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L’abbandono

Succede che un contadino dice una cosa saggia. Settimana fa ai coldiretti mentre si faceva la fila per la denuncia dell’uva (pioveva e Piero diceva che i contadini sarebbero come le chiocciole – sortano quando piove) uno anziano sentenziava:

“A un certo punto la pianta abbandona l’oliva”

Infatti: pioveva a dirotto tutta la domenica prima, ma da lunedì in poi le olive erano vizze e rimanevano così per gli ultimi dieci giorni di raccolto. Che sarebbe finito, da ieri sera. Il contadino cerca con difficoltà di riprendere piede in attività diverse della brucatura, di solito ci vuole un tre giorni.


Sembra che il contadino e i suoi sono tra gli ultimi che ancora raccolgano senza macchinette. Ci vuole il doppio di tempo ma raddoppia anche la qualità del tempo passato insieme sotto gli ulivi.

Tempo di raccolto 46 giorni, 430 alberi, 45 quintali di olive, olio ottenuto quasi sei quintali (è in vendita, si spediscono volentieri lattine di 5lt à €55), resa media intorno il 12%, pioggia caduta 200mm di novembre e 50mm l’ultima settimana. Un fango dappertutto.

E i pensieri da un po’ vanno già nel futuro: dove portare quanto letame, respingere nuovamente il bosco che circonda il podere, potare,sistemare i recinti e le mille altre cose che distinguono la terra coltivata dalla macchia e preparano le condizioni per un raccolto il prossimo anno.

Un cerchio eterno seguendo gli stagioni.

4 commenti

  1. Harlock 8 dicembre 2010

    Sei un eroe 🙂
    …per come sei riuscito a coglierle tutte con questo tempo!

    Adesso prenditi una tisana e non ci pensare per un po’ al nuovo raccolto 😉

  2. barbara m. 8 dicembre 2010

    Harlock ha già detto tutto 🙂

    mi spiace tanto di non esser potuta tornare ad aiutarvi, un altr’anno ormai, a cose più tranquille.

    io sono ancora ad imbiancare e a stare dietro al minicantiere dei lavori. stasera i muri erano bagnati prima ancora di toccarli, venivano giù gocce d’acqua dalle longarine, a un certo punto tutta la vernice di una parete è rimasta accattata al rullo tipo miele. mah!

    ma finirà mai quest’acqua??

  3. joe 9 dicembre 2010

    “Ci vuole il doppio di tempo ma raddoppia anche la qualità del tempo passato insieme sotto gli ulivi.”

    Mi vien da piangere. Questa frase, nella sua semplicità, apre un universo. Cosa vuoi che ne capiscano, “loro”? Loro quelli dell’iPhone, quelli del vestitino firmato, quelli che parlano e basta… Ecco la mia differenza tra il “loro” ed il “noi”. Si perchè si autoeleggo al rango di “noi”.
    Imho ovviamente.

  4. laura 9 dicembre 2010

    io ho finito oggi, finalmente… ora un po’ di meritato riposo, che auguro anche a te.

Commenti chiusi.

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