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Lotta alla mosca d’olivo 2010 o la fine del Rogor

Il più grande problema dell’olivicoltura è quest’insetto, baca le olive che maturano troppo presto e cascano e anche l’olio non è come potrebbe essere.
Destro: Femmina mentre deporre un uovo (prima gira tutta l’oliva per controllare se è “libera”: mai due baci in una oliva, la natura è saggia) sinistro: maschio attirato dal feromone.

Gli ulivi che producono l’olio convenzionale non biologico sono sono state spruzzate di solito con una bella dose di Rogor di settembre, una sostanza che fa evacuare la popolazione e che basta sentirne l’odore in oliveti trattati per capire che è cattivissima. Sigaro dice che non trovi lumache in oliveti trattati.

Il contadino gli anni scorsi si è difeso con le ecotrap, un sistema di cattura massale che funziona bene se applicata su larga scala, infatti gli anni scorsi anche due vicini hanno adoperato questo sistema con successo. Però quest’anno non hanno voluto partecipare, sicché il contadino è rimasto solo con il rischio che le trappole attirano più mosche che riescono di ammazzare. Sono arrivate venerdì, ha messo il nastro adesivo + feromone sabato e di domenica ha già preso 5 maschi quindi subito messe le trappole a dimora.

Oggi c’era la visita annuale del controllore del biologico (tutte le carte sono in regola) e ha raccontato che c’è un nuovo metodo ammesso nel biologico, sempre basato su feromoni e esche + insetticida selettiva: Spintor Fly. Se funziona sarebbe la fine del Rogor. Dal sito del produttore

Il Prodotto

Spintor Fly è un’esca proteica specifica pronta all’uso a base di spinosad per il controllo della mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) e della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata). Spinosad è una miscela di due tossine dotate di notevole attività insetticida, ottenute attraverso un processo naturale di fermentazione da un batterio Actinomicete del suolo, la Saccharopolyspora spinosa.

L’esca è stata sviluppata congiuntamente da USDA (United States Dept of Agriculture) e Dow AgroSciences e, oltre a spinosad, contiene 6 ingredienti che la rendono più attrattiva e ne migliorano la persistenza sulle piante rispetto alle esche già presenti in commercio. Si tratta di proteine vegetali, sostanze stabilizzanti, zuccheri, umettanti e sostanze che mantengono la soluzione applicata viscosa ed emettono sostanze attrattive volatili. Spintor Fly sfrutta una tecnica applicativa innovativa, consistente nel far assumere alla stessa soluzione applicata la funzione di “stazione attrattiva”.

Spintor Fly presenta un’ottima selettività sulla coltura e sugli utili, riduce i tempi di applicazione, i costi di distribuzione e i consumi d’acqua. Non possiede alcun impatto residuale sui frutti e non presenta alcun rischio per l’operatore che esegue il trattamento. E’ autorizzato anche in Agricoltura Biologica.

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Quindi c’è un fallback, come dicono gli inglesi e ‘mericani, ovvero una seconda opzione.

La stagione è favorevole alla mosca in quanto le temperature sono modeste, ha piovuto tanto e le olive sono già gonfie. Dall’altra parte l’inverno rigido che ha bruciato pure qualche ramo (e qualche oliveto in zona sbagliato) dovrebbe aver ridotto le larve in terra.

12 commenti

  1. Geppoetto 14 agosto 2010

    E così la chimica più classica entra nel biologico dalla porta di servizio.

  2. Harlock 14 agosto 2010

    Grazie ste, ormai ero rassegnato alla volontà del caso, visto che non sono riuscito neanche a mettere le trappole con le bottiglie.

  3. ste 14 agosto 2010

    Veramente anche le ecotrap usano già feromoni e piretro di sintesi.
    Credo se uno vuole fare il fondamentalista può mettere nella pratica vita quotidiana solo poche cose. La chimica fa delle cose utili, bisogna valutare e decidere.

  4. Geppetto 15 agosto 2010

    Ma ho capito bene che quel prodotto – che e’ un insetticida se non sbaglio – viene irrorato sulla pianta e non si limita ai 10cm2 delle ecotrappole?

  5. Harlock 15 agosto 2010

    Geppetto: Non so se e quanto sia efficace, specie in piccoli appezzamenti, ma i 5 l/ha di questo prodotto non sono i 1000 l/ha del Rogor.

    Se poi ci si accontenta di quello che verrà e non si ha voglia di fare niente, allora va bene riposarsi e magari riposarsi anche quando c’è la raccolta 😉

  6. Geppetto 15 agosto 2010

    Decidere se il nuovo insetticida e’ piu’ o meno salubre in base alla concentrazione del principio attivo e’ senz’altro un metodo.

    Un’altro e’ dire che siccome e’ ammesso nel biologico allora e’ piu’ salutare.

    Un’altro metodo ancora e’ dire che siccome ci sono tanti soldi in ballo, probabilmente la salubrita’ decretata per ammissibilita’ a favore di un colosso chimico e’ ancora tutta da dimostrare 😉

    So gia’ che nel biologico e’ ammessa molta chimica, ma se si continua ad aggiungere chimica su chimica dove andra’ a finire la declamata differenza con l’industriale?

  7. ste 15 agosto 2010

    Ho aggiornato l’articolo, il primo link era uno di quelli che diventano inutile (bisogna registrarsi…)

    Per parte mia: ben venga, la chimica, non è “il” male, bisogna valutare cosa offre.

    “Il biologico” come da legislazione è un metodo di produzione che se viene rispettato è più sostenibile e viene anche applicato su scala industriale, come no. Che poi ci sono compromessi è normale, non potresti aver nessun vino biologico senza l’uso del rame (sempre più efficace – cioè sempre dosaggi minori – grazie alle tecnologie di microparticelle e coadiuvanti chimici).

  8. Harlock 15 agosto 2010

    Geppetto: sono perfettamente d’accordo quando dici che

    Un’altro metodo ancora e’ dire che siccome ci sono tanti soldi in ballo, probabilmente la salubrita’ decretata per ammissibilita’ a favore di un colosso chimico e’ ancora tutta da dimostrare

    In fatto di chimica, la penso come ste, poi se è ammesso dal biologico mi da più sicurezza, anche se ho sempre qualche riserva.
    Comunque è un prodotto poco invasivo, se stai attento puoi spruzzarlo dove non c’è olive.
    Preferisco questo metodo e avere il mio olio che non averlo e doverlo comprare da altri non sapendo cosa gli hanno dato, perché se io ho la mosca in una zona poco propensa, gli altri come hanno fatto?

  9. Geppetto 16 agosto 2010

    Molto probabilmente non avrà conseguenze per la salute.

    Rimane solo una certa perplessita’ 🙁

  10. ste 16 agosto 2010

    Secondo me l’importante nella scelta del metodo biologico/biodinamico o convenzionale non è se fa bene o meno alla nostra salute (questo viene in secondo piano), ma che effetto ha sulla natura circostante.

  11. Matteo 14 marzo 2012

    Salve, potrei avere l’email della persona che cura il sito?
    Grazie mille

  12. ste 14 marzo 2012

    Quasi in cima nella colonna laterale destra trovi la mia mail e una funzione “invia messagio”.

Commenti chiusi.

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