Oggi i Rom domani tu
Una domanda semplice alle “comunità”: perché la comunità ebraica, quella omosessuale e tutte quelle che vivono e che hanno vissuto sulla loro pelle il razzismo, la prevaricazione, la violenza e la discriminazione non forniscono un attestato di solidarietà al popolo dei rom, oggi qui in questo magnifico luogo che si chiama Italia?
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Se non glie lo danno gli altri, l’attestato di solidarietà glie lo do io. Ho sangue zingaro nelle vene: sette generazioni fa, pare. E quel sangue adesso mi bolle dentro nelle vene.
Maria Ferdinanda Piva 15 maggio 2008 alle 21:38
Nel Paese della Mafia, della Camorra e della ’Ndrangheta, il primo nemico delle sicurezza non è il crimine organizzato, bensì la gente che prova a fuggire dalla povertà.
guerrillaradio 15 maggio 2008 alle 22:41
Secondo me, perchè il pregidizio contro i rom è radicato trasversalmente in tutte le comunità, comprese quelle elencate da te.
Aggiungo, tutto questo è terribile.
Vedo un quadro sociale che tende a radicalizzarsi verso valori di sopraffazione che mi lascia molto preoccupato(vedi ronde, pacchetto sicurezza, attacco al diverso i fatti di Verona ecc.)
edoardo 16 maggio 2008 alle 10:05
Posso buttarla lì?
Perché ebrei e gay/lesbiche sono oramai comunità vincenti.
Quindi perfettamente integrate nella struttura di potere.
O no?
silviu' 16 maggio 2008 alle 13:33
sottoscrivo, pur non facendo parte di nessuna comunità, banda o congrega
o forse
sottoscrivo, perché non faccio parte di nessuna comunità, banda o congrega
aitan 16 maggio 2008 alle 19:26
Avremo la “Giornata dell’orgoglio Rom”
… nn lo scrivo per polemizzare
… anzi.
Patt 17 maggio 2008 alle 14:14
qui la cosa si fa davvero seria…
se l’opinione pubblica italiana è così assuefatta alla comunicazione televisiva da non indignarsi di fronte a fatti del genere c’è da cominciare davvero a tremare…
persino i politici cosiddetti di sinistra non si sono indignati…
oppure… ciascuno sta indignato nel proprio angolino proprio come sto facendo io e non scende in piazza, non urla il proprio sdegno. le poche persone che l’hanno fatto a napoli sono state definite su una radio che sicuramente non sminuisce i numeri “uno sparuto manipolo di manifestanti”
al giorno d’oggi è davvero difficile fare gruppo, ma forse occorre davvero tornare a stare insieme per farsi vedere, o forse anche questo non servirà a niente, ma credo sia il tempo per lo meno di provarci…
ciao, barbara
barbara 17 maggio 2008 alle 22:18
Barbara,
vengo tardi ma pure io dico
coe te!
“c’e da cominciare veramente a tremare”
e una vergogna di essere umano.
Un tipo serio.
Un tipo serio 22 maggio 2008 alle 22:32
Silviu’: Però definire la comunità gay/lesbica “vincente” mi pare un tantino eccessivo…
alicesu 23 maggio 2008 alle 16:44
lasciando fare perderemo quel poco che ci e’rimasto
luigi 26 giugno 2008 alle 10:09