Vogliaditerra

pensieri agricoli

Archivio di dicembre 2013

31 dicembre 2013

Buon anno nuovo!

ultimo tramonto

Questo qui era l’ultimo tramonto di quest’anno, e promette bene per domani. Il contadino augura volentieri forza, salute e fortuna a tutti che passano da qui.

Era l’anno delle rivelazioni di Snowden. Lui ha fatto sua parte, ora tocca a tutti noi. Ci sono cose a livello politico da fare e siamo messi male con questi. E ci sono cose che possiamo fare ora, noi stessi.

Il contadino quindi si augura che nel anno nuovo ci riprendiamo la rete e le nostre conversazioni un po’ dalle mani delle forze che cercano di mettere in piedi l’infrastruttura per il controllo totale e sono già arrivati ad un bel punto. Usiamo meno i social network per le comunicazioni con i nostri amici e riusiamo le vecchie e polverose email e magari neanche via webmail ma con un programma come thunderbird che ci permette – ciliegina sulla torta – di crittografarle con pgp. Oggi questo dovrebbe essere normale, come erano normale le buste chiuse ai tempi delle lettere.

Questo atto la possiamo fare adesso e aumenta molto le difficoltà alle spie – la NSA per esempio li salva tutti sperando che un domani riusciranno a decifrarle. Se poi molliamo pure i prodotti chiusi e proprietari e passiamo almeno sul PC di casa a Ubuntu o un altra distro linux è ancora meglio.

Buon lavoro 🙂

29 dicembre 2013

Non solo tignole e ruggine

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Il contadino se ne deve fare una ragione. La sera di natale ha scoperto che uno dei suoi tesori in terra (che sarebbero le lettere ricevute) è stato fortemente ridotto sempre dai termiti, nel comodino accanto il letto, né venne fuori un bel falò prima di accendere le candele sull’albero.

Cristo diceva:

Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore.

23 dicembre 2013

In offerta

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Sono ritornati a casa le foto che erano per un anno in esibizione nella Pizzeria più buona d’intorni.
Ora il problema è cosa farne che la casa al contadino garberebbe vuota e spaziosa ed è una lotta persa. Se qualcuno è interessato a una faccia un fischio – la spedizione dovrebbe costare una decina di euro. Quelli grandi sono 60x40cm, quelli piccoli 40x30cm.

23 dicembre 2013

Sempre ‘sti killer ancora


Ancora una volta toni apocalittici: il batterio killer che sarebbe la causa del disseccamento dei olivi nel Salento. Il contadino non ha nozioni dirette, quindi rimanda al ottimo post del Pasto nudo che mette tanta carne sul fuoco; da leggere anche questo articolo qui:

Per Stefania Stamerra, titolare di un’azienda biologica a Parabita e membro del comitato «Terra e salute», «gli ulivi si stanno rigenerando», chiaro sintomo, per lei, di un allarme ingiustificato. «Il batterio – le fanno eco Altieri, Gioffredo e Tina Minerva, quest’ultima del comitato «Spazi popolari -, non è patogeno di per sé, ma può diventarlo quando si distrugge la biodiversità e si alterano i naturali equilibri». Gli ambientalisti descrivono poi, prospettando uno scenario terroristico, quello che potrebbe accadere su circa ottomila ettari di uliveti del Sud Salento.

«Si tratta dell’irresponsabile tentativo da parte di alcuni tecnici e politicanti -dicono -, di fare scattare, sulla base di norme europee interpretate in maniera oltranzista, una quarantena coercitiva iperspeculativa e applicata nella maniera più parossistica che si possa immaginare, storicamente mai vista per nessun’altra parassitosi o epidemia (vera o falsa che sia): eradicando ulivi con sintomi di disseccamento su alcuni rami, come ulivi perfettamente sani, ma nei quali dovesse vivere questo organismo microscopico, distruggendo con tonnellate di pesticidi e diserbanti nocivi flora e fauna, autoctona e domestica, su oltre 8000, 10.000 ettari di Salento, con l’uso anche di lancia fiamme per bruciare il muschio al suolo, e aerei per le irrorazioni degli agroveleni».

