Vogliaditerra

pensieri agricoli

Archivio di novembre 2009

29 novembre 2009

Vergogna elvetica

minaretti svizzera

Il contadino ha avuto un colpo due minuti fa:

La notizia dell’inatteso sì al bando dei minareti uscito dalle urne domenica in Svizzera ha fatto il giro del mondo. Mentre i musulmani sono sotto shock, l’estrema destra in Europa esulta.

Mai e mai avrebbe creduto che questa cretinata sarebbe entrata nella costituzione svizzera. Il seme velenoso seminato dalle destre populiste germoglia vigoroso.

Che il divieto per esportare materiale bellico non sarebbe passato se l’aspettavo, ma era bello poter scrivere insiema a altri 31,8% dei votanti su un foglio per dare il consenso a un divieto, in segnale forte.

La Svizzera potrà continuare a vendere armi all’estero. L’iniziativa “Per il divieto di esportare materiale bellico” è infatti stata sonoramente bocciata da tutti i cantoni, il “no” ha raggiunto a livello nazionale il 68,2%. I sostenitori della proibizione, seppur delusi, hanno sottolineato la progressione di favorevoli rispetto all’ultima votazione sul tema nel 1997. Soddisfatti dell’esito il governo e i partiti borghesi.

29 novembre 2009

Tra le cose…

….che il contadino ignorava c’era l’esistenza di cammelli in Australia.cammelli australia

I problemi causati dai dromedari , che non sono originari dell’Australia ma che vi sono stati importati a metà del 1.800, sono parecchi. In cerca di acqua, gli animali sventrano cisterne e cercano perfino di scardinare le condotte di raccolta della condensa degli impianti di climatizzazione delle case. Gli animali che muoiono restano spesso a decomporsi all’aria aperta e in alcuni casi questo ha comportato l’inquinaento di pozze e falde acquifere. Gli animali a volte si spingono anche oltre, cercando di aprire anche le porte delle abitazioni. La gente ha paura e tende a non uscire.

Sono più di un milione, e servivano ai coloni per attraversare l’outback. Molto sono le colpe dell’uomo.

25 novembre 2009

La fierezza

Da oggi il contadino ha una figlia laureata (scienze politiche) con 110 e lode.

24 novembre 2009

Impostare un altro paese

mignole

Niente, il contadino con il sostegno dell’amico romano e della pastora è sempre a cogliere le olive – le mignole, per essere precise, quelle olive piccole tardive che falliscono mai e danno sapore – ma il suo cuore è con coloro che dopo lo spegnimento delle antenne analogiche non vedono i canali Rai. Già per due giorni al radiogiornale sente che bisogna fare:

1- AZZERARE LE MEMORIE DEL DECODER
2- IMPOSTARE NAZIONE “GERMANIA”
3- IMPOSTARE METODO DI ORDINAMENTO “LCN”
4- LANCIARE LA NUOVA RISINTONIZZAZIONE

Ecco, a lui questo sembra un vero passo in avanti: finalmente il paese esce da questa paralisi lunga. In futuro sarà possibile per esempio impostare su “USA” il sistema giudiziario italiano o su “Germania” la gestione degli appalti pubblici.

15 novembre 2009

L’anima russa ucraina

aggiornamento: la ragazza si chiama Kseniya Simonova, è ucraina, giovane mamma e usa la tecnica del sabbia meno di un anno.

Ecco un intervista.

11 novembre 2009

Genuino e clandestino

genuino clandestino

Pane e prodotti da forno, vino, conserve, farine e granaglie, pasta fresca, uova, miele e prodotti da erboristeria: alcuni di questi beni venduti presso i mercati dei produttori biologici di Bologna sono illegali secondo gli attuali regolamenti sanitari nazionali. La legge italiana, infatti, impone a chiunque si occupa della trasformazione di prodotti alimentari di dotarsi di laboratori che rispettino determinati standard di dimensioni e materiali. Standard stabiliti tenendo in considerazione le grandi aziende agroalimentari, che però ignorano e dunque penalizzano le realtà contadine come quelle di Campi Aperti, legate a piccole produzioni biologiche, sane e di alta qualità, ma in difficoltà al momento di affrontare la spesa della messa a norma di un laboratorio.

Ecco, ci voleva una campagna come questa.

