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Come guarire (se va bene)

Forse si dovrebbe allargare il discorso del medico con pendulo. Il contadino ha almeno tre medici, senza contare se stesso. Il primo sarebbe quello delle mutua che prende non si sa quanti soldi all’anno senza che deve fare tanto, perché in 18 anni il contadino s’è servito tre volte, tra cui una con una diagnosi sbagliato (“Questo è febbre di St.Antonio e te lo curo io!”). Il secondo è un medico chirurgo che da l’agopuntura e i fiori di Bach attraverso l’aromaterapia fino all’omeopatia (non classica) fa di tutto. Il terzo ‘ una amica di una amica che è omeopata classica e la quale l’ha curato da un asma iatrogena (= indotto da medicine; questi bussoli che tu aspira una polverina per allargare le bronchi. Se non hai l’asma fallo per tre mesi e poi ce l’hai.)

Ma ora, quando ha scoperto che la causa del fiacco era la pressione bassa si è rivolto al secondo. Lui già per più di una decina di anni ha cominciato di usare il pendolo, primo di nascosto dopo la visita, poi davanti a pazienti scelte alla fine sfacciatamente davanti a tutti. Si parla un po’ poi comincia a selezionare varie cose, i motivi, la cura (al contadino esce quasi sempre l’omeopatia, e questa idea della cura diversa per ogni uno gli piace assai: magari a te funziona bene l’agopuntura e a tizia meglio la medicina tradizionale. Intanto un terzo minimo è sempre effetto placebo o meglio la forza tua).
Tira fuori le tre scatole con le fiale e, sempre in una mano il pendulo e nell’altra quella del contadino, ne passa tutte. Ne saltano fuori 5 o 6 che vengano giudicati un altra volta. Ora il contadino prende un misto tra argento, tabacco, solanacea, arsenico, curare e secale cornutum e oggi pare che ripartono le energie, meno male.

Quella cosa del pendulo. Il buffo è che quattro ore dopo quella diagnosi del medico di famiglia (fuoco di St.Antonio) il pendolo lo diceva pure lui, ma chi lo aveva in mano non gli tornava, ‘sta storia del fuoco. E non lo era per nulla, infatti.

Visto che si parla delle cure si può segnalare anche questo libro (Jörg Blech: LA MEDICINA CHE NON GUARISCE – Come difendersi da terapie inutili o nocive). Chi guarisce non è la medicina, siamo noi, e la medicina può aiutarci o meno in questo lavoro. Una delle prime cose quando ci amaliamo sarebbe di consultare anche Thorwald Dethlefsen, perché le malattie ci parlano come il miglior amico lo dovrebbe fare -per esempio la pressione del sangue sarebbe l’aspetto dinamico dell’uomo: il liquido e la resistenza (dei capillari). Se il sangue rappresenta noi, i capillari sono il mondo. Uno con la pressione bassa non prova di oltrepassare i limiti, sviene privo di potere…ma meglio parlare d’altro.

3 commenti

  1. alba 27 febbraio 2007

    thorvald ecc. è una bibbia in casa mia …
    io mi sono fatta l’idea però che le cose guariscono con le carezze … io mi ricordo che da bambina quando stavo male male, se la nonna mi accarezzava io guarivo prima, almeno così pensavo allora e mi ci ritrovo adesso a pensarlo … quindi credo molto anche nei massaggi … craniosacrale per esempio

  2. Osterello 8 marzo 2007

    e il dentista?

  3. ste 8 marzo 2007

    Giusto, sarebbe il quarto, colui che ha preso più soldi in tutto. E nient di omeopatia, quando un organo (o un dente) è già rotto ci vuole il meccanico.

Commenti chiusi.

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