Un ottimo resoconto della faccenda veniva segnalato nei commenti tempo fa.Gli ingredienti della zuppa sono sempre quelli, come lo erano per il vaccino forzato contro la lingua blu o -esempio clamoroso – la pandemia inesistente della peste suina quando tutti gli Stati hanno comprato Tamiflu a gogò per poi buttarlo: la politica che si appoggia molto volentieri su risultati scientifici (frettolosi o anche non-scientifici), l’urgenza perché bisogna arginare il fenomeno, gli ecologisti/ambientalisti/naturalisti che spingono per aspettare. Purtroppo spesso solo dopo si sa chi aveva ragione.

Ma quando si legge batterio killer|calabrone killer|xyz killer diffidare, aspettare e approfondire è molto probabilmente la reazione giusta. I giornalisti farebbero bene a non abusare di questa parola. E a proposito di parole una caratteritisca dei nostri tempi è che abbiamo sempre la sigla pronta per dare un nome alle cose che non capiamo. In questo caso è CDRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo), liberamente ispirata dalla CCD (colony collapse disorder) delle api.

Secondo l’agronomo salentino Cristian Casili gli alberi morti per via di questa patologia sono una percentuale davvero minima dei 9 milioni di ulivi presenti in Salento, meno dell’1%, e l’infezione è comunque a macchia di leopardo, con poche piante gravemente colpite frammiste a piante sane o debolmente affette. “Bisogna tener presente”, ricorda Casili, “che l’ulivo è una pianta molto resistente e con una grande capacità di ripresa. Le piante colpite erano probabilmente indebolite da tecniche colturali errate o scarse, con potature estreme che favoriscono l’ingresso di patogeni e altri fattori antropici che avevano precedentemente colpito l’agroecosistema”.

22 dicembre 2013

Le cornacchie e i ganci

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Scrollando le foto vincitrici del National Geographic il contadino ha appreso che a Tokyo le cornacchie usano spesso ganci per fare i nidi.

21 dicembre 2013

Belle foto dallo spazio

Qui.

20 dicembre 2013

Elemosine

Il contadino si muove di solito a piedi per mesi e mesi confinato nel suo podere e la probabilità di incontrare qualcuno che vuole qualcosa (soldi o vendere qualcosa) è zero, anche se molti anni fa qualche marocchino molto imprenditore è arrivato pure al podere a piedi per proporre calzini, tovaglie e altro.

Nel suo viaggio recente però non sono mancate le occasioni di fare elemosine (sia lodato l’elemosiniere del papa che ne parla pure la Washington Post, e anche bene). Il barbuto italiano a Firenze Santa Maria Novella che chiede per mangiare e altro e vuole offrire una preghiera (ma solo se gradita) ma poi quando apprende della professione del contadino si perde nei racconti dei suoi che avevano poderi con uva ulivi fieno e quant’altro) era il primo. Come detto: siccome succede solo in questi occasioni rarissime il contadino va giù con mano pesante: venti euro al primo, per poi scansare tutti gli altri, compresa la zingara che vuole spiegargli la macchina che dovrebbe sputargli il biglietto ma non c’e la fa, bisogna andare allo sportello con il cognome e il codice per averlo.

A Zurigo poi a sorpreso un inglese molto educato, sempre per il mangiare – il contadino si ricorda sempre che ha vissuto nel sud della Spagna un mese o più in quel modo: chiedere un “duro” (venti pesete) a chi incontri e solo dopo si mangia, e a chiususra del mercato ti indicano i cassoni con roba decente ancora – poi sul viaggio di ritorno una cosa organizzatissima tra Caritas e Trenitalia per un ospizio a Roma Termini o simile: tre euri per una casottina di carta piena di chioccolatini e il contadino ne ha dato venti – un altra volta – altrimenti cosa conta e hanno lasciato pura la ricevuta fiscale.

Detto questo: la sua figlia (quella politica) per ora insegna francese (il sistema scolastico nel Libano è francese, per farne parte e condizione necessaria) ai bambini profughi siriani nel Libano.

