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Interrogazione parlamentare

Premessa: non andrebbe cotta una minestrone politica sul fuoco delle sofferenze immense delle persone in Giappone, ma alcuni (“Io rimango convinto che il mondo non può fare a meno del nucleare per sopravvivere”; Veronesi) non vogliono imparare e capire.

Mayak, Sellafield, Asse, Cernobyl, le miniere di uranio, i sottomarini nucleari dismessi nel fondo del baltico e mille altre siti formano una radioattività strisciante omnipresente sul pianeta.

1) Il governo ha preso atto del fatto che la realizzazione di una o più centrali nucleari in Italia (già nella morsa tra Mafia e terremoti) è semplicemente impossibile dopo il disastro in Fukushima?

2) Quanto è stato la spesa del progetto fino adesso, chi ne ha tirato benefici?

3) Verrà bloccato ogni voce nelle spesa pubblica dedicato al progetto nucleare defunto e deviata questa spesa alla istruzione e alla cultura?

5 commenti

  1. Geppetto 17 marzo 2011

    Per curiosita’ mia mi chiedevo se in Svizzera vi fu un referendum per deciderne l’introduzione del nucleare?

  2. Stefania 17 marzo 2011

    MI pare Geppetto che il problema non sia questo…

  3. ste 17 marzo 2011

    Mi ricordo della iniziativa per un moratorium, che passava. Niente nuove centrali per dieci anni.
    Dal 2008 è attiva una Allianza-Stopp-Atom che lancia una iniziativa per impedire nuove centrali.

    Ma all’inizio non so, ma credo che nel ’69 non era vista così male forse, era il futuro. Mi ricordo che nel ’75 la costruzione della centrale di Kaiseraugst fu impedita dalla popolazione, nasceva in quei anni il movimento contro l’energia nucleare.

  4. Geppetto 18 marzo 2011

    Grazie Stefania, grazie ste.

    Forse, dunque, l’ostilita’ verso il nucleare “pacifico” e’ nata con il terrore dello scoppio di una terza guerra mondiale nucleare.
    Mi ricordo l’idea della semi estinzione della razza umana e della contaminazione di tutto il globo a suon di testate nucleari.
    Poi ad un certo punto si parlava anche di bomba a neutroni che doveva essere ecologica, perche’ eliminava solo gli uomini e lasciava intatta la natura.

    Ma tra il manicomio tedesco e quello italiano, c’e’ veramente un’isola di pace e giustizia? E’ realta’ o chimera?

  5. ste 18 marzo 2011

    L’unica in Austria mai entrata in funzione. Ma il manicomio è dentro di noi.

    Leggo stamattina che il governo tedesco vuole revisionare gli standard di sicurezza, con l’effetto che anche le centrali più moderni non rendono più economicamente…

    Infatti basterebbe che dovrebbero assicurare le centrali sul mercato. Nessuna assicurazione lo fa.

Commenti chiusi.

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