Vogliaditerra

6 novembre 2007

Contro l’isteria CO2

Nel suo piccolo il contadino la pensa uguale da un bel po’ e quindi sottoscrive il discorso di John R. Christy – uno fra le migliaia di scienziati che hanno partecipato all’IPCC – scritto giovedì scorso sul Wall Street Journal:

“Madre Natura opera ad un livello di complessità che, per il momento, va oltre le possibilità di comprensione dei comuni mortali (come gli scienziati)”

Per lo studioso dell’Università dell’Alabama, i climatologi odierni hanno perso una dote fondamentale per ogni scienziato: l’umiltà. Invece di parlare ricordando i limiti della scienza, i climatologi di oggi si pongono come se avessero la verità in tasca e saltano subito alle conclusioni.

“La mia esperienza come insegnante missionario in Africa mi ha aperto gli occhi a questo semplice fatto: senza accesso all’energia, la vita può essere brutale e corta. L’impatto incerto del riscaldamento globale in un distante futuro deve essere confrontato con i disastri che abbiamo davanti oggi. Il Copenhagen Consensus del 2004 di Bjorn Lomborg, un’analisi costi benefici delle questioni sanitarie operata da economisti di chiara fama (inclusi tre premi Nobel), ha calcolato che spendere in sanità per cose come i micronutrienti per i bambini, l’HIV/AIDS e la purificazione dell’acqua porta benefici da 50 a 200 volte maggiori di quelli diretti a cercare di limitare marginalmente il “riscaldamento globale”. Data l’incertezza scientifica e la nostra relativa impotenza riguardo al cambiamento climatico, l’imperativo morale qui mi sembra chiaro.”

Forse anche qui la verità sta nel mezzo: Siamo responsabile del cambiamento climatico in atto, ma le misure che stiamo per prendere peggiorano forse solo la situazione (esempio biodiesel) e guardando solo il CO2 perdiamo d’occhio altre cose. Per esempio: Una grande opera come la diga delle Tre Gole in Cina non produce CO2 ma cambia tutto la distribuzione dell’acqua sul pianeta. Effetto climatico garantito.

Commenti:


  1. penso che il biodisel venga considerato non tanto per la riduzione delle emissioni di co2, ma bensi’ come alternativa al petrolio… effetti disastrosi su’ ambiente, costo terra e alimenti assicurati…


    gennaro

  2. mi sembra stupido obbligare l’1 o il 2 % di carburanti di origine rinnovabile… e non insistere sul risparmio energetico che ci farebbe risparmiare percentuali a 2 cifre!
    per alleggerire il gioco del petrolio, oltre alle rinnovabili, c’è anche la diminuzione dei consumi o un loro utilizzo più efficiente.


    ilGab

  3. Mah, credo che nessuna persona seria voglia limitare il consumo di enrgia di un africano che vive in una baracca senza elettricità, ecc. Si parla di paesi ricchi, paesi che usano le risorse come se fossero infinite.
    Credo però anche che gli effetti disastrosi dello spreco di energia di tutti quei paesi che corrono e corrono per la “crescita” non si possano proprio più negare, li abbiamo davanti agli occhi, e non si parla di un lontano futuro, ma del futuro dei nostri figli, se non nostro. 10-15, forse 20 anni. Senza parlare delle alluvioni spaventose che forse non ci interessano perché capitano in paesi dove non andremo mai, ma che sono il frutto dei disboscamenti, della guerra all’ambiente e sì, probabilmente anche del riscaldamento globale.
    Giusto spendere in medicine e alimenti, certo. Ma giusto anche far presente che medicine e alimenti, invece che coi soldi usati per cercare di limitare il riscaldamento globale (quindi di limitare i nostri enormi sprechi), si potrebero acquistare coi soldi utilizzati per continuare a produrre e consumare petrolio, nucleare, condizionatori e varia roba in eccesso, dannosissima non solo per l’ambiente e l’atmosfera, ma anche per l’uomo.
    Per il petrolio si combatte, si uccide e si muore.
    Una diminuzione del riscaldamento, conseguenza dei nostri sprechi, avrebbe effetti positivi per noi e anche in Africa, dove già sono senz’acqua. Se i ghiacciai continuano a sciogliersi come stanno facendo (e sta già succedendo, non succederà chissà quando) la desertificazione non potrà che aumentare.
    insomma, io credo che le conseguenze delle cose siano molto più complesse di quanto sembra, e forse vedere un bambino che muore per mancanza di medicine può far perdere di vista la vita di quelle migliaia di bambini che vengono mandati a morire nelle guerre che si combattono perché i pochi che l’energia già ce l’hanno ne possano avere sempre di più, e quelli che ne hanno troppo poca ne abbiano sempre meno.


    Alexandra

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