Vogliaditerra

9 luglio 2009

La bondanza

fruttiera

Appena passata la prima ondata dei fagiolini e di zucchini c’è la frutta in assalto. Ieri l’altro voleva andare a prendere due pesche nella vigna per mangiarle e ha ne ha trovato due panieri, quelli bianchi e quelli gialli, grosse come mai (per la scienza ha pesato uno ed era 3 etti) e quindi si doveva fare i vasi sciroppati, oggi quando tornava dal prato trovava cinque chili di amarene che queste due donne che capitavano qui ieri parlavano di un ciliego che nessuno coglie e allora marmellata ancora, e pure si sono già fatti più di 30 kg di quella di susine quelle lunghe , una parte con il miele di torchio (miele di pressatura dei tappi che rimane torbo) che l’apicoltore ha portato un secchio di 25 kg a posto per questi esperimenti (1kg di frutto/300gr zucchero o miele).

Di queste susine c’erano dei veri boschetti 20 anni fa su questa collina, con le pecore che s’infilavano sotto i rovi per mangiarli a quintali, ma man mano che si puliva cominciavano a sparire ma forse non solo per quello perché sono piante che non diventano vecchie. Gli ultimi due anni non c’erano neanche per mangiare, ma ora sembra che qualcosa ha cambiato e ritornano.

Poi oggi ha preso anche la paglia, che hanno battuto il grano e pure in qualche modo è seccato anche il fieno nei giorni di afa passati, mentre adesso c’è un tempo da lavorare con fieno che è solo un piacere: sole e vento e mettere l’erba al sole per seccarlo per gli animali per l’inverno è semplicemente uno dei lavori più belli che esistono.

Tutto questa ricchezza grazie alla stagione per bene mette in evidenza sempre lo stesso problema: la distribuzione. Il pesco quando lo cogli maturo si disfa già mezzo, come fai a farlo arrivare solo in paese, per non parlare della città? Da una parte tanta gente a mangiare la frutta colta acerba e dall’altra piante che nessuno coglie.

Commenti:


  1. Quelle susine lì sono una delle cose che preferisco in
    assoluto(sciroppate), se non sbaglio sono le “coscia di monaca”. Per curiosità, li finisci in un anno 30 kg di marmellata di susine??
    Se non ce la fai a stare dietro a mangiare tutti i fichi che maturano puoi provare questa combinazione:
    fichi
    zucchero
    succo di limone
    scorza di limone
    vino bianco
    bacca di vaniglia
    Il pane che fai con burro e questa marmellata qui
    è senza parole.


    meeme

  2. anche la amrmellata di fichi e noci è una cosa divinaa!


    simo

  3. per cortesia
    potete mettere ricette un po piu precise?
    sarei interessato pure io a conservare prugne e fichi e ricette provate sul campo da amici di vogliaditerra gradirei proprio averle
    grazie


    fabio

  4. Allora: noi si fa così per susine, fichi, more, albicocche.

    Per 1kg frutto (snocciolata) ca. 300 gr zucchero, bollire lentamente mezz’ora o di più finché è densa abbastanza, versare nei vasi (fa comodo quel tipo di imbuto largo da marmellata) chiuderli immediatamente e coprirli con vari teli spessi in modo che la temperatura non cala troppo velocemente.

    Le more e i fichi (buone anche mescolate) si passano per il passatutto quando è quasi pronta, per la consistenza.

    Farla stagionare almeno qualche mese in quanto “matura”, lo zucchero si trasforma in fruttosio lentamente.

    Meeme: 10kg sono ordinati 🙂


    ste

  5. @Fabio
    Prugne: quando i pidocchi non si ciucciavano tutta la linfa e me le lasciavano crescere, le mettevo a cuocere in uno sciroppo di acqua, zucchero(non so dirti quanto, facevo ad occhio), succo di limone e buccia di limone.
    Prima facevo addensare un po’lo sciroppo, poi gettavo le prugne intere e quando erano morbide ma al dente erano pronte per i vasetti, che poi sterilizzavo.
    Ho letto ora che la frutta sciroppata non si cuoce nello sciroppo…io facevo così, la mia dovrebbere essere la “prugna cotta”, quella dell’anziano 🙂

    Fichi: li taglio in quattro, sei spicchi e li metto in una pentola con lo zucchero ( penso circa 300 g al Kg, come dice Ste).Quando iniziano a fondere metto la buccia di limone in scorzette e il succo,non tanto, l’acido non lega bene col fico.
    Unisco mezzo bicchiere di vino bianco,lascio evaporare l’alcool, ci metto mezza bacca di vaniglia aperta, così butta tutti i semini neri.
    Non la faccio cuocere tanto, e non la passo, mi piace vedere le fettine di fico sulla fetta di pane(nero),anche il sapore è diverso, più di frutta, meno di caramella. Come al solito dipende dai gusti,l’importante è che l’acqua in eccesso sia evaporata, una volta che la marmellata è “asciutta” la puoi fare più o meno morbida.
    I vasi con la marmellata bollente li rivolto per dieci minuti su delle tovaglie ripiegate, per sterilizzare anche il tappo.

