si abusi dell’occidente) non mi piacciono. del tipo che noi siamo occidente rispetto al marocco… insomma, la terra è rotonda 😉


    mrm

  6. ora che mi ci avete fatto fare caso, neanch’io riesco a mangiare da sola senza leggere. io però mi piazzo davanti al pc, libri e riviste avrei paura di sporcarli. in compenso finisce che macchio la tastiera, ma quella si lava (più o meno).

    la parola che mi piace di meno è ‘green’ perché di solito la usano per significare l’opposto di quello che dovrebbe essere: termovalorizzatori, inceneritori, insomma cose di soldi alla faccia dell’ambiente.


    Barbara M.

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