10 novembre 2009

Il nucleare è il nucleare

uomo-def-da-nucleare

Sessant’anni fa, l’unione sovietica ha fatto esplodere il suo primo ordigno nucleare “Primo baleno” in una area di test nel nord-est della Kazachistan. Il sito, denominato Semipalatinsk Polygom sarà poi il luogo per altre 456 esplosioni nucleari per 40 anni. I residenti nelle aree vicine diventarono delle cavie…

Boston Globe

Non c’è uso del nucleare “buono” o “civile” e uso “militare”. E’ questo: semplicemente anti-vitale.

10 novembre 2009

Amare gli animali

mamma calabrone

L’evento di oggi è che a un certo punto spuntava il sole e gli superstiti calabroni (quelli che non erano ancora affogati nella bottiglie appese) che vivono in quell’ulivi si sono subito messi a portare fuori delle larve. Prima il contadino pensavano che forse fanno un trasloco ma dopo sì è convinto che non ce l’hanno fatto a nutrirli a dovere, pochi che sono ormai.

Si è sentito in molto in colpa. L’unica cosa che lo consola è da anni non ha mai toccato il favo di calabroni nella acacia grossa accanto la cisterna.

7 novembre 2009

Senza crocifisso senza identità

Da Leonardo:

…sembra esattamente quello che sta succedendo in queste ore: quello che fino a ieri era un pezzetto di legno inoffensivo sta diventando il simbolo di un popolo, di una civiltà, e quant’altro. È sciocco, però succede. Ed era abbastanza prevedibile, visto il Paese in cui viviamo.

Zeitgeist puro. Tempi (duri) di simboli, di fondamentalismi.

6 novembre 2009

Com’è bravo la Gucci

Contribuiscono a salvare le foreste pluviali in cambio di un immagine più verde. Sarebbe da vedere la provenienza della pelle, coccodrilli e serpe inclusi, ma è un passo nella direzione giusta.

Ma restano gli altri:

“La scelta del Gruppo Gucci dimostra che fermare la distruzione delle foreste e il cambiamento climatico è possibile, con passi immediati e concreti” ha commentato Sergio Baffoni, di Terra!.

Numerosi altri brand hanno intrapreso la via del cambiamento. Da Tiffany & Co., al Gruppo H&M, Office Max a Unisource, molti marchi della moda si sono oprmai attivati per eliminare dalla propria filiera carta originaria dalle foreste pluviali, e a recidere le relazioni con i gruppi che continuano a distruggere le foreste pluviali in Indonesia o altrove.

Sparita dalle griffe, la carta incriminata continua a essere consumata in Italia, primo importatore europeo di carta e cellulosa indonesiana.

L’Italia importa dall’Indonesia carta e pasta di cellulosa per quasi 50 milioni di Euro annui. Anche dalla APP.
La principale causa di distruzione di delle foreste indonesiane è la conversione in piantagioni di acacia per rifornire l’industria della carta. La Asia Pulp and Paper (APP), il principale gruppo cartario indonesiano, è divenuto il principale attore di questa distruzione, abbattendo vaste aree di foreste in Sumatra e Borneo e convertendole in piantagioni finalizzate alla produzione di cellulosa. In questo modo minaccia la sopravvivenza di intere specie animali, di comunità indigene e provoca un impatto diretto sul clima globale. Queste foreste infatti immagazzinano una immensa quantità di carbonio nella torba. Il carbonio rilasciato in atmosfera dalla deforestazione della sola Indonesia, rappresenta l’8 per cento delle emissioni globali, tanto che questo paese è oramai il terzo nella classifica delle emissioni di gas serra, dopo gli Stati Uniti e la Cina.

5 novembre 2009

L’olio novo

Fatto l’olio in questo frantoio sottovuoto e si trova in fase di valutazione, come si dice. Lavorano bene, nulla da dire. L’idea è di evitare nella fase di lavorazione ogni contatto sia con l’aria sia con l’acqua per non ossidare e lavare i polifenoli. La pasta nella gramola gira verticalmente per non mettere sotto la superficie e sottovuoto, il decanter lavora senza acqua e non c’è un ulteriore separatore; la temperatura non supera mai 20°, infatti l’olio usciva a 16°.

Ma ha ragione l’apicoltore: all’inizio è quasi troppo forte per mangiarlo, ma nel tempo si conserva meglio con tutte le caratteristiche – il contadino ha assaggiato l’olio di un anno fa e sembrava nuovo.

Già, e la resa? Quasi il 17%.


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