Vogliaditerra

28 luglio 2011

Produzione dal basso

Ieri è arrivato il film a casa del coproduttore contadino.

Nel frattempo l’ha anche guardato: per la prima metà non si capisce bene il filo che segue ma verso la fine diventa molto chiaro il messaggio. Il contadino lo ritiene un ottimo spunto per iniziare discussioni nei GAS, mercati biologici ecc. Infatti gli obblighi di legge per i piccoli erano da sempre assurdi, come è assurdo il fatto che le mamme non possono più portare dolci per le feste delle scuole materne.

Solo non si capisce dove/come ordinarlo/scaricarlo. La licenza è CC, volendo il contadino può distribuire copie del DVD aggratis. Sotto il manifesto.

1. Chi coltiva un appezzamento di terra, qualunque sia la sua dimensione, per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermediari, possa liberamente:
a. trasformare e confezionare i propri prodotti nell’abitazione o nei suoi annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica;
b. vendere i propri prodotti agricoli (comprese le sementi autoriprodotte), alimentari e di artigianato manuale ai consumatori finali, senza che ciò sia considerato atto di commercio.
2. I contadini che, come occupazione prevalente, praticano la coltivazione del fondo e del bosco o l’allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta ai consumatori finali e agli esercenti locali di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non siano anche lavoratori dipendenti o liberi professionisti né abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta

SIANO ESONERATI DA

a. il regime Iva, la tenuta di registri contabili, l’obbligo di iscrizione alla camera di commercio; ogni imposta o tassa relativa all’occupazione prevalente, alla propria abitazione e al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relativa all’acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;
b. l’applicazione del sistema HACCP e, più in generale, le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti;
c. i vincoli progettuali e urbanistici per:
– la costruzione di stalle, serre e altri annessi sui propri terreni e per l’esclusiva occupazione prevalente, purché realizzati con una dimensione massima di 30 mq e a un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio della destinazione d’uso;
– la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno o in pietra a secco;

ABBIANO DIRITTO DI

d. macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere, limitatamente a un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti, e seppellirne i resti secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari o la non idoneità dei terreni;
e. esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale, fino a un massimo di dieci coperti e posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetti a regole fiscali e sanitarie;
f. pagare i minimi contributi assistenziali e previdenziali;
g. ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio di:
– assistenza veterinaria e agronomica;
– assistenza burocratica e ricezione per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dall’amministrazione pubblica o comunque dovuta per legge.
3. I contadini definiti nel punto 2 siano registrati in uno specifico albo del comune di residenza e possano attestarsi con autocertificazione, vera fino a prova di falso.
4. Il lavoro prestato ai contadini definiti nel punto 2, nel loro fondo, gratuitamente o come apprendistato o come scambio di opere, sia assimilato al volontariato e – salvo l’uso di scale o di macchine e attrezzature elettriche o a motore- non sia assoggettato a obblighi contributivi e previdenziali.
5. Siano abolite le limitazioni sui contratti agrari in natura, purché favorevoli ai conduttori per una misura non inferiore al 70% del raccolto.

Commenti:


  1. Come si puo’ sostenere la campagna per la libera lavorazione dei prodotti contadini?!?!
    Sono una piccola contadina allevatrice produttrice di genuino semi clandestino mi stanno soffocando di registri , bollettini , normative , permessi …giuste non dico niente …per aziende grosse , ma completamente fuori dal buon senso per 2 mucche 7capre e 4 maiali!!!!! la situazione è insostenibile, tanto che fare il piccolo contadino sta diventando una faccienda solo per ricchi!!!!


    helene costa

  2. Il primo passo è parlarne in modo che tutti se ne rendono conto, sensibilizzare l’opinione pubblico, l’ultimo sarà che cambia la legge che permette una sfera autoregolamentata per i piccoli artigiani e contadini. Sarà lunga la strada e bisogna pur sopravvivere nel frattempo, nella clandestinità…


    ste

  3. come faccio ad ordinare il film?