    Se hai un melognano potresti fare il succo per l’inverno bello astringente.
    Tagli a metà le melograne, come le arance, strizzi
    con lo spremiagrumi,filtri,unisci acqua, zucchero, limone succo(poco), scorzina, tutto q.b, metti nelle bottiglie e sterilizzi.


    meeme

  6. Io nei fine settimana lascio andare tutti quanti al centro commerciale per comprarsi il cellulare nuovo, mentre col mio figliolo ci facciamo largo fra la vegetazione selvaggia alla ricerca di more e ciliegi abbandonati: e che scorpacciate!


    dimi

  7. 300 gr di zucchero per 1 chilo non e’ da prendere alla lettera; se la frutta e’ matura e dolce possono bastare anche 50 gr (o niente; o si puo’ mettere anche il miele)
    Lo zucchero meglio se di canna grezzo biologico.

    Ste nella sua ricetta non pare metta a bagno maria (sterilizzare perche’ duri piu’ a lungo); non so quanto sia importante
    -una volta fatta la confettura, versata nel barattolo e chiuso si mette il barattolo chiuso per circa 10 min in una pentola d’acqua in ebollizione.

    ho scoperto che alla lettera dicesi marmellata solo quella di agrumi l’altra sarebbe confettura (con lo zucchero) e poi c’e’ la composta (solo frutta senza zucchero)
    A venderle mi sto facendo una cultura…

    i 10kg di ste ordinati sono miei!!!


    gennaro

  8. Sterilizzare dopo non serve se si sta attento che la temperatura non cali troppo dopo l’invasamento.

    E non credo che con solo 50 gr la confettura regge una volta aperta, a meno che non ha bollito per ore per ridurre l’acqua.


    ste

  9. Buone, buone le confetture… beati voi che quest’anno avete tanta frutta, noi abbiamo avuto le amarene (e le ho fatte sciroppate), ma il resto è un disastro. I peschi non hanno fatto praticamente niente, quasi tutti hanno “la malattia” (non abbiamo ancora capito se è la bolla del pesco o sono i pidocchi, dicono che i sintomi sono uguali), nonostante i trattamenti (più o meno biologici, al massimo mettiamo la “poltiglia bordolese”, da noi dicono che se non dai i prodotti non li salvi, puoi darci qualche consiglio?). Le poche peschine sono buone ma minuscole. Le prugne anche restano piccolissime, albicocche nisba, neppure una, e il melo che l’anno scorso era sovraccarico quest’anno non ha neanche un frutto:(( I fichi ci sono ma per adesso non maturano.
    Certo, da noi il clima è diverso, sicuramente più freddo, ma il fatto è che piove sempre meno in primavera, quest’anno ormai è da febbraio che non è venuta più una goccia. Piove nelle vicinanze ma noi abbiamo una “nuvoletta di Fantozzi al contrario”, arriva il vento e porta via tutto….:(
    Lo so, sembra che mi stia lamentando troppo, in realtà non era quella l’intenzione, solo qualche consiglio per esempio su dove trovare cure veramente biologiche e in generale come si può fare a curare al meglio gli alberi quando, come noi, non abiti in campagna anche se ci vai più spesso possibile (mai abbastanza!:))
    Resta il fatto che poter curare un orto/giardino è una cosa meravigliosa!


