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Il messaggio della marea nera

Con il perdurare (o addirittura peggiorare) del versamento di petrolio dal buco nel Golfo di Messico il contadino si chiede che senso abbia, perché niente accade per puro caso, tutto è un intreccio di cause e conseguenze e si chiama karma.

Sicuramente mette sotto gli occhi di tutti cos’è e com’è fatto il petrolio che di solito prima pochi pensavano all’origine della benzina quando facevano il pieno o quando compri un giocattolo tutto di plastica; e in secondo luogo mette in evidenza come da un po’ di anni per la fame energetica l’umanità attinge sempre di più a pozzi più difficili da gestire – catastrofi come questa sono solo destinati ad aumentare, perché non si vede un cambiamento di strada.

E’ non è colpa della BP, la BP è solo il nostro braccio lungo che ci prende quel che vogliamo – a tutti costi. Se la stessa cosa accade per decenni nel Delta del Niger il nostro braccio si chiama Shell, solo che il Boston Globe non fa servizi fotografici e non se ne parla e lo stesso vale per molti altri regioni. Si stima che la stessa quantità di petrolio esce già da sempre, solo sparso per il mondo e non in UN posto solo.

L’unica cosa che il singolo può fare e limitare al massimo l’uso di auto, aero e plastica, ma il suo coinvolgimento diminuisce solo di gradi, non di sostanza. Ne va preso atto, con ogni goccia di benzina che bruciamo e con ogni pezzo di plastica che tocchiamo

Notizia correlata: Uno dei sbagli più grossi ovviamente è di trasformare il sistema pensionistico da versamenti diretti a rendimenti di capitali. Molto probabile le spese e indennizzi immensi da sostenere la BP ridurranno drasticamente le pensioni degli anziani inglesi.

3 commenti

  1. massimo 14 giugno 2010

    Non ho l’automobile; la spesa finisce sempre nelle borse di tela, apparte quelle rare volte che me le dimentico e per l’aereo ci sto lavorando. Continuerò a comportarmi così perché lo ritengo giusto. Ma penso che la “salvezza” del mondo non può essere lasciata all’iniziativa dei singoli. E un po’ come se alla fine dell’ottocento i diritti dei lavoratori fossero stati lasciati alla libera generosità dei datori di lavoro, invece di venire inglobati in leggi obbligatorie per tutti. Anche se la politica non gode di buona fama oggi, deve esserci una risposta politica e di diritto.

  2. Geppetto 14 giugno 2010

    Aspetta e spera.

  3. mrm 14 giugno 2010

    quello che io penso sempre è che, se certe cose nessuno le comprasse, molto semplicemente smetterebbero di venderle e produrle, e che il potere che ha il consumatore è immenso (totale?), invece funziona tutto al contrario, che è il mercato ad influenzare chi compra e non viceversa, e a me pare un paradosso.
    il fatto che degli adulti non abbiano la capacità di discernere e si lascino condizionare come degli adolescenti non finisce mai di stupirmi.
    sicuramente chi li condiziona riesce a fare un ottimo lavoro, ma allora vuol dire che la maggior parte della gente è scema?
    non mi capacito mai di ‘sta cosa, una persona adulta che non ragiona? boh.

Commenti chiusi.

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