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L’inflazione arriva

.. e ci libera dei debiti che non c’è altra strada, un 5-7% dicono che andrebbe bene. Il governo tedesco ha appena vietato da subito le vendite allo scoperto di titoli e dei default credit swaps (al contadino sembra solo giusto che non puoi vendere cosa che non possiedi), il Dow Jones lo prende male ed è quasi diventato impossibile di comprare l’oro adesso.

Il bello è questa pubblicità alla radio con la donna che dice: “Voglio qualcosa che mi da di più per i miei risparmi, i BOT rendono poco e poi sono insicuri…” e la propongono qualcosa che il contadino non ha fatto in tempo capire cos’è, se ce la fa domani la registra.

Si potrebbe fare un “libro” multimediale di storia economica solo con stralci di pubblicità.

EDIT: Anche nel bel paese si fa qualcosa:

…se una banca italiana ha in pancia titoli di stato greci o portoghesi o spagnoli che di questi tempi si sono svalutati (e parecchio) non ha più l’obbligo di contabilizzarli al prezzo di mercato ma può assegnarli il valore che gli fa più comodo…

In questa maniera, dando valori artificiosi ed artificiali ai propri assets, i ratio di capitalizzazione delle banche nostrane sono salvi….

EDIT 2: “Le Borse europee vanno a picco”, titola la Stampa.

E’ ovvio che il bambino urla e piange se li togli il giocatolo preferito (che era molto pericoloso come s’è visto).

4 commenti

  1. giancarlo 19 maggio 2010

    Le vendite allo scoperto dovrebbero aiutare a contenere le bolle.
    E poi chi non l’ha mai fatto? Promettere di vendere a qualcuno l’olio del raccolto che verra’ non e’ vendere allo scoperto? Raccogliere prenotazioni e ordini, cos’e’?
    Nessuna polemica, solo spunti di riflessione.

  2. ste 19 maggio 2010

    Era la possibilità di guadagnare con quotazioni dei titoli in discesa, e aiutava a capire quale titoli erano sovravalutati. Ma credo come molti meccansimi della finanza moderna si prestavano troppo facile ad altri usi. Ma ormai la frittata è fatta.

    Personalmente non vendo o prendo prenotazioni per l’olio che so di averlo solo inizio novembre. Basta una grandinata adesso per esempio e nisba.

  3. inverse 20 maggio 2010

    Secondo me, vendere quello che non possiedi e’ fondamentalmente una truffa.
    In effetti potrei decidere di vedere allo scoperto una parte della fontana di Trevi a Roma scommettendo sul ribasso del resto della fontana. Sceso il prezzo ricompro la parte della fontana di Trevi dallo sfortunato a cui l’ho venduta e mi tengo la differenza.
    Trovo che questo modo di procedere sia una truffa nel mondo reale.

    Dov’e’ la differenza se lo si fa in campo finanziario?

    Le vendite allo scoperto si fanno anche sulle commodities? Anche sull’oro?
    Credo di si, negli ultimi tempi sono successe cose alquanto imbarazzanti sul mercato dell’oro riguardo a venditori cui era stata richiesta la consegna fisica di oro che non avevano.

  4. giancarlo 20 maggio 2010

    In effetti, come dice inverse, le vendite allo scoperto sono nate proprio sulle materie prime (commodities). In america molti anni fa i contadini avevano la necessita’ di vendere i raccolti a un prezzo certo (e non gonfiato della scarsita del raccolto o sgonfiato per l’abbondanza), che coprisse i costi e lasciasse un giusto guadagno. Allora facevano un contratto sul “futuro” raccolto. Allo stesso modo l’allevatore non aveva interesse a speculare sulle variazioni del prezzo dovuto all’eventuale abbondanza o scarsita e sottoscriveva lo stesso contratto. Uno vendeva una merce che non aveva e l’altro acquistava una merce di cui al momento non aveva bisogno. Lo stesso contratto ora, dopo molti anni, si e’ evoluto. Sicuramente andrebbe corretto.

Commenti chiusi.

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