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M’illumino di più

Siccome del illuminarsi di meno parlano già tutti qui si guarda già oltre o meglio: dentro. Il problema non è se riusciamo di mandare avanti internet con pannelli fotovoltaici o trovare un bioetanolo fatto dalla spazzatura di tutte le Napoli per poter continuare a spostarci da A a B. Il problema che sta alla base è il nostro sé, o meglio cosa crediamo che sia il nostro sé. Noi, insomma. La natura seriamente compromessa e 100 milioni di morti per guerra in un secolo solo: complimenti alla ratio nostro. Qui c’è qualcosa che non va, e non si tratta di trovare un sostituto al petrolio poi saremo tutti felici.

(Forse qualcuno l’ha intuito, questo è il post sull’arte di morire prima di morire)

Quel che dobbiamo lasciare morire è il nostro ego fasullo, quel coso che ha sempre paura, che si sente minacciato dalla minima critica e che usa tutto per gonfiarsi: successo, denaro, gioe fisiche e non, acquisti, droghe – tutto e di tutto di più perché non basta mai. Questo meccanismo moltiplicato per 6 miliardi o quanti siamo già ci ha portato dove siamo. E non ci sarà una soluzione politica o tecnologica. La soluzione è nelle nostre mani.

Il fatto è che il contadino sta leggendoIl Potere di Adesso di Eckhart Tolle, un libro molto semplice e molto chiaro. Il chiaccheratore nella nostra testa copre ogni momento o con futuro e con del passato, mentre tutto che succede può succedere solo ora perché il tempo iin verità non esiste.

E’ la nostra mente a causare i nostri problemi, non le altre persone, non “il mondo esterno”. E’ la nostra mente, con il suo flusso di pensieri pressoché costante, che pensa al passato e si preoccupa del futuro. Noi commettiamo il grave errore di identificarci con la nostra mente, pensando che questa sia la nostra identità, mentre in realtà noi siamo esseri ben più grandi.

Ora basta con l’omelia, ecco un estratto del libro e una intervista.

11 commenti

  1. upuaut 14 febbraio 2008

    Alcune delle strategie dell’io sono estremamente abili, eppure non risolvono mai alcuno dei suoi problemi, semplicemente perché l’io stesso è il problema.

    Splendida.

    L’impostazione sull’Adesso e’ la stessa dello Zen. E’ qualcosa che vorrei tanto riuscire a mettere in pratica.

  2. upuaut 14 febbraio 2008

    Anzi, sai che ti dico? la metto come mumbling. Grazie dell’hint. 🙂

  3. ste 14 febbraio 2008

    mumbling?

  4. francesca 14 febbraio 2008

    Bellissima intervista 🙂

  5. upuaut 16 febbraio 2008

    Si, scusa, il mumbling e’ quella roba che ho nel blog in alto a destra, una frase che cambio ciclicamente. 🙂

  6. catcherintheriot 17 febbraio 2008

    Il sospetto che il problema non sia la fuori sta venendo a molti. È vero che tanti sono arresi all’apparenza del mondo, ma è anche vero che sempre più persone semplicemente smettono di costringersi in forme che non gli appartengono. Da qualche parte ho sentito che la vita è una forma irrigata dalla materia. La nostra anima è la matrice e basterebbe non vergognarsene per cominciare bene questo nuova era.

  7. Geppetto 17 febbraio 2008

    E bravo questo Eckhart Tolle (in crucco):
    http://www.youtube.com/watch?v=qfEGpbffKi0
    Forse mi aiutera’ pure a vivere meglio.

    Questo genere di pensieri, antichi come il mondo, fa senz’altro bene all’anima.

    Vanno mediati con il proprio modo di essere, la propria storia, la propria autonomia di pensiero ed il proprio modo di essere.

    Grazie, Ste

  8. ste 17 febbraio 2008

    Grazie per il link ai video, quando arriva l’adsl qui me lo guardo.
    Dopo sarò illuminato 🙂

  9. gennaro 19 febbraio 2008

    quel che dice Eckhart mi piace molto e penso che la via sia quella; smettere di costantemente cercare, in un modo o in un altro, in grande o in piccolo, la propria affermazione, arrendersi. Pero’ come si affrontano le preoccupazioni legate al materiale, alla sussistenza, mangiare, tetto, bollette.
    Posso forse (difficilissimo) lasciar stare le mie ambizioni e il mio desiderio d’affermazione ma le preoccupazioni legate alla sussistenza come le affronto?

  10. ste 19 febbraio 2008

    Il sé è sempre preoccupato, vive di questo, non c’e mai una siuazione esteriore dove manca nulla.

    Se si riesce a vivere nel momento cambiano le azioni proprie (non generano più karma) e di conseguenza anche tutto il mondo esteriore cambia.
    Cristo diceva: “Guardate i cigli nel campo, non si preoccupano del domani e pure vivono.”

    E noi diciamo “Ma…”

Commenti chiusi.

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