Vogliaditerra

22 maggio 2007

Real slow travel

Slow è in e chi non è d’accordo con la risurrezione del cinquecento elettrico:

Le macchine, una volta “del popolo” si sono trasformate in caricature di se stesse. Il paradigma della macchina attuale è la SUV (dall’improbabile sigla “Sport Utility Vehicle”). Macchina pesante, tronfia, obesa. Scatole d’acciaio su ruote gigantesche, alimentate da motori degni di un TIR. L’equivalente meccanico di una persona che ha vissuto di una dieta di solo fast food per decenni ed ha acquisito la forma corporea di una pera, corredata di rotolini di grasso debordante dai pantaloni.

Ma purtroppo non è una soluzione neanche questo e parlare di “zero emissioni” è solo parzialmente vero: quando si sta dietro la macchina. Se la corrente viene prodotta con centrali a carbone (carbone > calore > pressione > movimento > elettricità per ridiventare movimento dopo il passaggio per una batteria) sarebbe forse energeticamente più efficiente di fare direttamente delle “macchine” a vapore. Se viene comprata in Francia è nucleare e i bacini non bastano neanche per l’estate in arrivo.

Slow travel yes: a piedi e in bici…

E visto che si parla del panico energetico: Un lettore segnala l’ultima frontiera americana: Il granturco diventa biodiesel con una bella iniezione di sussidi, e cosa si da poi agli animali? Ecco: Fast food che è molto economico…

Commercial farmers, who like to fatten their charges as quickly and cheaply as possible and traditionally use 30-60 percent corn diets for their pigs and cows have turned to another, now cheaper, proven form of quick fattening: JUNK FOOD!! Cheese curls, tater tots, cookies, candy bars and french fries are now on the menu…

Commenti:


  1. L’ideale sarebbe andare in bici, magari con una bella reclinata carenata…


    Eelko

  2. Prevedo una mega crisi alimentare con questo bio-fuel!


    simone

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