Vogliaditerra

7 ottobre 2008

Uno sguardo sul futuro

In Islanda sono avanti:

… molti di loro hanno scoperto di non poter né ritirare né depositare denaro sui libretti di risparmio

Il consiglio è di non rimandare di molto acquisti di beni utili come terra, case, tende e arnesi vari. Cifre su fogli vari saranno forse solo questo tra breve, compreso le banconote.

PS: A fistful of euros dice che i nostri governanti stanno per seguire esattamente gli stessi ricetti che hanno portato l’Islanda sull’orlo della bancarotta.

Rimane il sentimento forte che i ministri dell’economia compresi i loro sottosegretari sono semplicemente degli incapaci un po’ dappertutto.

Nessun capitano e marinai finti nella bufera.

Commenti:


  1. Acquistare la terra? Ma se un paio di post fa scrivevi che la terra non deve essere posseduta ma solo data in concessione… immagino che tu abbia in concessione (o almeno in affitto) la terra che coltivi e che giammai l’acquisteresti, anche potendo. (piccola, bonaria provocazione)


    Aldo

  2. Verissimo, ma la realtà per ora è che si deve comprarla, almeno se non si riesce di cambiare le leggi…
    Qui ci stiamo pensando come fare per sottrarla sempre ad una possibile speculazione, costituendo tipo una fondazione, una cooperativa che la “possiede” e che lo da in gestione.


    ste

  3. Però per entrare nella cooperativa bisogna cacciare dei soldi, giusto? Dunque siamo da capo…


    Aldo

  4. Sì, ma possono essere anche 50 euro, e la cooperativa deciderebbe a chi dare la gestione del podere e controlla (che rimane bio, che rimane curato ecc ecc).


    ste

  5. sconsiglio la fondazione, costa un fracasso de schei!


    silviu'

  6. 50 euro li ho già in mano ma, non so perché, sono sicuro che anche con 500 non vedrei neppure una spanna di terra. Conosci il detto “nessun cane muove la coda per niente”? 🙂


    Aldo

  7. Ad averci i soldi non rimanderei di certo…
    Ma se prima speravo di riuscire a comprarmi della terra con un finanziamento di qualche sorta, ora il panorama è più che grigio…

    Andrea scripsit.


    andrea

  8. @ Aldo: se vuoi un po’ di terra da gestire te la do io, ho un’abetaia con un piccolo metato che è andato giù il tetto.
    Potresti cominciare con il risanare il metato e vendere tronchi di abete…. ma sono sicuro che non faresti un buon affare, la terra è bassa per chi ne fa una questione di soldi.


    Harlock

  9. @ Aldo: ti offro anch’io un mezz’ettaro di roveto di more con intrappolati dentro una decina d’olmi. Son anni che un m’azzardo a metterci mano..se te la senti ti passo aggratisse anche ir farciotto.


    Uguccione da Lorenzana

  10. Harlock e Uguccione, quanto durerebbe la concessione [ovviamente vincolata con tutti i crismi], se mi facessi carico dei lavori? A fine concessione, come rientrerei delle spese vive sostenute per attuarli? E, soprattutto, dove sono i terreni in questione? (la terra non si può spostare in giro per il mondo e, realisticamente, a oltre quarant’anni non è che uno abbandoni un mestiere stabile, una casa di proprietà e la famiglia per correre dietro a un roveto da 5000mq, in effetti una spanna, in prestito)

    P.S. per Harlock: quanto è estesa l’abetaia e in che stato di salute si trova? Età media degli alberi? Altitudine? Pendenza? Disponibilità d’acqua? Natura e stato del suolo? Stesso discorso per i rovi e gli olmi di Uguccione. Inoltre, se c’è un metato ci saranno anche dei castagni: anche per questi occorrono più dettagli. Non è che abbiate detto molto.


    Aldo

  11. “La terra è bassa per chi ne fa una questione di soldi”.
    Aldo, mi sembra non ci sia miglior modo di risponderti.

    Saluti


    Uguccione da Lorenzana

  12. Il metato – che in dialetto si dice piu’ o meno (a)mtaat – qui e’ la casetta in cui seccare le castagne. E’ la stessa cosa anche da te, Harlock?


    upuaut

  13. @Aldo:
    Una famiglia, una casa di proprietà, un lavoro stabile… e vorresti pure la terra in concessione sotto casa?
    Cavallo goloso…


    anjin

  14. La passione e la forza di volontà riesce a far sopravvivere ancora questi ultimi contadini veri, che di certo non svolgono il loro compito quotidiano per per un ritorno economico.

    Il piccolo metato che sembrerebbe appunto un seccatoio per le castagne, è in una zona molto bella, panoramica, con veduta di Pistoia.
    Ma ormai c’è solo cinquemila metri quadrati di abeti alti una ventina di metri.


    Harlock

  15. Grazie Harlock. Dunque nulla su cui fondare una attività agricola di lungo periodo. Da quel che scrivi pare che il concetto di “terreno marginale” possa essere appropriato. Mi sa che tutto quel che potresti trovare sarebbe qualcuno disposto a radere al suolo gli abeti, venderne il legname e sparire lasciando il suolo al suo destino. A quel punto, è meglio che il metato rimanga diroccato e quei (pochi) abeti in piedi. Se non altro contribuiscono a costituire un misero pezzettino di panorama superstite.


    Aldo

  16. …OK è sicuramente quello che farò.

    Lasciamo l’attivita agricola al terzo mondo, loro sanno quello che si deve fare, tanto il legno puo’ benissimo essere sostituito dalla plastica e meno male che la plastica non l’hanno scoperta mille anni fa sennò adesso non ce ne sarebbe più.


    Harlock

  17. ciao a tutti,

    vi passo un’idea in costruzione che sta per nascere nel gruppo (su google) di centrofondi: i GAT (gruppo acquisto terreni), ne stà studiando la possibile attuazione l’avv Rosanna Montecchi che ne ha avuto pure l’ispirazione.

    se c’è qualcuno interessato si faccia vivo da quelle parti (centrofondi.it)

    JT


    jacktisana

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