Vogliaditerra

3 agosto 2010

Il contadino piange sempre

Fondamentalmente ha sempre uno dei due motivi a disposizione (il dito va un po’ meglio, grazie): un raccolto scarso, grandinate, siccità, invasioni di animalacci e quant’altro: si muore di fame, tutto il lavoro per nulla. O l’abbondanza: chi mangia tutta ‘sta roba, non c’è prezzo, non si trova da vendere, tutti sono al mare, un peccato che tutto va a male.

Progettare la produzione si basa sostanzialmente su due fattori: la stagione e il raccolta l’anno scorso.

Per esempio l’anno scorso nell’orto le cipolle statine erano un fallimento completo, c’erano sei o otto soli, idem le patate e anche la conserva (qui sinonimo per il passato di pomodoro) non bastò. Volete sapere l’effetto quest’anno: un quintale di cipolle statine e una marea di pomodori da conserva che avanza un quintale o più forse, meno male che oggi s’è trovato chi prende qualcosa.

Poi si nuota nelle pesche (che qui dipende più dal numero di alberi che uno pianta – che forse bisogna smettere di piantarli – e dalla stagione): si mangiano decisamente troppe, si regalano e c’è chi ci regala soldi come compenso e vasi di pesche sciroppate a gogò.

La politica ha sempre provato di regolare il prezzo tramite incentivi e altro. Ma dovrebbe agire contromano o fare nulla ma non come fa adesso col vino: se c’è troppo uva i viticoltori smettono da sé perché non c’è prezzo e ma tra pochi anni mancherà. Quindi bisognerebbe incentivare quando c’è troppo e disincentivare quando manca.

Commenti:


  1. Ma visto che hai tanti pomodori, tante cipolle e tante pesche, perché non li spacci tramite qualche GAS locale? Se le dai a poco le piazzi subito, ci pagherai solo la benzina del trasporto, ma almeno non le butti 🙂


    jarod

  2. Il piccolo GAS nostro è al mare, e hanno già un fornitore di verdura che lo fa per professione.

    Ma butta non si butta di certo, per ora riusciamo di smaltire tutto, anche regalando, che qui nel paese si fa spesso con le eccedenze degli orti (“Le zucchini l’hai? Vuoi zucchini? era il classico un mese fa…)


    ste

  3. ciao Ste. a me farebbe parecchio comodo comprare un 4-6 kg di pesche per fare la marmellata. ce ne avrai sempre nel fine settimana?

    (ma sai che mi sono messa a fare in questi giorni? a lavare e cardare lana che mi ha regalato un amico pastore, per ora la uso per imbottire i cuscini, filarla mi pare difficile. ne avevamo parlato secoli fa http://www.vogliaditerra.com/a.....toffa.html quella Mimmina lì ero io. che meraviglia però, accidenti al mondo moderno che fa buttare una cosa così bella)


    barbara m.

  4. Nooo, Mim*ina, non ci posso credere… 🙂

    Ci sono pesche e anche tutta la lana se vuoi (ma sudicia parecchio)


    ste

  5. barbara, come la cardi?
    io stesso lavoro con lana di materassi vecchi, con due spazzole per cani, per farci trapunte, ma è quasi una follia…..


    mrm

  6. ah ti ricordi di Mimmina? :-O io invece ho rimosso, troppo impegnativo star dietro a un blog per me.
    per le pesche passo sabato o domenica, la lana no, per ora sono a posto, quella sudicia poi ho visto che è un incubo pulirla.

    @mrm, la lana la sciolgo a mano e basta, non dovendola filare. in pratica prendo la lana lavata e asciugata e la riduco in piccoli fiocchi. per pettinarla ho letto anch’io questa cosa delle spazzole per cani, altrimenti si possono trovare delle carde su Ebay o nei mercatini.
    ma tu le trapunte come le fai?


    barbara m.

  7. Saranno pronte le pesche, Mim*mina (che tempi felice per i blogger che eravamo un esercito mentre adesso siamo ridotti una misera truppa mentre l’esercito adesso è su facebook – e perirà lì 😉 )

    Ho appena fatta la mia prima marmellata di pesche:
    4,5 kg pesche
    1,5 kg zucchero
    2 buste fruttapec

    Altre ricette? Vedo che galleggiano tutti i pezzettini incima..


    ste

  8. le trapunte LE FARO’ (l’incaricato di trovare la stoffa è il marito e le operazioni si sono tragicamente arrestate) facendo una specie di sacco, infilandoci la lana e cucendo man mano i quadrati, non credo che sia difficile.
    il difficile sarà che arrivi la stoffa….. 🙁


    mrm

  9. ste, io la pectina non la metto, faccio bollire finché non si addensa. cmq se galleggiano i pezzi in cima non è cotta, dovrebbe venire densa.
    lo zucchero mi pare un po’ pochino, di solito si mette circa il 50% della frutta, quindi su 4,5 kg di frutta ce ne vorrebbero 2 kg/2,2 kg.

    @mrm grazie, sembra facile. con la lana che avevo, oggi ho imbottito il cuscino per dormire togliendo quegli orrendi chips di petrolio che c’erano dentro, l’altra, che è venuta *morbidissima* sto meditando se filarla, è troppo un peccato usarla per imbottire.


    barbara m.

  10. concordo sulla dose 50% di zucchero e vade retro pectina in busta.
    una volta avevo letto che mescolando la frutta e lo zucchero prima e lasciandoli lì una notte, poi la marmellata si addensa meglio.
    qualche volta lo facevo, altre no, veniva bene lo stesso.


    mrm

  11. Prima volta che usavo il pectina, e ovvio che ci sono pezzetti in quanto bolle 4-5 minuti solo. La prossima si prova senza ma con le mele.

    Per lo zucchero: mettiamo sempre il 30% solo, va benissimo 🙂


    ste

  12. 4/5 minuti?
    oh bella, questa non la sapevo proprio….com’è che funziona?


    mrm

  13. Ho cercato delle ricette per la marmellata di pesche e la gran maggioranza mettono la pectina e la bollano solo 3-4 min, anche sulla busta c’è scritto così. C’era Barbara a prendere le pesche, secondo lei non è marmellata questo 😉


    ste

  14. ciao Ste, marmellata fatta tutta tra ieri sera e oggi (scelta obbligata: nella discesa molte pesche si erano ammaccate), sono venuti 14 barattoli da 0,5 lt. come dosi ho usato per prima pentola 4,5 kg frutta + 2 zucchero e seconda 2,6 frutta + 1,1 zucchero. tempi di cottura: prima un’ora e 20, la seconda dopo un’ora era pronta. ho provato a fare come hai detto tu: niente capovolgimento di barattoli, ho rinvolto il tutto in coperte di lana, ho visto che il sottovuoto si è formato. ecco una foto http://yfrog.com/j9img1151prj .

    ah, il sapore è semplicemente di-vi-no. 😉


    barbara m.

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