Vogliaditerra

18 luglio 2008

Meglio tardi che mai

Nell’anno 1924 Rudolf Steiner nel suo Corso sull’agricoltura parlava tra altro anche delle differenze dei vari tipi di azoto, definendo quello contenuto nell’aria “morto” (se sarebbe vivo l’uomo non potrebbe avere una coscienza lucida, sarebbe in uno stato tipo sognante) e quello nel letame “vivo”, e che “concimare” significa in verità vivificare la terra. Per la scienza materialistica azoto è semplicemente l’elemento N ed è tutto uguale e concimare vuol dire mettere a disposizione delle piante degli elementi come N, P, K,Mg e altri.

Ma anche la scienza qualche passo fa e ora hanno messo a punto un metodo d’analisi per distinguere i prodotti biologici da quelli convenzionali:

Uno dei criteri di crescita utilizzati nell’agricoltura biologica è l’impiego di fertilizzanti organici, che spesso contengono anche deiezioni animali. Durante la crescita, frutta e verdura si trovano così ad assorbire azoto dal fertilizzante ed è proprio questo atomo che viene analizzato nel test.

L’”impronta” dell’isotopo di azoto proveniente dal letame animale è diversa da quella lasciata da un prodotto chimico industriale.

Scoperta scientifica con quasi 100 anni di ritardo rispetto al Dottor Steiner: N non è sempre uguale a N.

Commenti:


  1. Che si possa `tracciare il percorso` di un alimento attraverso gli isotopi di uno dei suoi componenti (azoto in questo caso)e’ roba da lab neozelandese soltanto..

    Intanto non si dice quale isotopo dell’N si prenda in considerazione (ne esistono parecchi radioattivi..spero non sian quelli), se poi si prende in considerazione il piu’ comune (14N diffuso oltre 99%) non vedo perche’ questi dovrebbe esser presente nei fertilizzanti biologici e non in quelli ‘abiologici’..a meno che non si voglia riconoscere agli isotopi una certa attitudine nel discernere su argomenti inerenti l’ambiente.

    E’ sempre nell’uso scialacquone di criteri scientifici (chimica, fisica e biologia) che certo `new age di ritorno` continua a cagarsi addosso.

    Saluti


    Uguccione da Lorenzana

  2. Il concime chimico puzza ed è bianco, il compost profuma ed è nero. Fai tu, non ci vuole l’analisi spettroscopica dei isotopi di azoto o quello che è per capire certe cose.


    ste

  3. Caro Ste, tu hai certamente ragione nel dire che l’azoto del letame e quello dei concimi chimici non hanno lo stesso effetto sulle piante. Perché la vita è complessa, e non conta solo l’elemento chimico, conta il modo in cui è legato agli altri atomi, e il modo in cui le molecole interagiscono tra loro nei processi che chiamiamo “vita”.
    Ciò detto, devo dirti che questa notizia qui secondo me è una bufala. Che sia nel letame o nell’aria, la composizione isotopica dell’azoto non può essere che la stessa. L’abbondanza dei diversi isotopi è una questione fisica, che sta ad un livello basso della scala della complessità. Quello che menzionavo prima, le molecole in cui l’azoto è contenuto, sta ad un livello più alto, quello chimico. Poi c’è un livello ancora più alto, quello biologico, ossia come queste molecole vanno a costituire organismi viventi (per esempio i batteri) ed entrano nel loro ciclo vitale. Anche questo è importante nel distinguere l’azoto “vivo” da quello “morto”. E’ nei livelli alti della complessità che sta la differenza, non al livello della fisica.
    In ogni caso, come dici tu, basta odorare per capire la differenza, al di là delle spiegazioni scientifiche. Il che poi significa usare uno strumento di analisi estremamente complesso e raffinato.


    Deserteur

  4. La notizia lo prendo per buona, ma hai ragione, potrebbe essere anche una mezza bufala in quanto ci sono interessi economici di vendere quel test. Ho cercato un po’ e trovato l’abstract e l’articolo originale.
    Viene fuori che per le piante che mettono meno di 80 giorni alla maturazione l’evidenza è buona, mentre per quelli che crescono più lentamente ci vorrebbero più studi ancora. Il CNS è un ente di ricerca statale:

    GNS Science is a research Institute owned by the New Zealand Government and incorporated on 1 July 1992.

    Our purpose is to understand earth systems and technologies and to transform this knowledge into economic, environmental, and social benefits for New Zealand.

    La scienza materialistica si ferma alla materia per forza e per i mezzi, mentre nel regno vegetale, animale e dell’uomo non basta studiare la materia per capire i fenomeni. Steiner amplia i concetti: corpo materiale, eterico, astrale.


    ste

  5. Dice l’abstract:
    `these vegetables tend to be significantly more enriched in 15N than conventionally grown vegetables and natural soil N. For slower growing organic produce (maturity time to harvest of >80 days),

    ma soprattutto chiude dicendo:
    more information would be required to understand isotopic variations and fractionation effects between vegetables and soil over time as the technique does not discriminate organic from conventional regimens for these vegetables with as much certainty.

    Che e’ come dire sembrerebbe possibile utilizzare un isotopo per tracciare il tipo di concime utilizzato ma da qui a capirci qualcosa potrebbe passare qualche secolo..

    Poi che uno ci scriva l’articolo spacciandola come la scoperta del secolo e un altro lo posti nel blog sono un altro paio di maniche.
    Ma qui si va nel campo dell’informazione e dei mezzi che si utilizzano.

    Saluti


    Uguccione da Lorenzana

  6. Che i giornali fanno così si sa, spariscono i condizionali e i congiuntivi.
    E te nel tuo intervento hai soppresso che la seconda citazione si riferisce ai vegetali con tempo di maturazione sopra i 80 giorni. Per dire.

    Il succo rimane. Azoto non è azoto, e per me nessuna scoperta nuova.


    ste

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