Vogliaditerra

10 ottobre 2013

Lega5stelle

l M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità.

Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”. Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

Una volta che esce qualcosa di buono e sensato ecco. E questa famosa-fumosa piattaforma per discutere in rete in tempo reale e decidere cosa vuole e cosa non vuole questa entità M5S si vedrà mai, questo è certo.

Commenti:


  1. Il mio partito 5 Stelle è il mio pollaio …. ho 5 stelle di galline che mi fanno delle belle uova da mangiare in mille modi….Pubblicità progresso….FATTI ANCHE TU UN POLLAIO e magari un orticello,,,,….meditate gente!!!!!


    Francesco

  2. Bravi e giù letame contro i 5 stelle meglio votare Pd o Berlusconi
    Bravi bravi


    marco

  3. Il letame se la producano in casa proprio:

    Qualche precisazione sul metodo di relazione tra eletti, iscritti e elettori del M5S per la formulazione di nuove leggi.
    1. L’eletto portavoce ha come compito l’attuazione del Programma del M5S
    2. In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l’abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all’approvazione del M5S attraverso il blog
    3. In caso di approvazione, i nuovi punti saranno inseriti nel Programma che sarà sottoposto agli elettori nella successiva consultazione elettorale

    E si aggiunge che spesso non digeriscano alcuna critica alcuna io non vedo una differenza di qualità rispetto alle altre forze in campo, SEL forse escluso.


    ste

  4. proprio Sel ? ma è ridicolo, guarda gli inceneritori che hanno aperto in puglia sotto la guida Sel. Lottizzazioni politiche a non finire, cosa che nel M5Stelle è assente. Prendono milioni di euro di rimborsi elettorali e poi tassano le nostre case perchè servono soldi !
    una vergogna, sostieni gente così ?


    marco

  5. Ho la fortuna che non posso votare in Italia, perché veramente non saprei, mi sembrano i meno peggio per adesso almeno finché i cinque stelle non fanno davvero la piattaforma promessa anni fa.

    A proposito di inceneritori: crescendo in Svizzera è una cosa normale vederli, in ogni città grandicella ci sono. Da qualche parte i rifiuti vanno messi (dopo che si ha fatto di tutto per evitare di produrli – ma ci siamo ancora lontano d’accordo), c’è poco da fare. Per un tempo la cooperativa dover lavoravo ha fatto sgombero di appartamenti, abbiamo portati furgoni interi di mobili anni 60 invendibili direttamente al inceneritore.


    ste

  6. wow la fisica in Svizzera è diversa da quella in Italia.
    Dopo l’incenerimento dei rifiuti resta appunto la cenere che non è puzzolente ma in compenso è cancerogena. Gli svizzeri la metteranno in discariche molto sicure ma il problema rimane: rifiuti tossici, emissioni nocive in atmosfera.
    se sei cresciuto in svizzera perchè sei venuto in italia? era molto meglio la svizzera, guarda come stiamo finendo.


    marco

  7. lamentarsi degli inceneritori e produrre allegramente cumuli di spazzatura è un controsenso che pochi, chissà perchè, riescono a cogliere.
    anche qui da me è pieno di cartelli NO AL NUOVO INCENERITORE ed intanto il giorno del ritito della spazzatura vedo che ogni famiglia in una settimana produce un sacco viola INTERO di indifferenziata, un altro bel saccone giallo di plastica, ecc….io metto fuori il sacco viola forse ogni mese e mezzo o due, per la plastica potrei aprire una rivendita di sacchi gialli (il comune li dà gratis e se dici: posso prendere solo i sacchi dell’umido, che gli altri non mi servono? ti dicono NO, devi prenderli tutti), ok, carta ne faccio perchè compro ancora il giornale (ma sempre più spesso mi domando perchè).
    sono sicura che ste produce ancora meno spazzatura di me, infatti, chissà perchè, non strepita 😉


    mrm

  8. #marco: non credo che l’Italia stia così male come si crede, è una nazione forte ma con problemi di autostima. Poi in Svizzera era tutto troppo perfetto e non c’è spazio.

    E sì, è facile avere meno rifiuti quando si compra quasi solo pasta, caffè e carta igienica, ma sai che facciamo in campagna? Spesso bruciamo i rifiuti dal lavoro – i residui della potatura, dei ciglioni, non tutto si può compostare e non sempre il fumo è pulito.


    ste

  9. la combustione degli sfalci e delle ramaglie produce co2 ma non nanopolveri con metalli pesanti, fumo come è sempre stato da quando c’è il fuoco.
    quello che esce dagli inceneritori è nocivo sia per i fumi che per le polveri. sapete quanto costa una discarica per polveri di incenerimento? gli svizzeri se la potranno permettere ma è costosissimo.
    Per chiudere il ciclo dei rifiuti servono comunque le “sanzioni” cioè l’omino che apre il sacchetto e trova il giornale del giorno prima nell’indifferenziato documenta con macchinetta fotografica e appioppa 50 euro di multa a quel punto inizi a differenziare con entusiasmo.
    L’incenerimento non è la soluzione


    marco

  10. Il fumo contiene sempre catrami vari, anche quello agricola, bruciando si riduce molitissimo il volume e si concentra il sudicio (il lavaggio dei fumi, cenere ecc) e quindi serve molto meno posto per la discarica definitiva dove finirebbe comunque. Per me è una opzione da valutare.