Arriva il freddo, davvero. Sono invitata a casa di un mio allievo, membro di una famiglia che mi piace molto, nel campo profughi. C’è solo la madre e il suo bambino più piccolo.

L’ultima volta c’era solo pane.
Oggi, c’è solo mate.
Hanno finito i loro soldi, non hanno cibo, hanno debiti, di notte gela, pure nella mia casa confortevole. Loro stanno tutti insieme sotto le due lenzuole, e non basta, il fredddo ti entra nelle ossa.

Forse non è davvero il caso di spendere soldi per regali di natale che prendono solo posto e polvere e spesso sono pure inutili ai più in cambio di una donazione a qualsiasi cosa nel mondo del bisogno vero.

Domanda: come fate vuoi, confrontato con chi chiede soldi?

19 dicembre 2013

Notiziole

  • Finanziamento dei partiti politici con il 2per mille: Sarà ricco il partito dei ricchi.
  • 52 marinai malati USA fanno causa alla Tepco per la radiazione (tanta) presa al largo di Fukushima (non possono fare causa al loro governo perché hanno dovuto firmare che sono sani)
  • C’è una cometa (Lovejoy) nella costellazione dell’ercole.
  • Ci vuole davvero qualcosa a credere in quel “metodo stamina”. D’altra parte credere nel beneficio delle cellule staminali è certamente un fortissimo effetto placebo.
  • I cinesi lo hanno regalato, i cinesi se lo riprendono: il valore dei Bitcoin è salito fino 1200$ per poi dimezzarsi ieri. Le autorità cinesi non vogliono una valuta incontrollabile, molti BTC furono usati per convertire il yuan.
16 dicembre 2013

Nel Gottardo

A volte uno ha fortuna e l’evento non se lo deve comprare ma viene regalato dalla fortuna o dal caso.
Il posto prenotato del contadino era nel primo vaggone e c’era questo oblò dove si poteva sbirciare dritto dritto. Il contadino s’è messo a fare delle fotine, accanto la porta si riposava l’uomo del carrellino che vende caffè e altro (dicono che sparirà pure questo simpatico servizio) e fa:
“Do you speak english?” il contadino “yes” e lui: “do you want to enter?” e il contadino “yes” e il tipo apre la porta, scambia tre parole con il macchinista e il contadino che non capiva cosa gli stava succedendo si trovava già seduto accanto il macchinista, svizzero baffuto e socievole.

Una mezz’oretta indimenticabile, il sogno avverato di ogni ragazzino.

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14 dicembre 2013

L’urlo è…

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A casa, ma presto. Il contadino non è assolutamente compatibile con la città, con gli appartamenti e con la Svizzera in generale (probabilmente lo è mai stato). Terra sotto i piedi e qualcosa di sensato da fare, questo gli manca, domani torna.

Sul photoblog un piccolo raccolto fotografico.

7 dicembre 2013

Diario di viaggio

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Come prima cosa il contadino si rende conto che il percentuale delle persone in viaggio cablate e connesse con chissa che cosa è quasi arrivato al 100%. Lui ha solo la sua pentax per giocare.

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Milano Centrale sembra un salotto per vedere la tivu multischermo, ovviamente quasi solo pubblicità in combinazioni audaci con notizie usa e getta.
Per capire da quali binari partono i treni invece ci si riunisce in gruppetti folti davanti a piccoli panelli, creando una atmosfera intima di viaggiatori preoccupati.

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Arrivato a destinazione aveva la febbre belle alta. Il suo biglietto era la “promo mercatini” quindi per onore ha fatto oggi un giro veloce in uno di questi al Bellevue – roba da cadere in depressione perenne. Nessuna foto potrebbe rendere la sua tristezza prefabbricata e normata.

PS: vanno di moda (non solo per i regali) gli eventi con quale riempirsi la vita.

3 dicembre 2013

Godersi Venere

Uno spettacolo, tutte le sere dopo il tramonto al sud/ovest. Sparirà molto velocemente tra natale e la befana, in cambio Giove nei Gemelli diventa sempre più presente.

Domani giovedì congiunzione con la luna:
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