    alessandro

  4. Non ho idea, come ho detto, ma sono libero di distribuirlo. Se hai un account dropbox potrei condividerlo con te.

    PS: Vedo ora sul sito di insu^tv:

    genuino clandestino
    per organizzare una proiezione
    scrivi a genuino@insutv.it


    ste

  5. In mio modesto parere…

    “SIANO ESONERATI DA : b) e norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti; c) i vincoli progettuali e urbanistici per… ABBIANO DIRITTO DI: e) esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale… g. ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio…”

    sono richieste e pretese assurde. Per il punto b) sicuramente ci sono leggi troppo restrittive e penalizzanti. Per il punto c), follia pura. Per il punto e) anche qui troppa pretesa, mentre g) siamo a livello Kolkhoz!

    Sono d’accordo all’importanza dei piccoli produttori, del loro lavoro, delle tradizioni che portano avanti. Della cultura che infondono, dell’amore per la terra e Madre Natura, nel rispetto delle tradizioni così come del mondo che si calpesta.

    Ma bisogna anche far i conti con la realtà, pensate al punto c) quanti annessi rustici vengon fuori, quanti diritti acquisiti. Pensate a quanti potrebbero approfittare del punto 5… con tutti gli stratagemmi che conoscono…

    Genuino Clandestino, sì, per me deve rimanere Clandestino per poter essere Genuino.

    IMho Ovviamente!


    Joe

  6. D’accordo, ma direi è il metodo “chiedere un aquila per ottenere almeno un piccione”. Interessante era l’affermazione nel film di una che spiegava che a livello europea l’autocertificazione sarebbe regolato ma l’Italia avrebbe non convertiti queste norme a livello nazionale, da verificare.

    Sarebbe da rivedere tutta la normativa; per esempio se metto due bandoni su pali per proteggere gli asini dalla pioggia questo dovrebbe essere permesso senza storie ma non dovrebbe mai creare dei diritti acquisiti. Difficile trovare il giusto equilibrio.

    Se ne parla anche qui, e da un lato è chi gestisce l’azienda dovrebbe sapere la situazione e cosa è giusta, ma a volte quando stanno sopra le ruspe fanno paura ed è vero che la terra è di tutti ma i contadini la curano (o la sciupano).

    Insomma sono sfide per il futuro ma visto la qualificazione dei legislatori attuali non sono molto fiducioso, spero nel cambio generazionale.


    ste

  7. Ciao,
    tu dici “chiedere un aquila per ottenere almeno un piccione”, certo, l’ho ben capito. Ma secondo me sarebbe ancor più bello chiedere direttamente il piccione, dato che si vuole essere genuini. Si, lo so che funziona così in itaglia, mi ricorda molto “il sergente Gruber” di Alan Ford.

    Ed infine temo che il cambio generazionale sarà ancora peggio. Ragazzi, se adesso i politici non sanno neanche cosa succede poco fuori dal loro ufficio, temo ci sarà poca speranza nei futuri rampolli. Bah si vedrà!
    IMho ovviamente!
    JS


    Joe

  8. Ste,
    non mi torna quando dici che “la terra é di tutti”, non siamo mica in cina…. esiste sempre la proprietà privata!


    Sa

  9. @Joe: In teoria hai ragione, in pratico voglio e devo sperare 🙂


    ste

  10. …la terra è di tutti! è solo che ci insegnano fin dalla nascita che la terra va comperata.
    Ogni individuo che nasce, in teoria, dovrebbe avere pari diritto alla vita, e quindi alla terra che ci fa vivere. Oppure ci consideriamo un super organismo come un alveare?? non so, io mi sento un po’ autarchico!!


    Harlock

  11. @Sa: La terra non abbiamo mica fatto noi. Possiamo possedere e vendere case, sedie, automobili, computer ecc che sono frutti nostri. La proprietà sulla terra è sempre stata e sarà sempre fonte di speculazione in quanto non aumenta mai “l’offerta” ma solo e sempre la domanda quindi cresce di valore a dismisura. Dovrebbe essere in proprietà comunale (non statale) il quale che gestisce l’usufruito che ne vogliamo fare come contadini, per costruirci sopra case e fabbriche.


    ste

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