    ste

  11. Più il sudicio è sudicio e più è tossico quindi evitare la formazione di composti nocivi è necessario per non avere del veleno da smaltire.
    chiaro, vallo a dire a sinistra ecologia e libertà, ecologia la dovrebbero togliere in quanto raggiro al cittadino, come una pubblicità ingannevole. sarebbe meglio metterci Sinistra Inceneritori di rifiuti e Libertà Sil.


    marco

  12. @marco, scusa se insisto, ma perchè, invece di prendercela con il governo ladro ed aspettare un omino che ci faccia la multa, non chiediamo prima a noi stessi di produrre meno rifiuti? (anche riciclare richiede energia, acqua…anche se suona così virtuoso) quanti problemi in meno ci sarebbero…
    ah, ma come si fa, se al supermercato vendono tutto in confezioni che è più plastica che altro? semplice, quello non si compra, chi ci obbliga? (si va dal pizzicagnolo e si sostiene l’economia locale).
    è un po’ come il discorso della lavastoviglie che consumerebbe meno acqua che lavare i piatti a mano SOTTO L’ACQUA CORRENTE (pare che sia diventata una verità acquisita), e chi l’ha detto che si devono lavare sotto l’acqua corrente? chi ci obbliga? possiamo aprirla solo quando serve…
    prima di chiedere, cominciamo a guardare noi stessi….secondo me.


    mrm

  13. Non tanto. Ognuno può adottare un comportamento più o meno virtuoso ma è il legislatore che cambia le cose, quando ti impongono le cinture di sicurezza, di non fumare dentro i locali pubblici o quando ti impongono tasse su tasse cambiano le cose.
    Per questo mettere su gente coerente è importante oltre al comportamento del singolo che in quanto tale non incide su quello di tutti gli altri.
    Ecologia fatta con discariche di rifiuti tossici ? non ci vedo nulla di ecologico.


    marco

  14. Secondo te cosa ci si dovrebbe allora fare con i rifiuti di adesso che sono come sono e arrivano ogni giorno (tralasciando le misure a lungo termine)?


    ste

  15. ottima domanda, sempre il problema del qui e adesso, quindi emergenza quindi non ci sono alternative bisogna bruciare e sotterrare in tutte le fosse del circondario.
    Non ci sono misure a lungo o breve ma quelle che funzionano e reggono e ci fanno risparmiare soldi e rogne.
    quelli di ogni giorno inizi a differenziarli e poi li porti dove li riciclano e chiedi il conto, la differenza tra l’incassato e il pagato se negativa la addebiti alle utenze.
    altrimenti possiamo venire vicino a casa tua dove hai fotografato che hanno passato il roundup (quindi non ci crescerà più nulla per chissà quanto) e lì farci una bella buca e versare lì.
    Provvisoriamente si intende, tutto in emergenza rifiuti, tutto in sicurezzzzza, tutto sotto la balda protezione civile e tralasciare le misure a lungo termine che tanto si sa non risolvono nulla.


    marco

  16. Guardiamo al nord che ricicla e organizza tutto per benino come si pensa spesso.
    Numero di inceneritori in Svizzera:31, Italia 51.

    Dal primo gennaio 2000 tutti i rifiuti combustibili non riciclati devono essere inceneriti in impianti di combustione adeguati (divieto di deposito). Con l’entrata in funzione dell’IIRU di Thun nel 2004, la Svizzera dispone di una capacità d’incenerimento di 3,29 milioni di tonnellate che le permette di rinunciare al conferimento in discarica di tutti i rifiuti combustibili.

    http://www.bafu.admin.ch/abfal.....ml?lang=it

    In Germania è simile, sono una sessantina. I residui tra cenere, scorie e polvere dei filtri sono il 30% e vengono in parte rigenerati (edilizia, gesso ecc) il resto depositato in miniere dismesse e simile, la Svizzera esporta pure la polvere dei filtri in Germania.

    Però leggendo su wikipedia questo è ovvio che qualcosa non va per il verso giusto:

    Nel corso degli anni la percentuale dei rifiuti urbani inviati ad incenerimento è aumentata passando dal 2,5 milioni di tonnellate (2001) a 5,3 milioni di tonnellate (2011). : la maggior parte dei circa 3,5 milioni di tonnellate di combustibile da rifiuti italiani viene incenerita in impianti del Nord.


    ste

  17. E’ vero, si incenerisce troppa massa e in troppi paesi.
    Sarebbe il caso dare una raddrizzata, sono tutti così virtuosi con l’eolico e il fotovoltaico e poi buttano scorie radioattive nelle miniere di sale (Germania).
    La cenere ce la ritroveremo nei mattoni e nel cemento anche in Italia se è vero che il governo Letta ha approvato l’incenerimento nei forni per cemento.
    ti ringrazio di aver citato il gesso, cercherò di stare attento a cosa compro.
    Quando le cose le vuoi fare ci vuole veramente poco: ho visto cittadine di 20 mila abitanti passare dal pd o pdl a giunte di liste civiche nate da comitati di quartiere per lo smaltimento dell’amianto o per l’acqua pubblica e nel giro di un anno hanno cambiato volto semplicemente facendo quello che i partiti con assessori inermi non hanno mai fatto, una amministrazione del territorio capillare e partecipativa.


    marco

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