Vogliaditerra

30 gennaio 2009

Avanti tutta il regionalismo

Luca Zaia è purtroppo un po’ troppo leghista:

Immaginate un’intervista al Ministro dell’Agricoltura giapponese in cui dichiari guerra ai locali etnici e affermi compiaciuto: “Mai mangiato la pizza. Preferisco un sushi di spigola che fanno così bene nella mia Osaka. A Natale mi sono rifiutato di mangiare una mela della Val di Non. Figuriamoci se mangio la pizza”. Cosa pensereste di lui? Che è un samurai rimbambito? Un analfabeta del gusto? Un kamikaze del buon senso? Bè, il nostro Ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, oggi ha risposto più o meno così a Fabio Poletti de ‘La Stampa’:
“Mai mangiato il kebab. Preferisco un panino con la soppressa che fanno così bene nel mio Veneto. A Natale mi sono rifiutato di mangiare l’ananas. figuriamoci se mangio il kebab.

Aggiornamento: Le cose peggiorano:

Ma in pratica a Lucca non si potranno aprire più ristoranti etnici, mentre gelati e panini si potranno continuare a vendere e a consumare in strada.
Il Ministro Zaia ha commentato:
“Il sindaco di Lucca è un mio allievo. La delibera che non ammette l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse, non scopre alcun filone. Benvengano queste prese di posizione che non sono contro qualcuno, ma a difesa di qualcun altro: i nostri imprenditori agricoli, i nostri cittadini, la storia e l’identità produttiva dei territori che stiamo perdendo.”

Commenti:


  1. Non mi sembra una cosa da biasimare, Contadino.
    Primo perchè il ministro Zaia esprime un proprio parere e una propria preferenza in fatto di alimentazione e lo fa in forma civile e senza offendere nessuno a differenza di chi, commentando le sue affermazioni, gli dà del “rimbambito” e – chissà perchè… – dell'”analfabeta del gusto”.
    Secondo perchè Zaia esprime un concetto di buon senso: quello del consumare prodotti nostrani del territorio in cui si vive, quelli che adesso tutti chiamano “a chilometri zero”.
    Se io fossi dalle tue parti, verrei a comprare il tuo olio (di cui parlavi in un blog di qualche tempo fa) i prodotti della tua terra come già faccio con i miei vicini contadini piacentini. Non ci vedo nulla di male. Anzi…
    Se tutto questo significa essere “un po’ troppo leghisti” allora sono “un po’ troppo leghista” anche io che pure sono figlio di padre napoletano e madre siciliana…


    Fabrizio

  2. In teoria hai ragione, ma in pratica mi viene una strana allergia alle sue affermazioni del suo “italiano=buono”, non ci posso fare nulla…
    Come vuole la tradizione, durante il periodo festivo pranzi e cene non mancano. Ma cosa ci sarà sulle vostre tavole? di fronte a quanto sta succedendo io comprerò sicuramente italiano… giusto per stare sul sicuro. Come infatti ho già detto diverse volte, sono più di 8000 i controlli che sono stati fatti da inizio anno, possiamo quindi dire che il prodotto italiano è, oltre che buono e di qualità, anche sicuro. Zampone, cotechino e lenticchie sicuramente non mancheranno a casa Zaia! niente ananas, ma frutta delle nostre aziende.


    ste

  3. volevo giusto scrivere al ministro che, a me, il kebab può andare, anche di fianco alla trattoria tipica toscana, all’osteria piemontese dove mangi le acciughe al verde ed i tomini “elettrici”.
    però, quel kebab, controllalo! fai che si rispetti la tradizione originale e sia fatto di carne di montone, e quel montone sia piemontese, lombardo, sardo, abruzzese, toscano…


    marzia

  4. I controlli son quelli che sono. Poi il maiale nella “soppressa” veneta così amata dal ministro (che immagino una soprassata) è ollandese o belgo?


    ste

  5. Sii…zampone,cotechino 8000 controlli!!!!
    non mangio piu italiano gia da tempo,comincio ad avere dei dubbi anche sulle lenticchie.
    Vado da “Makdonald” almeno so che merda che mangio.

    Un tipo serio


    Un tipo serio

  6. Il punto non è kebab o no kebab, il ministro dimentica il fatto che tutti i prodotti hanno un’origine “altra” e tutti i piatti che noi consideriamo ITALIANI sono frutto di una rielaborazione culturale, stiamo andando verso una cristallizzazione ed una ricerca di purezza etnico-culinaria che, come tempi non troppo passati insegnano, porteranno ad atteggiamenti stereotipati, ad ottuse chiusure a priori, a veri e propri fascismi (ma del resto nel fascismo-leghismo ci sguazziamo già alla grande). Forse la gente dovrebbe viaggiare un po’ di più, non parlo naturalmente della vacanza a Sharm el Sheik o a Santo Domingo; giovani, ricominciate a girare in sacco a pelo, aprite la vostra mente, sviluppatevi un po’…


    Michele

  7. C’era già stato un altro circa 70 anni fa che s’era messo in testa di costruire la pura razza italiana.

    Tenendo presente che il prosciutto di Parma l’ultima volta che è stato fatto con un maiale italiano è stato negli anni ’60, vedete un po’ voi.

    Questa riedizione dell’autarchia fa ridere, in attesa forse di farci piangere amaramente.

    Oltretutto pensate un po’ se per ritorsione ci rimandassero indietro la pasta, chissà che salti di gioia farebbero la Barilla o De Cecco.

    Ma possibile che non si riesca a vedere più in là del proprio naso e spesso neanche quello?


    Tlazolteotl

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