Vogliaditerra

12 ottobre 2008

Un giorno ordinario di fine agosto

Con la differenza che abbiamo il 12 di ottobre. La casa piena di mosche e cimici, gli ulivi gialli dalla siccità e pini che stanno già seccando, mentre le acacie, gli pioppi e altri si difendono buttando via le foglie che vengono mangiati volentieri dalle pecore nella polvere.

Gli alberi devono andare avanti con quel poco di rugiada delle mattine.

Ma sembra che non basta la stagione fuori binario a fare danni, ci si deve mettere pure il governo a distruggere quel che restava da una istruzione pubblica di qualità per tutti. E il brutto è che non è limitato all’Italia, il contadino deve apprendere da una amica maestra di musica che per esempio in Svizzera seguono esattamente la stessa strada.

Deve essere lo Zeitgeist, vogliamo piazza pulita, e le guerra facciamo all’estero ora che prima si faceva così.

Commenti:


  1. Buongiorno Ste.

    Già, in effetti sembra che le cose non si mettano tanto bene.

    Perlomeno noi che abbiamo un pezzetto di terra magari mangeremo qualcosa anche in futuro (se non vengono a fregarcelo), ma chi sta in città…?

    Non li ho mai invidiati, ma ora molto meno che in passato!

    Quanto alla produzione di vino…. a parte una scarsa riuscita in termini di resa uva/vino, per me la produzione è scesa del 60%…
    Il mio suocero ne aveva più deglia anni scorsi, e pure bella….
    Così come un mio vicino inglese al quale curo io il terreno(e ho dato io i trattamenti… quindi non capisco la differenza con la mia… a pochi metri di distanza…)

    Zeitgeist o no, cercheremo di farcela. Comunque mi sa che stiamo tornando indietro in tante cose.
    Per quanto riguarda l’istruzione, evidentemente si sono accorti che c’erano troppi laureati in giro, quindi, restringendone l’accesso si diminuiscono quelli che richiedono lavori di alto livello… per me non c’è altra spiegazione.

    Teniamo duro, per la nostra terra e per i nostri figli. Speriamo solo che non si mettano in testa di fare qualche guerra, costruendosela a misura loro!

    Ciao a te e a tutti i frequentatori del blog, sicuramente più interessati alla vita vera dei campi che a quella finta che troppo spesso vediamo in giro.

    GiBi
    Lucca


    GiBi

  2. Ciao GiBi, ciao Ste, ciao Aldo.
    Geppetto


    Geppetto

  3. GiBi, un’altra spiegazione per lo smantellamento dell’istruzione pubblica c’è, a mio parere. Smantellare l’istruzione pubblica fa quantomeno tris con lo smantellamento delle ferrovie dello stato e della sanità pubblica. Smantellare l’istruzione pubblica significa di riflesso favorire quella privata. Se hai fatto caso, si è a buon punto per fare in modo che i fondi originariamente destinati alla scuola pubblica finiscano nelle mani della scuola privata. La scuola privata, in Italia, è primariamente in mano alla chiesa cattolica che, guarda caso, è tutta zucchero e miele con esponenti del governo di turno. Strane coincidenze che dovrebbero insospettire.

    Aggiungi che tagliare il personale pubblico è un chiodo fisso da decenni e il quadro s’arricchisce d’un altro tassello. Quanto il personale perso dalle ferrovie? Quanto quello perso dalla sanità? Quanto quello perso, di recente, da Alitalia? E, dulcis in fundo, quanto sarà quello perso nell’istruzione?

    Siamo di fronte allo smantellamento dello Stato. E, non dimentichiamolo mai, lo Stato siamo noi. (non confondiamo lo Stato coi governi, che sono altra cosa) Dopo c’è solo il far west.


    Aldo

  4. D’accordissimo. Lo Stato potrebbe diventare un opera d’arte di legislatura, invece da una parte si cerca di tolgierlo di mezzo con le sue leggi e controlli e dall’altra parte quando il privato è a terra (come ora le banche) ben venga lo Stato a rimediare il danno.

    Il problema è sempre che non si rispetta la triarticulazione: l’economia oggi cerca di dettare legge per lo stato (la sfera del diritto = ugualianza) e la sfera culturale (educazione, cultura, vita spirituale = libertà).

    E l’economia sana sarebbe fratellanza: scambio di beni e non concorrenza agguerrita…


    ste

  5. Ciao Ste, Ciao Aldo.
    Condivido.
    Gli interessi privati su tutto… e sempre dei soliti, fra l’altro…

    Accidenti ai soldi e chi li ha inventati!


    GiBi

  6. Ah, dimenticavo; ciao Geppetto!


    GiBi

  7. Grazie GiBi, sei l’unico che ha contraccambiato il saluto.


    Geppetto

  8. Geppetto, davo il saluto per implicito! Ciao, nè? ( è da intendersi come il tradizionale intercalare piemontese)


    Aldo

  9. Distratto dalla siccità… ciao!


    ste

  10. ciao a tutti!

    certo che siamo al collasso generale, ma questo ha un risvolto molto positivo per chi, come noi credo, pensa fuori dagli schemi. ci sono molte persone che stanno costruendo cose nuove basandosi su etica e solidarietà: arcipelagoscec per esempio (arcipelagoscec.org)

    grazie

    JT


    jacktisana

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