    Alexandra

  10. Per i peschi: la bolla arriva prima, le foglie arriciolate con i pidocchi dopo, e sembrano connesse ma devo studiarci sopra.
    http://www.vogliaditerra.com/p.....pesco.html

    Dicono di dare il rame sul legno anche dopo la caduta delle foglie, ma non ce l’ho mai fatto a pensarci quando era ora. Invece due trattamenti (distanti 10-14 gg) a rame (tutta la pianta) poco prima che fioriscono qualcosa salva (per la bolla almeno)


    ste

  11. Con 50 g di zucchero soltanto, ma anche un po’ di più, regge male anche prima di aprirla.
    Aperta dura meno di una settimana.
    E non è marmellata,non sta bene sul pane, è una purea dolce di frutta da mangiare col cucchiaino.
    Nonostante questo tipo di preparazioni vengano sterilizzate, spesso apri i barattoli e trovi la muffa sul tappo. Siccome costano tale e quale all’oro,
    mi è capitato di mangiarle lo stesso per rabbia, ma immagino che la maggior parte delle persone butti via, come logico. Chi vende non ci fa una grande figura e di solito non lo viene a sapere.
    Il ricettario della Bormioli indica chiaramente che una marmellata invasata bollente, con quantitativi di zucchero sufficienti (loro indicano 700 g per kg di frutta) non ha nessuna necessità di essere sterilizzata, unica accortezza, capovolgere per 5 minuti il vaso su una superficie non fredda.
    Ho marmellate del 2003 che sono ancora perfette e io ho usato molto meno zucchero di quello indicato dalla Bormioli.
    Marmellate invasate a freddo vanno sterilizzate per 20 minuti con acqua che supera il tappo di almeno 5 centimetri.


    meeme

  12. Beati voi che avete le amarene, se ce le avessi farei subito questo succo che sta qui nel ricettario della Bormioli:

    SUCCO DI AMARENE
    Togliete il gambo alle amarene, lavatele e fatele cuocere intere in una casseruola, con poca acqua. Poi passatele attraverso un setaccio di crine a trama piuttosto larga.
    Pesate il succo ottenuto ed aggiungete lo zucchero in proporzione di 500 g per chilo di succo. Per un’eventuale aromatizzazione, potete aggiungere la buccia grattugiate di mezzo limone, oppure un pizzico di cannella o un paio di chiodi di garofano.
    Amalgamate bene ed invasate, lasciando un centimetro e mezzo dall’imboccatura. Applicate le capsule e fate bollire per 25 minuti.


    meeme

  13. grazie a tutti per ricette e consigli.
    per i peschi:io ho dato il rame due volte sul legno in gennaio e febbraio e non ho piu avuto problemi,neanche con gli afidi.
    gli altri anni lo davo piu tardi con le foglie ed era un disastro.


    fabio

  14. a meeme
    non per far polemica solo per informazione (vendo prodotti biodinamici etc tra questi la composta di albicocca, pesca, fragola, susina).
    la composta di frutta (cioe’ zero zucchero aggiunto) non viene per forza un “purea” anzi ci sono anche i pezzettoni dentro. A noi regge anche 3 settimane (anche se finisce in 1 solitamente). Se ti ci abitui, la confettura dopo ti pare un dolcione stucchevolissimo.
    Detto cio’ io sono per un po’ di zucchero di canna grezzo (tipo 20%), che fa un bel lavoro addensante, conservante, esaltante, arrotondante etc.


    gennaro

  15. @gennaro
    Sai che hai ragione? Purea suona offensivo, con o senza pezzettoni, ma è difficile trovare un eufemismo, suona male “passato di frutta”, “crema ” non mi sembra corretto, “mousse”… perchè usare il francese… Sembrano tutte minestrine.
    Anche “spesso apri i barattoli” andrebbe sostituito con ” talvolta APRO i barattoli”.
    Perchè è solo quello che è capitato a me e non è scientifico generalizzare.
    E non penso che chi me li ha venduti non ci fa una bella figura, penso invece che procedimenti più umani e meno industriali contemplino la possibilità del difetto, ma ci si rimane “male” lo stesso, anche perchè chi ha lavorato sodo per preparare la composta,o il succo, o quello che vuoi, non lo verrà a sapere e se nessuno glielo dice è più difficile che corregga il tiro, e rischia di perdere clienti per un dettaglio che non conosce.
    Dico “non lo verrà a sapere” perchè la confettura bio si compra spesso nei mercatini.
    O si prende dal fornitore del gruppo di acquisti solidali, di solito persona splendida e gentilissima, a cui fa davvero dispiacere dire di aver trovato strani abitanti nella composta.
    In questo caso particolare credo che la composta rimanga troppo umida e che questo la renda ancora più delicata, essendo praticamente senza zucchero(ma deliziosa).
    D’accordo al 100 per cento sullo zucchero di canna, ora che insisti e mi ci fai pensare, era l’ingrediente segreto dei “fichi”, effetto arrotondante, sì 🙂


    meeme

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