Vogliaditerra

11 novembre 2007

Il petrolio sul piatto

Ormai si dovrebbe sapere che l’agricoltura industriale è affamatissima di petrolio, sopratutto per estrarre il concime chimico dall’aria (ci vuole 450°C e una pressione di 300 bar per spaccare il N3 che forma l’80% dell’aria) e per la meccanizzazione:

Se consideriamo anche il costo energetico dell’intera filiera alimentare (altre 20000 kcal), scopriamo che per la nostra alimentazione quotidiana spendiamo circa un terzo del petrolio totale.

Beh, un sistema come questo si regola da sé, nel senso che il rincaro del petrolio si trasforma direttamente in un rincaro del cibo convenzionale – prodotti elaborati e fuori stagione che arrivano da lontano saranno i primi a sparire. Addio fragole spagnole d’inverno.

Commenti:


  1. Beh, finalmente un effetto collaterale positivo.

    Una prece per le fragole spagnole d’inverno 🙂

    ciao


    equipaje

  2. Equipaje mi ha tolto le parole di bocca… 🙂
    L’altro ieri ho fatto i biscotti, prima volta nella mia vita. Che siano venuti bene non lo dico solo io ma anche il consorte buongustaio.
    I biscotti vanno ad aggiungersi alle salse, alle marmellate, alle torte e tra poco anche al pane, visti i prezzi…:-(
    Tutte cose che, ho scoperto con qualche dose di sorpresa, non solo non nascono nei supermercati già impacchettate o sottovetro, ma sono anche abbastanza facili e relativamente veloci da fare.
    Poi come puoi intuire non compro praticamente più frutta e verdura, visto che stiamo diventando contadini sempre più bravi.
    Farina, pasta, legumi ecc. le compro dai Gruppi di Acquisto (splendida invenzione, li consiglio a tutti!)
    Nel mio piccolissimo, qualche goccia di petrolio in meno… un pochino di fatica in più, ma è fatica (quasi sempre) molto allegra, e vuoi mettere la soddisfazione?!
    Una cosa ti invidio un sacco, ed è il somarello. Adoro gli asini, sono bestie meravigliose. Se un giorno riuscirò a realizzare il mio sogno di vivere in campagna adotterò tutti gli animali che posso, e gli asini sono i primi della lista!!


    Alexandra

  3. Anche a me non dispiace affatto. Anzi, l’idea di avere la frutta e la verdura di stagione, e solo nella loro stagione, mi piace parecchio. Le cose diventano piu’ preziose, quando diventano piu’ rare. E forse servira’ a rammentare a qualcuno che i telefonini e gli ipod non si mangiano; e che cio’ che si mangia e’ degno di una maggiore attenzione, e di maggior rispetto.


    upuaut

  4. Upuaut: “[…] i telefonini e gli ipod non si mangiano; e che cio’ che si mangia e’ degno di una maggiore attenzione, e di maggior rispetto.”

    Da incidere, dipingere, affiggere, mandare a memoria, recitare, declamare… sempre e dovunque. Quel che mangiamo NON cresce sugli scaffali d’un supermercato ma ci arriva dopo una lunga, lunga serie di passaggi alla base della quale sta SEMPRE la terra (oltre a tante altre cose magari utili ma un po’ meno essenziali).

    Chissà, forse i polli nella stia pensano che il mangime cresca nella mangiatoia della loro gabbia. Forse anche molti di noi la pensano così. Credo (spero) per leggerezza ed ignoranza, più che per vera stupidità.


    Aldo

  5. Sì. Quel che dice Upuat ricorda il grande capo indiano (mi ricordassi chi, ma forse il nome non è così importante), cito a memoria:

    “quando avrete tagliato anche l’ultimo albero, vi accorgerete che il denaro non si mangia”

    (Ste, disculpa l’abuso di spazio di commentario. Maldito contadino. Mi hai rubato il nome giusto per un blog. Con alcuni anni d’anticipo, ma che fa 🙂

    Besos a vos y a las/los demas *


    equipaje

  6. La mia paura è che una drastica restrizione energetica invece di renderci più razionali ci faccia diventare solo depressi e confusi, aumentando l’inefficienza. Ci vorrebbe una politica dalla mano salda per guidare un processo di ridefinizione dei costi energetici complessivi ma i politici tedeschi, francesi e spagnoli hanno già da fare a casa loro e noi ci dobbiamo tenere Mastella e Tremonti.


    gerardo

  7. Equipaje, proprio quello avevo in mente, quando ho scritto quella frase (e nemmeno io ricordo il nome). Hai vinto un’altra fetta di torta. 😛


    upuaut

  8. [Non per guastare, ma il discorso del capo indiano Seattle è un quasi falso, la versione famosa è la terza. I riferimenti ecologici sono aggiunte di Ted Perry]

    Io spero che la crisi sarà una chance…


    ste

  9. E’ un falso, pero’ e’ vero. 🙂


    upuaut

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