In memoria di Fritz
Niente, era tornato stanotte per morire sotto l’acquaio accanto la cisterna, e non si sa cosa aveva.
Era un po’ che mancava, cinque sei giorni, ma per i maschi è normale questo. Quando era giovane, molto giovane, aveva presa un pinzo di un ape mentre beveva che anche le api bevevano lì, sopra la cisterna. L’infiammazione era salita per le guance per finire nelle punte delle orecchie che marcirono. Questo gli ha dato quel aspetto da lince. Poi ronfava appena lo toccavi, dall’inizio. Un anno di vita, e anche questo succede spesso, per i maschi.
Era speciale.









mi spiace molto… posso capire perchè abbiamo 7 gatti e sono parte della nostra famiglia,ciao val
valverde 28 giugno 2008 alle 23:06
io ne avevo uno simile,una femmina semiselvatica ma tenerissima con i figli e con me,dopo anni di lentissimo avvicinamento.ora non c’è piu ma rimarrà per sempre quello che ha dato.
fabio 29 giugno 2008 alle 06:08
MI dispiace..
Aspirante contadino 29 giugno 2008 alle 11:29
un bacino
mrm 29 giugno 2008 alle 14:28
Chissà se Fritz giocherà con il nostro gatto ora!
Troppe volte gli esseri umani celebrano esageratamente i propri simili (anche se non lo meritano) e troppo spesso invece non ne danno a chi lo merita.
Sergio
sergio 30 giugno 2008 alle 08:05
Comprensione totale da parte mia.
Io sono stato di un gatto per 17 anni…
silviu' 30 giugno 2008 alle 12:34
Caro Ste,
quando è morto il mio gatto tanti anni fa gli ho scritto queste parole.
Un caro saluto a te e un pensiero per Fritz. ciao
marco
Mi trovo
scaraventato a terra
dalla tua eccessiva innocenza
rappresa nella morte, e nel vento
Ormai non resta che questo,
solo omaggio a un legame terreno.
Si dirà: solo un gatto.
Ma anche un piccolo aratro
pure incide dei solchi alla terra.
Con affetto, e dolore.
E nella casa
di un uomo,
proprio in questa casa,
improvvisa, si è spenta una luce.
Marco 30 giugno 2008 alle 21:15
Mi dispiace molto per il giovane Fritz.
Laura 01 luglio 2008 alle 23:37