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Moratoria per il pensare

Il contadino c’è l’ha fatto di non seguire le notizie per due settimane. L’unica cosa che l’ha raggiunto era quella dell’assassinio di Benazir, perché l’ha raccontato un amico. E anche i blog non l’ha seguito di molto, ma dai post sull’aborto che aumentano in modo esponenziale (1, 2, 3 pare che è successo qualcosa, una moratoria fuori luogo o qualcosa di simile deve essere. Forse domani riaccende la radio per capire meglio. Forse.

Comunque se il Papa spiegasse le leggi del karma invece di tirare fuori il diavolo (che tra Lucifero e Arimane ci sarebbe anche da distinguere oggigiorno) tutta ‘sta confusione si poteva anche evitare. Se uno si vuole incarnare sceglie il tempo, il paese e i genitori, perché ha da fare e finire e rimediare certe cose, deve incontrare certa gente e così via. Se ora questi genitori (non c’entra ovviamente se sono sposati ose si conoscono da tre ore) usano preservati e pillole varia deve aspettare un po’, e magari si stufa col tempo e si sceglie un altra coppia alla fine. Se invece riesce dicominciare inCarnarsi e la donna, l’uomo, la famiglia o il dottore decidono di interrompere questo lungo processo ritorna dov’era e aspetterà dell’altro, per forza. E questi che hanno presa la decisione se ne prendono la responsabilità karmica per quello che hanno fatto, anche il dottore e quelli che fanno le leggi insensati, tutto lì.

4 commenti

  1. ste 7 gennaio 2008

    Sono profondamente in disaccordo con quasi tutto il testo.

    Nessuno viene al mondo per propria scelta. Invece penso proprio di sì: abbiamo estremamente bisogno di fare le esperienze che si possono solo fare sulla terra qui in un corpo, e lo possiamo fare in nessun altro posto dell’universo. Impedire di incarnarsi agli altri sarebbe il blocco totale dello nostro sviluppo spirituale, e c’è chi vuole proprio questo.

    Quell’idea del volere uscire della ruota delle incarnazioni è del primo periodo culturale dopo Atlantide, quello pre-indiano appunto. Basta qui, fa schifo, tutti indietro nel mondo spirituale.

    Siamo gli unici che hanno la libertà, né angeli né morti né gnomi, silfidi e elfi l’hanno. E la loro sorte dipende da noi in qualche modo, e non dobbiamo scappare.

  2. gerardo 7 gennaio 2008

    Io so appena che la chiesa usa il randello della teologia morale solo sulla povera gente. Nei confronti delle abissali immoralità dei potenti, invece, se la cavano sempre e solo con una predica dal balcone.

  3. Rosy 7 gennaio 2008

    Sono completamente d’accordo con il tuo post.

    Rosy

Commenti chiusi.

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