Forse forse c’è un collegamento diretto tra questo:
Maria Ferdinanda Piva, su Blogeko, segnala che è si è appena concluso un vertice straordinario della FAO sulla nuova crisi alimentare, causata dall’aumento del prezzo del cibo sui mercati mondiali.
…si sta creando una bolla speculativa determinata dall’incapacità del sistema finanziario di assorbire la massa di liquidità immessa dalle banche centrali, e che invece di dirigersi alle imprese e allo sviluppo, continua a finire nelle Borse, per le quali non v’è grandi sbocchi se non alcuni Bond e le materie prime…
…gli investitori professionali cercano sempre più certezze e per il momento si rifugiano oltre che nell’oro anche nelle materie prime alimentari.
Poi c’è adesso questa wwoofer dal fisico atletico del Florida che si arrampicava da bambina sulle querce grosse, giocava più giochi da maschi invece che con le bambole e racconta che sapeva prima nuotare che camminare perché ci sono così tante piscine in giro che è pericoloso non sapere nuotare per i piccini e usano di buttarli in acqua presto.
Comunque: ragazze così vengono chiamata tomboy, e il contadino che credeva sempre che questo è solo il nome di una applicazione del Desktop Gnome.
250 Bottiglie di succo (capre e pecore hanno mangiato quel che rimasto dopo dall’uva), un mezzo quintale di uva appesa per mangiare e una trentina di quintali venduti per €40/quintale e subito dopo la pioggia, come è di moda quest’anno: appena si fa un raccolto e giù acqua, era così col fieno, colla paglia e speriamo che non fa confondere troppo con le olive.
La peronospera ha fatto sparire almeno 15 quintali di uva, ma almeno quella rimasta era discreta, ma qualche qualità come la Moscata d’Amburgo non ce l’ha fatta a maturare: troppe frescure d’agosto.
Siccome al contadino (e alla wwoofer) piacciono gli esperimenti hanno cotto giù 6 chili di succo finché è diventato una specie di miele. Sembra medicina, a mangiarlo.
Da adesso in poi i pensieri vanno tutte alle olive: pulirli sotto, spollonarli e sperare che la mosca stia lontana. Da qualche vicino c’è un infestazione da far paura.
Sarà populista e di pessimo gusto, ma visto che la politica non ce la fa proprio a dominare e mettere in condizioni da non nuocere il settore finanziario una certa soddisfazione da vedere almeno il gesto:
A sollevare il dito medio contro il simbolo del potere finanziario italiano – la Borsa di Milano – ci avranno pensato in molti, durante la tempesta economica di questi anni. Ma nessuno aveva ancora pensato di erigere una gigantesca mano con quattro dita mozzate, e il relativo dito medio proteso verso il cielo, di fronte a Piazza Affari.
Gli indizi sono tanti e indicano che qualcuno ha speso somme giganti per creare un virus quasi perfetto di nome stuxnet che attacca i sistemi software Siemens di centrali industriali ben definiti. Nel caso gli impianti che dovrebbero arricchire l’uranio nell’Iran che hanno rallentato di molto la loro attività nel 2009. Più efficace di ogni embargo?
Ora è tardi ma forse dopo la vendemmia si cerca di far un riassunto più preciso. Ne parla anche Bruce Schneier.
Per le centrali nucleari questo scenario è peggio di un areo che si schianta sul reattore.
Visto che un amico ha pensato che i pianeti non si vedono ad occhi nudi: Questo coso luminoso accanto la luna quasi piena stasera è Giove, che è anche ad un punto molto vicino (relativamente) dalla terra.
Non si possono invece vedere i pianeti oltre Saturno senza binocolo o telescopio.
Breve aggiornamento sulle faccende: Finito il rinnovo della seconda camera da letto preciso un ora prima che arrivava la prima wwoofer tedesca. Malumore dopo aver visto troppe olive pinzate dalla mosca in una parte dell’oliveto. Domani metterà il resto delle ecotrap, il consorzio raccomanda un prodotto al piretro; sarà anche biologico però fa fuori tutti gli insetti. Sempre domani e dopodomani si farà il succo d’uva, mercoledì il scelto per il vin santo e dopo la vendemmia propria.
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