Poi uno dice che l’agricoltura non rende niente: qualche giorno fa il contadino ha vagliato il terriccio e trovato una monetina, o meglio una piastrina tondo tutta corrosa. L’ha messo nel aceto e dimenticato, oggi sì è ricordato e prima del concerto (bravissima Sinforosa Petralia: le piacciono più i pezzi forti di Chopin a quanto sembra) l’ha lucidata con le dita per un oretta.
Chissa cosa ha visto ‘sta monetina, quante cose si potevano comprare con essa e com’è finita nel terriccio. Sono 5 centesimi emmessi da un certo V. Emanuele II nell’anno del signore 1861. Qui si dice che sarebbe rara e vale più di cent’euro, ma quella del contadino è troppo corroso, e probabilmente contadino rimarrà…
Oggi il contadino ha saputo della storia di Mirin Dajo, nome d’arte (“Miracolo” in esperanto) di Arnold Gerrit Henske. Aveva una missione: voleva convincere il mondo dell’esistenza di Dio, di qualcosa più forte della materia, che lo rendeva invulnerabile; voleva iniziare la pace universale.
Pare che si sia spinto troppo in là con l’ultimo esperimento che li costo la vita.
Dopo una settimana ecco i risultati della prova di cattura di massa con bottiglie con pesce e/o ammoniaca: Si chiappano moltissime mosche mai viste e ognitanto ci va anche una (una) mosca dell’olivo. Quelli con la parte superiore rovesciata non funzionano, quelli con buco di lato solo se è grande.
L’infestazione sembra di andare avanti, ma lentamente. Si vedono larve e punture fresche, quindi la mosca c’è. Solo che non ci vanno in molti in queste trappole.
Sembra che adesso c’è in atto una corsa al ribasso: ogni nazione cerca di rendere il più debole possibile la sua moneta. Vincono gli USA seguiti dalla Cina ma forse fanno saltare alla fine tutta l’economia mondiale nel tentativo di salvare casa proprio e ci basta poco perché ormai il sistema non gode mica di ottima salute. Siamo sulla stessa barca ma ogniuno rema per conto suo.
Qualche giorno fa il contadino ha letto di un idea forse non tutta sbagliata di Hayek: Se siamo per la libertà economica perché solo lo stato può emettere moneta legale? Non sarebbe più efficace un “mercato delle monete” libero, dove vince la moneta più efficace? E gli stati non potrebbero più fare questi giochini nocivi.
Alla fine il contadino rimane però dalle idee di Gesell e altri: i soldi servono per scambiare beni, e nient’altro. In ogni acquisto che fai un 45% circa del prezzo sono costituiti di interessi.
Visto che era quasi impossibile non venire a sapere i troppi dettagli adesso possiamo fare una cosa sola per aiutarli: Non leggere più neanche mezzo titolo sui giornali, cambiare canale e spegnere la tivu appena senti nominarli.
Dimentichiamoli – noi, che non li conosciamo di persona: devono sparire dalle notizie.
Greepeace fa pressione che la legge europeo tutela le persone e l’ambiente e non le interessi della lobby nucleare. Auguri e complimenti:
Greenpeace ha consegnato oggi al Parlamento europeo quattro campioni di scorie radioattive, in due container sigillati con cemento e piombo. Alla vigilia della presentazione della direttiva sulla gestione delle scorie nucleari proposta dalla Commissione europea, Greenpeace ricorda ai parlamentari che non ci sono soluzioni e che l’unica opzione valida è di non produrre rifiuti nucleari.
Mentre avveniva la consegna, Greenpeace ha contattato i servizi di sicurezza del Parlamento e l’Autorità di sicurezza nucleare del Belgio. Decine di attivisti di Greenpeace hanno circoscritto l’area con nastro segnaletico per avvertire della presenza di un sito nucleare e poi si sono ammanettati ai container.
