Vogliaditerra

18 dicembre 2010

Manning prossimo Nobel per la pace?

Un giovane soldato americano viene accusato di aver diffuso le informazioni riservati su crimini di guerra commessi, disinformazione e altro. Da sette mesi in prigione militare, solo per 23 ore su 24, senza poter esercitarsi, senza accesso ai news; condizioni di prigionia che in molti paesi civili sono definiti come tortura. Ha sicuramente molti difetti, il primo che parlava in chat delle sue azioni.

Non collabora per ora (gli offrono miglioramenti se fa il nome di Julian Assange) e il contadino crede che la proposta di nominarlo per il Nobel della pace non è mica male. Non per forza devono sempre essere attivisti in Burma o in Cina: guardiamo nel cortile nostro occidentale prima.

Sperava che il mondo cambiasse una volta informato sulle azioni nascoste quasi criminali dei governi:

… that the diplomatic documents expose “almost criminal political back dealings” and expressed a wish that the release of the videos would cause large-scale scandals and lead to “worldwide discussion, debates, and reforms.”

Per chi vuole sostenerlo: www.bradleymanning.org/

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