Vogliaditerra

12 agosto 2011

Il discorso di Tremonti


«Signori Senatori, Signori Deputati. Prima di enunciare i sacrifici che chiederemo ai nostri datori di lavoro, gli italiani, vorrei rammentarvi un aneddoto di 140 anni fa che ha per protagonista il mio predecessore più illustre, Quintino Sella, anche lui alle prese con il totem del Pareggio Di Bilancio. Recatosi alla Camera per esporre i suoi celebri tagli “fino all’osso”, l’illustre ministro propose come atto preliminare una sforbiciata allo stipendio dei parlamentari. Qualcuno gli fece notare che sarebbe stato un risparmio ben misero, se paragonato all’entità monumentale della manovra. Non ho trovato il testo stenografico della risposta di Sella, ma testimonianze unanimi riferiscono che il senso fu questo: “Lo so bene. E però toglierci qualche soldo dalle tasche ci permetterà di guardare in faccia i contribuenti mentre li toglieremo a loro. Una classe dirigente deve dare l’esempio”. Lo fecero fuori alla prima occasione. Ma dopo un secolo e mezzo lui è ancora Quintino Sella. Mentre noi cosa saremo, anche solo fra sei mesi, se ci ostineremo a rimanere sganciati dalla vita dei cittadini comuni? Sono qui a chiedervi di compiere un gesto. Minimo, purché immediato. Dimezzarci lo stipendio. O almeno raddoppiare i prezzi del ristorante del Senato, dove la spigola con radicchio e mandorle costa 3 euro, e le penne all’arrabbiata 1,60. Altrimenti, Signori, la gente diventerà così arrabbiata che le penne finiranno per spiumarle a noi».

(Brano, misteriosamente scomparso, del discorso pronunciato ieri mattina dal ministro Tremonti davanti alle commissioni parlamentari).
“Faccio una premessa” di Massimo Gramellini

[via Rido poco a Codroipo]

Commenti:


  1. S’è vorzuta l’europa ?!
    …oh ciucciàmocela !!!


    simplicius

  2. E’ così difficile…così difficile rimanere calmi quando tutto intorno crolla…non farsi contagiare dalla dipendenza che dà la rabbia…la paura..
    Eppure in me c’è una…forza…una piccola ma molto potente forza…una certezza che va al di là di tutto…
    Io credo che ce la possiamo fare…non sarà per nulla facile ma ci sono così tanti segni di una ricerca verso un cambiamento nella scala dei valori…
    Certo…a dirlo adesso posso sembrare solo che folle…ora siamo nello spaventoso colpo di coda del drago…ma una coda finisce, prima o poi e così la forza distruttrice del suo movimento…
    Invece di lasciarmi contagiare sto cercando di dimostrare, realizzando fin d’ora, nei piccoli gesti che mi competono, ciò che il mio cuore vorrebbe che sia…
    Ci sarà bisogno di ricostruire e sta solo a noi tracciare le linee ed i cerchi del nostro futuro…
    Con Amore…accarezzando la terra, guardo il cielo…
    Un abbraccio


    Molly

  3. @ Molly.
    Non capisco come tu possa rimpiangere il modo di vita degli ultimi 30-40 anni.
    L’umanità, sospinta dal progresso tecnologico, si è dimenticata dei propri limiti e, in preda a quello che i greci chiamavano “Ibris”, ha creduto a una crescita illimitata.
    Puntualmente, è arrivata la Nemesi
    Invidio però la tua voglia di ricostruire, a partire dai valori. Cosa che farei con meraviglioso entusiasmo se non fosse per limiti (sempre quelli !!) di età.


    simplicius

  4. …uhmmm…non capisco io adesso da cosa hai dedotto che rimpiango gli ultimi 40 anni…così come, secondo me, l’età non conta per dar forma ad un atto gentile…


    Molly

  5. Scusate l’off-topic (ma è off neanche più di tanto : ) )

    Sulla crisi finanziaria che si ripercuote sull’economia reale, trovo degne di attenzione le cose dette da Max Keiser (che aveva predetto il downgrading degli USA)
    qui una sintesi:
    http://www.youtube.com/watch?v=umJ6co__lz8

    forse vi possono interessare. Dice cose che in molti pensiamo, ma sentirle confermate da un analista finanziario fa un certo effetto.
    Molto bello il suo programma, ‘Keiser Report’, sempre su RT.


    seipuntotrentasette

  6. La TV russa fa spesso informazione rinfrescante 🙂

    E guarda caso, Keiser dice pari pari la stessa cosa di Asgard News:

    La rivolta inglese è stata caratterizzata e guidata, secondo tante testimonianze, da due fattori principali: violenza distruttiva e avidità, concretizzatasi nei saccheggi ai negozi. Bene, se andiamo a vedere cosa la dirigenza politico-economica inglese (ma potremmo dire, più in generale, occidentale) ha espresso negli ultimi anni, troviamo esattamente queste cose. La popolazione meno istruita e meno consapevole non ha fatto altro che imitare i loro comportamenti, su piccola scala. Che cos’è infatti la violenza di un teppista che spacca una vetrina, di fronte alla violenza di migliaia di soldati che occupano un Paese straniero con motivazioni palesemente pretestuose, devastandolo e uccidendo migliaia di persone come hanno fatto le truppe occidentali in Iraq e Afghanistan? E che cos’è l’avidità di un teppista che ruba un orologio o un telefonino, di fronte al saccheggio delle risorse di intere nazioni operato dagli occidentali nei suddetti Paesi? O di fronte all’avidità di un sistema economico che permette alla speculazione finanziaria di mandare in rovina intere popolazioni, in nome del “mercato”?


    ste

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