Vogliaditerra

1 dicembre 2010

Un affare di rifiuti di nome SISTRI

Cosa ci vuole per far fare un affare garantito ad alcuni? Poco, basta una ennesima legge di tracciabilità, qualche convenzione tra Coldiretti e certe ditte del settore e voilà: tutti i piccoli agricoltori per smaltire il bussolo del rame, un po’ di plastica, l’olio del trattore e altro pagano una settantina di euro/anno. Tutte cose che potrebbero portare di persona alle isole ecologiche se solo si capirebbe qualcosa.

NON OBBLIGATI ALL’ISCRIZIONE
Non sono invece obbligati, ma possono aderire volontariamente al SISTRI a partire dall’11 agosto 2010:
a) gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 cc. che producano rifiuti non pericolosi;
b) le imprese che esercitino la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi.

ISCRIZIONE SE CONVENZIONI CON CONSORZI
Tuttavia, i produttori che conferiscano i propri rifiuti, previa convenzione, al servizio pubblico o ad altro circuito organizzato di raccolta, possono assolvere agli obblighi di tracciabilita attraverso il gestore del servizio di raccolta o della piattaforma di conferimento che, naturalmente, è tenuto ad iscriversi al SISTRI. I produttori sono comunque obbligati all’iscrizione al SISTRI, FATTA ECCEZIONE per gli imprenditori agricoli che trasportino e conferiscano i propri rifiuti (pericolosi e non pericolosi) in modo occasionale e saltuario per quantitativi che non eccedano i 30 kg o i 30 litri. I loro dati saranno inseriti nel sistema direttamente dal gestore del servizio di raccolta pubblico con il quale gli imprenditori agricoli abbiano convenzione.

Nella definizione “pericoloso” rientra gia la batteria del trattore e il suo olio usato. Ancora da capire come si fa questa convenzione col “gestore del servizio di raccolta pubblico” se non si passa per la via spianata dalla coppia Coldiretti-Cascina Pulita.

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

Il Sistema semplifica le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestisce in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.

C’è da mettersi mani nei capelli, hanno decisamente visto troppi film di fantascienza:

Una volta perfezionata la procedura di iscrizione, agli iscritti vengono consegnati un dispositivo elettronico per l’accesso al sistema informatico e un dispositivo elettronico da installare su ciascun veicolo che trasporta i rifiuti con la funzione di monitorarne il percorso (black box). Tale dispositivo dovrà essere installato da apposite officine autorizzate.

Commenti:


  1. sono dei criminali.complicano inutilmente la vita agli agricoltori.nella mia zona(langhe) i contenitori dei fitofarmaci non si possono mettere nei bidoni della plastica, e in più non si capisce nulla,così molti fanno che bruciarli, un bel falò e spariscono…


    Vinci

  2. bon: il sistri.
    nel mio lavoro, che non c’entra niente con l’agricoltura, è da tempo che mi ci stò sbattendo.

    a Luglio mi è arrivata la chiavetta (rovinata) e dopo qualche buona decina di segnalazioni ancora non ho ricevuto la sostituzione (il call center è scandaloso)

    In linea generale è solo un altro grande carrozzone da mandare avanti…beati voi che pagate solo 70 euro!


    federico

  3. […] Le scure della mavora tagli-tagli si sono abbattute pure sul affare di rifiuti di nome SISTRI. […]


    VogliadiTerra » Blog Archive » Verso la discarica il SISTRI

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