I quattro campioni di materiale radioattivo consegnati da Greenpeace provengono tutti da località contaminate, ma aperte al pubblico: la spiaggia di Sellafield (Regno Unito), il fondo marino di fronte a La Hague (Francia), le sponde del fiume Molse Nete in Belgio e il villaggio minerario di Akokan in Niger. I primi tre siti corrispondono a impianti di riprocessamento di scorie nucleari (ma a Molse Nete ci sono anche reattori e centri di ricerca) mentre Akokan è un villaggio presso una miniera di uranio gestita da un’azienda controllata da Areva, il colosso del nucleare francese.
Anche se pericolose, queste scorie «all’aria aperta» non sono classificate come rifiuti radioattivi poiché provengono da attività minerarie o da «emissioni autorizzate». Tuttavia, se raccolti e messi in un contenitore, gli stessi materiali devono essere classificati come «rifiuti pericolosi» e immagazzinati in sicurezza per secoli o millenni.
Frammenti della realtà è riuscito di scoprire il numero dei voti del Macchianera Blogadwards (evento dove il photoblog del contadino era nominato anche quest’anno, grazie a tutti!).
Ma va dato il giusto peso a questo premio che (a parte il fatto che i blog non sono una disciplina sportiva olimpica con vincitori, allenatori e doping) pesa quel che pesa, come i suoi partecipanti. Tra i 5 nominati dell’anno scorso uno non è più un photoblog, uno fermo al 31.8.2009 e il vincitore di adesso ha due pagine con photo e si stuferà presto se non si è già stufato adesso, visto la frequenza delle pubblicazioni.
Morale: ci sono pochi photoblog veri in giro, purtroppo.
Da un anno qui le pecore di notte son chiuse nella stalla, mentre per gli ultimi trent’anni erano sempre fuori di notte, d’estate. Effetto collaterale: più letame per gli ulivi.
«Spariamo ai lupi». La proposta choc arriva da un assessore comunale della giunta di centrodestra di Roccalbegna, un comune delle Colline dell’Albegna ai confini del Monte Amiata
Perché choc? Che male c’è sparare a un lupo? Mentre amazziamo non so quanti migliai di maiali polli agnelli vitelli al giorno? Se sono troppi sono troppi.
«Il lupo è un protagonista essenziale dell’ecosistema e della biodiversità – spiega Fabio Roggiolani, responsabile scientifico di Sel per la Toscana e già presidente della Commissione agricoltura della Regione Toscana -. Per bloccare gli attacchi basta poco. Mi ricordo che in regione facemmo un provvedimento per dotare gli allevatori di impianti solari che di notte illuminavano le greggi. Se c’è luce i lupi non attaccano, ma nonostante questo gli allevatori si sono rifiutati di montare gli impianti. Uccidere questi animali sarebbe come tornare ai tempi più oscuri, quando proprio in Italia i lupi erano perseguitati e stavano per estinguersi».
Fa ridere anche i lupi. Proposta da tavolino di un politico che non conosce minimamente la realtà. Nei tempi illuminati di oggi compriamo gli agnelli in Nuova Zealandia e qui alleviamo i lupi.
Il cacciatore che partecipava alla vendemmia ne aveva viste tre, il giorno prima; secondo lui hanno fatto fuori tutti i cinghialotti e caprioli (e il contadino non li rimpiange di molto: sono arrivati pochi anni fa per far danno (poco) ai ulivi e alle vite) e quando andranno a caccia e si trovano davanti al lupi non ci penseranno mica due volte, diceva.
Adesso questa musica viene suonata in Irlanda: 34 miliardi di ulteriori aiuti per le banche marce – molti pensano di emigrare un altra volta. Ci saranno tagli alle pensioni e nel sociale e alzeranno tasse: per essere sicuro che nessuno ha più soldi per far girare l’economia.
Questo sito qui è il blog e il -->photoblog
del contadino. Cliccando sulle immagini qui sotto fai un giro in
campagna. Il contadino è forestiero, questo spiega il linguaggio strano.
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