Nobel fuori posto
Così al caldo al contadino sembra che la scelta del comitato di dare il premio Nobel per la pace ad Al Gore poco comprensibile. Un risultato della sua campagna è che siamo quasi entrato in una guerra contro il riscaldamento globale (mentre è diventato pane quotidiano quello contro i terroristi); ora trasformiamo pane e mangime in biodiesel (etanolo) e tagliamo la foresta pluviale per piantare palme da cocco.
Dov’è la pace in tutto questo?










Devono aver pensato che se il Nobel per la guerra era andato a Bush, quello per la pace doveva andare a Gore. Più seriamente, gli Stati Uniti restano un ancora modello di vita per molti, soprattutto nei paesi emergenti e perciò quello che succede lì, ha poi forti ripercussioni culturali. Defunte le ideologie, oggi le guerre sono apertamente economiche e solo una visione globale, ecologica e ambientalista può rendere meno aspri gli scontri per appropriarsi delle risorse residue.
gerardo 13 ottobre 2007 alle 18:01
???
Geppetto 19 ottobre 2007 alle 22:37